mercoledì, 16 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

SEI MORTI E DECINE DI FERITI IN EMILIA. TREMA L’ITALIA DEL NORD
Pubblicato il 20-05-2012


Alle 4.04 gli orologi delle torri campanarie tra Ferrara, Modena e Mantova si sono fermati. E’ l’ora in cui questa notte la terra ha tremato. Le lancette dei sismografi hanno cominciato a ballare. Magnitudo 6 e una profondità epicentri di circa 6 chilometri. Nel giro di un’ora si sono registrate altre scosse, meno potenti della prima. In alcune zone, una piccola scossa era già stata registrata intorno all’una di notte. Ma al risveglio si contano tra le macerie 6 vittime e decine di feriti. Un terremoto dalle conseguenze devastanti per numerosi piccoli comuni e frazioni della campagna emiliana e padana. Cinque persone sono morte a causa di cedimenti di strutture e capannoni industriali mentre un’ultracentenaria sarebbe morta per un malore.

POTENZA DISTRUTTIVA COME L’AQUILA – Bilancio che la dice lunga sulla potenza distruttiva della scossa. Magnitudo 6, forte quasi quanto quella che il 6 aprile 2009 ha distrutto l’Aquila, con epicentro 36 km a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara, dove si registrano anche una cinquantina di feriti, nessuno dei quali in gravi condizioni, e ingenti danni a chiese ed edifici storici. Intanto Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile, ha assicurato che la situazione nelle aree colpite dal terremoto di stanotte e’ da considerarsi “sotto controllo”. Ma intanto si procede alla conta dei danni a chiese ed edifici storici e si prega che il numero delle vittime non cresca. Bisogna fare presto perché, nelle zone colpite dal sisma in Emilia, e’ attesa tra oggi e domani una perturbazione che portera’ pioggia.

SEI VITTIME, MORTE UNA DOPO L’ALTRA – La prima vittima si è registrata nell’azienda Uru di Ponte Rondoni di Bondeno, nel ferrarese, che produce a ciclo continuo polistirolo. Vi lavorano circa 50 persone. Tarik Nauch, un operaio di 29 anni, marocchino d’origine, è rimasto schiacciato dal tetto dell’azienda che è crollato assieme ad un silos all’esterno della struttura. Un altro operaio ha perso la vita mentre lavorava in turno alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino, dato in un primo momento per disperso nel crollo del tetto della fabbrica. Le altre due vittime a Sant’Agostino lavoravano al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche. I due operai italiani morti a causa del terremoto che ha fatto crollare il tetto della fabbrica, Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6. Un’anziana signora, sempre nel ferrarese, sarebbe morta schiacciata nella sua abitazione secondo le ricostruzioni dei Carabinieri. Gabi Ehsemann, tedesca, stava invece dormendo a Sant’Alberto di San Pietro in Casale, nel bolognese, ed è morta per un malore causato dall’agitazione e dalla paura.

GABRIELLI, POSSIBILI ALTRI SCOSSEVisti i danni alle strutture ecclesiastiche “ci stiamo raccomandando di limitare l’esercizio del culto”, e domani l’attività scolastica nei comuni più colpiti sarà sospesa. L’ha detto Franco Gabrielli, dopo il punto fatto a Ferrara. Si temono nuove scosse? “A grandi scosse, poi ne seguono altre. Non necessariamente questa è la scossa più grande che ci sarà. Bisogna essere cauti. Sui terremoti non si fanno previsioni e non si approccia il problema con superficialità e impropria rassicurazione”.

LA SITUAZIONE E’ SOTTO CONTROLLO – La situazione nelle aree colpite dal terremoto di stanotte e’ da considerarsi “sotto controllo”. Lo ha assicurato Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile. “Ho fatto un sorvolo sulle tre province interessate – spiega – e ho percepito una situazione di assoluto controllo: non ho visto grandi assembramenti o sistemi viari compromessi”. Gabrielli rileva: “E’ ovvio che adesso andremo a verificare casolare per casolare perche’ purtroppo ho notato che diverse strutture rurali sono state interessate dall’evento. Adesso ci sara’ un’attivita’ capillare per verificare in ogni singola unita’ abitativa che non ci siano persone coinvolte”.

PRIORITA’ ASSOLUTA ALLE PERSONE – “In questo momento la nostra priorita’ assoluta e’ che le persone possano passare la notte in condizioni accettabili”. Così il capo della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, al termine del vertice sull’emergenza terremoto svoltosi in prefettura a Ferrara. “I nostri centri operativi comunali – ha aggiunto Gabrielli – stanno raccogliendo le esigenze della popolazione, verificheremo la disponibilita’ di strutture alberghiere e intanto stiamo predisponendo un piano per l’allestimento delle tende”.

NAPOLITANO, PARTECIPO AL DOLORE DELLE VITTIME – Giorgio Napolitano ha seguito l’evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione Civile e le Prefetture competenti. Il Capo dello Stato ha chiesto ai Prefetti di esprimere la propria solidarietà alle comunità coinvolte e la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, rappresentando al tempo stesso il suo vivo apprezzamento a coloro che sono impegnati sul territorio nelle operazioni di soccorso e nella gestione dell’emergenza.

IL CORDOGLIO DEL PAPA – “Il mio affettuoso pensiero va anche alle care popolazioni dell’Emilia Romagna colpite poche ore fa da un terremoto. Sono spiritualmente vicino alle persone provate da questa calamità: imploriamo da Dio la misericordia per quanti sono morti e il sollievo nella sofferenza per i feriti”. Così il Papa al Regina Caeli.

MIBAC, NOTEVOLI DANNI AL PATRIMONIO CULTURALE – A una prima ricognizione risultano “notevoli” i danni al patrimonio culturale subiti a seguito del sisma che ha colpito le province di Ferrara e Modena. Il ministero per i Beni e le Attività Culturali, sin dalle primissime ore dopo il terremoto ha preso parte al Comitato operativo della Protezione Civile attivando le proprie strutture territoriali per la gestione dell’emergenza, secondo quanto previsto dal protocollo operativo dell’unità di crisi voluta dal Ministro Ornaghi. “I danni al patrimonio culturale, ad una prima ricognizione, risultano notevoli – spiega il Mibac in una nota – Si stanno organizzando apposite squadre per le verifiche più accurate in collaborazione con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. D’intesa con la Prefettura è stata disposta, inoltre, la chiusura dei tre musei statali di Ferrara: la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei.

PROTEZIONE CIVILE, TOSCANA IN STATO DI ALLERTA – Protezione civile regionale toscana in stato di allerta. Gia’ da domani mattina, se ce ne sara’ necessita’, 20 tecnici per il rilievo danni del settore ‘sismico’ della Regione Toscana saranno pronti a intervenire sulle aree terremotate dell’Emilia Romagna. Inoltre la Protezione civile regionale toscana, che gia’ dalle prime ore della mattina aveva preso contatto con quella emiliana e quella nazionale, ha subito allertato la ‘colonna mobile’ dei soccorsi ed attende solo l’ok della Protezione civile nazionale per metterla in moto. La Toscana ha messo a disposizione della Protezione civile nazionale 4 moduli abitativi, 22 tende pneumatiche (di cui due di grandi dimensioni), 2 cucine da campo, 3 moduli bagno-doccia e 10 containers di grandi dimensioni destinati ad attivita’ sociali.

FARE PRESTO E’ ATTESA LA PIOGGIA – Bisogna accelerare i tempi d’intervento anche perché, dopo il terremoto nelle zone colpite dal sisma in Emilia, e’ attesa tra oggi e domani una perturbazione che portera’ pioggia che diventeranno estese e persistenti nel pomeriggio di oggi. Non sono esclusi rovesci temporaleschi. Per domani e’ attesa nuvolosita’ in mattinata, con piogge diffuse anche a carattere temporalesco, ma che caleranno in intensita’ nel pomeriggio. Schiarite sempre piu’ ampie in serata, con residui piovaschi.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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