mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Staff Benda Bilili: la musica dei ragazzi disabili degli slum congolesi fa il giro dell’Europa
Pubblicato il 28-05-2012


Guardate oltre le apparenze e, soprattutto, ascoltate. È lo slogan dei protagonisti del gruppo Staff Benda Bilili che canta la vitalità e l’energia di chi, secondo le apparenze, sembrerebbe possederne poca. Orfani, senza tetto e malati di poliomielite che nonostante la loro povertà e la loro situazione disagiata, si esprimono attraverso album e concerti. Vengono dal lontano slum di Kinshasa, un villaggio del Congo, fino a raggiungere il cuore dell’Europa: porteranno nel vecchio continente (purtroppo non Italia) tra giugno e agosto la loro musica etnica, fatta di ritmi caldi e vivaci, che non solo li rendono un vero miracolo, ma anche, e soprattutto, un apprezzato gruppo di musicisti.

BIMBI SHEGUE’: DAGLI SLUM AI PALCHI EUROPEI –  Gli slum non sono altro che le baraccopoli, quelle case arrangiate tra assi di legno e lamine di metallo nelle periferie dei villaggi più poveri dell’Africa che spesso costituiscono veri e propri centri abitati. Ricky, Koko, Djunana, Thèo e Roger vengono proprio da uno di questi slum, che ha segnato la loro vita abbandonandoli a loro stessi ma offrendogli la possibilità di incontrarsi: la loro forte amicizia nasce qualche anno fa, quando si sono incrociati tra gli 8milioni di abitanti di Kinshasa, e hanno dato vita al loro gruppo, nato per caso. Mentre di giorno combattevano contro la loro situazione di indigenza, di notte si riunivano per suonare insieme. Il loro passatempo, sollievo della loro povertà e disabilità (sviluppata nell’assenza di igiene e di cure nello slum) li ha fatti diventare un banda di suonatori shegué, quei bambini che fin da piccoli vengono accusati di praticare la stregoneria e quindi allontanati, abbandonati ed emarginati dalla comunità.

“GUARDA OLTRE LE APPARENZE” – Gli Staff Benda Bilili, questi shegué cresciuti ed approdati in Occidente che da piccoli hanno vissuto per anni nello zoo dimesso di Kinshasa, portano l’innato ottimismo della loro musica sui palchi di molte città d’Europa. Il loro nome, che in lingua lingala significa “guarda oltre le apparenze”, racconta una storia che va molto oltre rispetto alla musica, e parla degli anni passati a dormire sui cartoni senza perdere il sorriso. «Un uomo non è mai finito, una possibilità può arrivare in qualsiasi momento senza avviso. Non è mai troppo tardi nella vita. Non giudicare la vita di un uomo, uno non si sceglie la propria vita. Non giudicare la vita dei bambini di Makala, uno non si sceglie la propria vita. I bambini di Dotche sono grandi stelle. E dormono sui cartoni», cantano gli Staff Benda Bilili in una canzone del loro disco più conosciuto Très Très Fort.

L’AFRICA SORRIDE NONOSTANTE LA POVERTA’ – L’evento che ha permesso ai Benda Bilili, i nuovi Buenavista Social Club secondo alcuni critici, di riscattare la propria condizione di miseria, abbandono e disabilità facendo conoscere la propria musica, è stato l’incontro con un fotografo e un pubblicitario francesi che, dopo aver assistito a una loro esibizione e ad averli filmati, li hanno segnalati alla Crammed disc, un’etichetta indipendente belga. E sono stati i produttori a lasciare Bruxelles e ad andare a trovare gli Staff Benda Bilili che, da quel momento, hanno visto la loro vita cambiare e la loro musica conquistare ed affascinare il mondo dimostrando che lo sguardo che va oltre le apparenze è lo stesso in grado di cantare la vivacità delle realtà di un Paese, come l’Africa, che soffre di povertà ma senza mai perdere il sorriso, lo stesso che Ricky, Koko, Djunana, Thèo e Roger, gli shegué cresciuti, hanno portato dallo slum di Kinshasa, al resto del mondo.

 

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