lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Stato di emergenza in Emilia Romagna: 50 milioni di euro
Pubblicato il 23-05-2012


Il Consiglio dei ministri ha deliberato ieri lo stato di emergenza per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova colpiti dal sisma del 20 maggio 2012, fissandone la durata a 60 giorni e attribuendo la competenza a coordinare gli interventi a Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Come specifica una nota di palazzo Chigi il coordinamento della fase successiva allo stato di emergenza «spetterà alle Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, ciascuna per i territori di propria competenza». Per far fronte alle necessità finanziarie derivate dal sisma, che ha causato sette morti e una cinquantina di feriti, il Fondo Nazionale per la Protezione Civile è stato rifinanziato con 50 milioni di euro.

IL PRESIDENTE MONTI IN VISITA NELE ZONE TERRMOTATE- Il Presidente del Consiglio Mario Monti, in visita nella mattinata di ieri nelle zone dell’Emilia colpite dal sisma, ha voluto «portare il senso di vicinanza del governo a questa popolazione cosi’ colpita negli affetti e anche nella sua attivita’ quotidiana». In quell’occasione Monti aveva mostrato la necessità di trovare «coperture adeguate per interventi immediati». A Sant’Agostino, il paese in provincia di Ferrara in cui hanno perso la vita tre operai e diventato insieme a Finale Emilia tra le città simbolo del sisma, il premier Monti è stato contestato davanti al municipio da un gruppo di persone che gli hanno intimato di tornare a casa. La rabbia dei cittadini colpiti dal sisma cresce: secondo quanto riferito alla Camera dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricala’, al momento gli sfollati sarebbero 5.262, una cifra preoccupante.

PROPOSTO IL RINVIO DEL PAGAMENTO IMU- Inoltre il presidente Mario Monti ha annunciato il proposito di rinviare il pagamento dell’Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili. Su questo tema si è pronunciato di fronte al Senato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà dichiarando di fare «grande affidamento nella serietà delle amministrazioni locali perchè sia fatto un elenco preciso dei soggetti che hanno bisogno di questo intervento». Il sottosegretario ha anche riferito la volontà di Mario Monti a stabilire per i comuni colpiti un «allentamento del patto di stabilità».

COLPITO IMPORTANTE FULCRO PRODUTTIVO DELLA PIANURA PADANA- Il rinvio del pagamento dell’Imu proposto ieri da Mario Monti, sembra non essere sufficiente per risollevare le realtà economiche, e nello specifico agricole, ferite dal terremoto. Il sisma ha colpito il fulcro di un sistema produttivo che nelle sole province di Ferrara, Modena e Mantova realizza il 5% del valore della produzione agricola nazionale. Si tratta di zone produttrici di eccellenze dell’agroalimentare dal parmigiano reggiano all’aceto balsamico di Modena, dal prosciutto di Parma fino al lambrusco. L’analisi che la Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) ha condotto sulle tasse e sui debiti in scadenza che le aziende agricole situate nelle zone del terremoto dovranno pagare ha mostrato una situazione d’emergenza: oltre l’Imu infatti, le aziende dovranno pagare l’Iva, l’acconto 2012 e il saldo di Irpef o Ires, l’Irap e i contributi Inps, per un totale stimato di almeno 150 milioni di euro. A queste cifre esorbitanti si aggiungerebbero le rate di mutui e di prestiti.

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