giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Stop al fumo, il ministro Balduzzi propone uno Smoke Free Air Act all’italiana
Pubblicato il 31-05-2012


Oggi è la Giornata Mondiale senza Tabacco e, tra sigarette che non vengono accese e pacchetti che i fumatori tentano di aprire il meno possibile, si discute della presa che il vizio del tabacco continua ad avere soprattutto sui più giovani, sulle conseguenze negative della cattiva abitudine e sui possibili espedienti da applicare per arginare il fenomeno. Importante è la prevenzione e l’educazione alla consapevolezza del rischio, da diffondere soprattutto tra i minorenni, ma nella giornata di oggi sono già avanzate proposte che faranno discutere i fumatori più incalliti che, fortunatamente, sono sempre di meno. Nel 2013, quanto costeranno i pacchetti e si potrà ancora fumare nei parchi e nelle automobili?

TREND NEWYORKESE: PARCHI SENZA FUMO – A New York, passeggiando a Times Square o a Central Park, ogni sigaretta costa cara: dal 2011 infatti il divieto di fumo è stato esteso anche a parchi e spazi aperti. Il «Smoke Free Air Act» è entrato in vigore nel mese di maggio del 2011 e ha costretto i fumatori newyorkesi a rivedere le proprie abitudini. Se colti nell’atto di fumare in uno dei 1700 parchi della città, che sia Central Park o Bryant Park, o in una delle numerose spiagge del litorale, la trasgressione porterebbe ad una multa di circa 50 dollari. In Italia la legge Sirchia è entrata in vigore nel 2005 ma non si è quasi mai parlato di estendere il divieto agli spazi aperti, fino ad oggi. La proposta è stata avanzata dal ministro della Salute Renato Balduzzi che ha affermato, durante un convegno sulla Giornata Mondiale senza Tabacco: «È una ipotesi allo studio, così come merita attenzione la proposta di introdurre il divieto di vendita ai minorenni e l’abolizione dei pacchetti da 10 sigarette».

DIMINUIRE CATTIVA ABITUDINE TRA I GIOVANI – L’estensione del divieto di fumo in parchi, stadi, giardini pubblici e cortili degli ospedali lascerebbe davvero poco spazio di azione ai più incalliti a cui rimarrebbe solo la strada e la propria casa. Considerando che la somma imposta nelle multe per chi trasgredisce varia da 25 euro a 250, l’iniziativa che propone il divieto in questi ulteriori luoghi della vita pubblica andrebbe «nella direzione di disincentivare il fumo soprattutto per le generazioni più giovani», ha continuato il ministro. Anche il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, ha proposto di «estendere la legge Sirchia anche agli ambienti aperti ma molto frequentati, come parchi, esterni di aeroporti dove per entrare si deve superare una nuvola di fumo, giardini, cortili delle scuole ed esterni di ospedali. Senza dimenticare le automobili: la sigaretta si dovrebbe vietare come il telefonino».

NUOVI ITALIANI NELLA TOP TEN DEL VIZIO – Ma gli italiani, dei quali ormai fuma il 20,8%, secondo i dati dell’indagine Doxa commissionata dall’Istituto superiore della Sanità, si dicono favorevoli all’84% alla multa per chi butta i mozziconi di sigaretta in strada. E un 58,6%, composto però dagli italiani non fumatori, vorrebbe estendere il divieto in parchi e giardini pubblici. I fumatori si esprimono favorevoli ma in percentuali minori, e il motivo è chiaro: chi ha il vizio, ma è sprovvisto della volontà di smettere, si troverebbe ostacolato nella soddisfazione del proprio piacere quotidiano, per quanto nocivo, nella maggior parte dei luoghi pubblici. Che l’estensione della legge segua le orme intraprese nella Grande Mela? Lo scopriremo presto e se i fumatori sbufferanno per i divieti sarà importante non minimizzare l’utilità dell’impatto di tale estensione sui giovani italiani, secondo il rapporto della ricerca europea Espad, risultano nella top ten dei più viziosi.

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