martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Strage di Hula: responsabilità e condanne dell’esercito siriano di Bashar al-Assad
Pubblicato il 28-05-2012


Il regime del presidente Bashar al-Assad continua a seminare morte in Siria. Sabato scorso la strage di Hula, nella provincia siriana di Homs, da parte delle forze fedeli al presidente siriano, hanno infatti causato la morte di 108 civili, tra cui 49 bambini e 34 donne. Secondo quanto riferito ieri dal generale Robert Mood, capo degli osservatori Onu nel Paese, le vittime sarebbero state causate da colpi di armi da fuoco pesanti. I militari di Assad avrebbero inoltre bombardato ieri un sobborgo della città di Hama, nel centro della Siria, uccidendo almeno 33 persone, tra cui sette bambini. L’Osservatorio siriano dei diritti umani parla di un attacco con artiglieria pesante e razzi, mentre il bilancio delle vittime sale. Il numero dei morti salirebbe a 41, secondo quanto riferisce all’Ansa Musab Alhamadi, un oppositore al regime siriano. Alhamadi ha precisato che i bombardamenti, cominciati ieri al tramonto, hanno raggiunto il culmine intorno alle 21, ma sono proseguiti fino alle 3 di questa mattina. Secondo Alhamadi, «le forze governative hanno approfittato per attaccare posizioni dell’Esercito libero siriano (Els) mentre tutta l’attenzione del mondo era concentrata sul massacro di Hula».

L’ONU CONDANNA LE VIOLAZIONI DEL REGIME DI DAMASCO– Da metà marzo 2011, quando hanno avuto inzio le rivolte in Siria contro il regime del presidente al-Assad, oltre 13mila civili hanno perso la vita. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio per i diritti dell’uomo si tratterebbe di 9.183 civili, 3.072 membri dell’esercito e 794 disertori: cifre spaventose se si pensa che al momento Damasco dovrebbe seguire la risoluzione delle Nazioni Unite che le imporrebbe il cessare delle violenze, compreso l’uso dell’artiglieria pesante sulla popolazione civile. La condanna dell’Onu e l’attribuzione degli attacchi al regime di al-Assad è stata immediata: secondo l’Onu i bombardamenti sarebbero da ricondurre infatti «all’artiglieria governativa».

RUSSIA, LA RESPONSABILITA’ SAREBBE DEL REGIME E DELL’OPPOSIZIONE – La strada per arrrivare alla dichiarazione finale di ieri dei quindici membri delle Nazioni Unite riguardo la Siria non è stata però senza ostacoli: la Russia infatti ha firmato il documento soltanto nel momento in cui è stata cancellata la parte di testo in cui si attribuiva l’intera responsabilità alle forze armate siriane. Il rappresentante russo dell’Onu avrebbe infatti firmato il documento soltanto dopo aver respinto la bozza franco-britannica che prevedeva la condanna «dell’uso indiscriminato e sproporzionato della forza da parte delle forze armate governative siriane contro i civili». La Russia ha fatto riferimento alla dichiarazione del capo della missione Onu in Siria, Robert Mood, che in video-collegamento con la conferenza Onu ha ammesso come «molte circostanze di quanto accaduto vadano ancora chiarite». Questa mattina il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, dopo aver incontrato il collega britannico William Hague, ha fatto sapere che secondo la Russia la responsabilità della strage di Hula sia attribuibile al regime di Damasco che alle forze dell’opposizione. Anche il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov sembra non voler attribuire alle forze del regime di Damasco eccessive resoponsabilità: oggi ha sottolineato come entrambe le parti in conflitto, esercito di al-Assad e oppositori, debbano essere oggetto di pressioni affinchè cessino di combattere, criticando quindi la posizione delle nazioni che vedono come unica soluzione per la Siria l’uscita di scena di Assad.

LA SIRIA NEGA RESOPONSABILITA’ – Intanto, nonostante le forze armate di al-Assad neghino qualsiasi coinvolgimento negli attacchi di ieri, il governo siriano annuncia oggi la costituzione di una commissione d’inchiesta sul massacro di Hula. Il portavoce del ministero degli Esteri Jihad Makdessi ha fatto sapere ieri di aver formato «una commissione congiunta dell’esercito e della giustizia che indagherà sull’insieme dei fatti e che pubblicherà i suoi risultati tra tre giorni». Domani, il presidente siriano Bashar al-Assad incontrerà l’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba Kofi Annan. Arrivato oggi a Damasco, il mediatore dell’Onu cercherà di far luce sui responsabili degli attacchi di questi giorni.

LO SDEGNO DELLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE – Sdegno e condanna riguardo l’episodio di ieri dall’intera comunità internazionale. Dagli Stati Uniti, rivela il New York Times, il presidente Barack Obama propone di risolvere la targica situazione siriana con una «transizione morbida che preveda l’esilio per Assad ma lasci parte del suo governo al potere», nell’attesa dell’incontro con il presidente russo Vladimir Putin previsto all’interno del summit del G20, il 18 e 19 giugno. La cosidetta  “soluzione yemenita” avrebbe l’appoggio dell’Italia: il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha dichiarato infatti che «l’alternanza al vertice del regime siriano è sicuramente una strada da esplorare», per la quale «naturalmente ci vuole anche la partecipazione di tutte le forze dell’opposizione siriana che a questo punto vanno veramente incoraggiate per ritrovare una loro unità e una maggiore determinazione in una comune agenda politica».

ISRAELE E IRAN – Dura condanna per quanto avvenuto a Houla arriva anche dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre l’Iran, Paese sostenitore del presidente siriano Bashar Al Assad, parla di «attentato terroristico», secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Isna. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mehman-Parast avrebbe parlato di «interferenze delle potenze straniere negli affari interni della Siria, condotta attraverso gli atti terroristici e malefici che hanno preso di mira la nazione siriana».

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