martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

SI BARRICA ARMATO NELLA SEDE DI EQUITALIA. L’OSTAGGIO AL TELEFONO: “STO BENE”
Pubblicato il 03-05-2012


Situazione di stallo alla sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, provincia di Bergamo, dove un uomo di cinquant’anni circa con gravi problemi economici ha preso circa 15 ostaggi, rilasciandoli poi tutti tranne uno, un dipendente della società. L’uomo, armato di fucile, ha esploso un paio di colpi al momento della sua irruzione, e si temeva che potesse avere ferito qualcuno. Gli ostaggi rilasciati hanno raccontato che i colpi sono stati esplosi contro il soffitto. L’uomo ha urlato frasi sconnesse dalle quali si e’ capito che e’ rimasto senza denaro e minaccia di suicidarsi. Ha chiesto di parlare con i giornalisti per raccontare i suoi problemi, ma sono in corso le trattative con le forze dell’ordine per convincere l’uomo a desistere. “L’uomo – ha riferito il sindaco Michele Lamera – non ha fatto altre richieste se non quella di avere un po’ di visibilità per la sua situazione economica”, che avrebbe definito “disperata”.

PRESIDIATA LA ZONA – La sede dell’Agenzia delle entrate è circondata da poliziotti e carabinieri ed è arrivato da poco anche il GIS, Gruppo intervento speciale dei Carabinieri.   Sul posto anche numerosi funzionari della questura e si è alzato in volo un elicottero per sorvegliare l’area circostante. L’Agenzia è collocata al piano terra di un edificio di cinque pian,i per il quale al momento non è stata disposta l’evacuazione.

OSTAGGIO AL TELEFONO, “STO BENE” – C’è stata una telefonata fra l’ostaggio Carmine M., 56 anni, dipendente dell’agenzia delle entrate, e la sua compagna. Quest’ultima, avendo saputo del blitz del sequestratore, si è recata sul posto e ha chiamato il partner. Il sequestratore ha permesso all’uomo di rispondere e di parlare al telefono con la donna per circa 30 secondi. Le ha detto che sta bene.

AGENZIA DELLE ENTRATE SOTTO ATTACCO – Numerosi gli episodi che negli ultimi mesi hanno vista coinvolte diverse sedi  dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia in tutto il territorio nazionale. Il fatto più grave e conosciuto è avvenuto lo scorso 28 marzo a Bologna, dove un uomo di 58 anni è morto dopo essersi dato fuoco dentro una vettura parcheggiata davanti alla sede di Bologna. Il gesto, dovuto a motivi economici, è stato spiegato in tre lettere, una delle quali indirizzata alla commissione tributaria. Il 9 dicembre invece un plico imbottito è esploso tra le mani del direttore di generale di Equitalia Marco Cuccagna. L’attentato veniva rivendicato dalla ‘Fai’ (Federazione Anarchica Informale) che aveva inviato un altro pacco bomba in Germania alla sede centrale di Francoforte della Deutsche Bank. Il 15 dicembre 2011 una busta da lettere bianca, da cui fuoriusciva polvere scura, ha insospettito gli addetti al centro di smistamento delle poste: era una busta esplosiva con tanto di congegno pronto a fare un’altra vittima colpendo, se aperta, con una fiammata.Era indirizzata a Equitalia. L’11 gennaio 2011 11 il 118 di Milano interviene per una busta sospetta recapitata sempre a Equitalia e ha attivato le procedure di prevenzione per il ‘protocollo antrace’. L’ intervento si è reso necessario in quanto nella busta c’era della polvere sospetta. Il 14 gennaio 2012 un plico esplosivo arriva all’ufficio postale di piazza Mazzini a Roma, indirizzato alla sede di Equitalia di via Cristoforo Colombo. Il plico poteva esplodere. La polizia, con una macchina radiogena, ha accertato che all’interno era contenuta polvere esplodente ed altre miscele sulla cui natura sono ancora in corso accertamenti. Il 31  gennaio 2012 una busta con un proiettile viene recapitata in una delle sedi di Equitalia a Roma, in via Ippolito Nievo. Ad insospettirsi è un dipendente, incuriosito dal mittente firmatosi  “Babbo Natale”. La busta era inoltre priva del timbro e con codice di avviamento postale proveniente da Milano.

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