mercoledì, 18 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sud e sviluppo ai tempi del Governo Monti
Pubblicato il 26-05-2012


La Fondazione Mezzogiorno Europa e la Fondazione Res hanno recentemente presentato a Roma il “Manifesto per il Sud nella crescita Italiana”, un’iniziativa a cui ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed è intervenuto il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera. Il Manifesto, che è stato sottoscritto da esponenti della società civile ed economisti, intende essere la base per una discussione sugli aspetti più controversi del Mezzogiorno che non cada in logori stereotipi. Il documento riporta l’attenzione su tre temi chiave per la crescita: le liberalizzazioni e l’efficienza della pubblica amministrazione, una nuova regolazione dei rapporti di lavoro, le infrastrutture.

Sull’efficienza della pubblica amministrazione si evidenzia l’importanza di una spending review estesa a tutte le amministrazioni pubbliche, incluso quelle regionali. Si suggerisce inoltre di razionalizzare i trasferimenti statali per affrontare energicamente e organicamente le distorsioni nell’allocazione delle risorse che non solo gravano sulla finanza pubblica, ma frenano lo sviluppo in quanto creano aree di rendita politica e ostacolano la crescita di solide attività di mercato. Da tutti il meridione è riconosciuto come un’opportunità per l’intero Paese. Non è necessario impiegare nuove risorse, ma è importante spendere bene le risorse esistenti e promuovere la crescita del Mezzogiorno, valorizzando risorse locali attualmente sotto-utilizzate.

Tra queste, la naturale collocazione logistica che pone le regioni meridionali al centro del Mediterraneo, le risorse energetiche, il patrimonio culturale e ambientale, le conoscenze scientifiche radicate nelle università, il saper fare diffuso in agricoltura e nelle attività manifatturiere. Infine, si loda la svolta del Governo Monti, che ha mostrato maggiore attenzione al Meridione rispetto al precedente, con la riprogrammazione dei fondi strutturali europei. In parte il Manifesto può essere condivisibile. Ma se si paragona il Mezzogiorno d’Italia all’Est della Germania unificata e si sostiene la diversità dei risultati nonostante il divario economico e sociale tra le aree dei due Paesi fosse inizialmente simile, è bene precisare che la Germania ha destinato al “suo sud” 100 miliardi di euro all’anno dal 1989 in  poi.

Lo Stato Italiano ha inviato nel Mezzogiorno 6 miliardi di euro all’anno dalla nascita della Cassa, senza contare che le risorse dell’intervento straordinario  sono state sostitutive dei finanziamenti ordinari e senza tenere conto del dislivello delle stesse risorse ordinarie trasferite al Sud rispetto a quelle destinate al Nord. Certo non è solo una questione di quantità. Ma il volume dei mezzi finanziari utilizzati in Germania è incomparabile con le somme spese dall’Italia per il Sud. Il ministro Passera, intervenuto all’evento di presentazione del Manifesto, ha sostenuto che la razionalizzazione dei benefici concessi, invocata da varie parti, non deve tradursi in un minore impegno del Governo per il Mezzogiorno; anzi, lo Stato si propone di costruire le condizioni per il suo sviluppo.

Eppure, se si analizzano i decreti recentemente firmati da Monti per sbloccare 20-30 miliardi di euro dovuti dalla Pubblica Amministrazione alle imprese, non possiamo non notare che la norma esclude dai benefici le regioni in deficit sanitario o sottoposte al piano di rientro dal deficit della sanità. E guarda caso si tratta in gran parte delle regioni centro-meridionali. Non certo una norma a favore delle imprese e dell’economia del Mezzogiorno.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. La verità è che il Governo Monti difficilmente farà scelte che favoriscano il Meridione d’Italia.La formazione culturale del Presidente del Consiglio, le sue frequentazioni internazionali, il sistema finanziario e bancario in cui è inserito lo porta inevitabilmente a curare soprattutto gli interessi del mondo che rappresenta. L’intellighenzia politica degli uomini del Nord ha sempre assegnato al Mezzogiorno un ruolo marginale e complementare. E’ storia vecchia. Dall’Unità in poi pochissime leggi sono state pensate e attuate per favorire lo sviluppo del Sud. E’ pura illusione ritenere che con il Governo Monti la musica cambi.

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