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Opinioni e commenti
 

Terremoto e polemiche, troppi sono i lavoratori morti sul posto di lavoro. Napolitano, Monti e Camusso non ci stanno
Pubblicato il 29-05-2012


«Il fatto che sono di nuovo i lavoratori a lasciarci la vita in queste nuove scosse mi fa pensare che non si è proceduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di far tornare le persone al lavoro». Parole forti quelle espresse dal leader della Cgil, Susanna Camusso, a seguito delle notizie che riportano tra le vittime soprattutto operai rimasti sepolti sotto le macerie dei propri luoghi di lavoro. Le vittime sono decedute infatti per il crollo dei capannoni industriali, gli stessi che nel terremoto del 20 maggio non avevano subito danni eccessivi, questo quanto riferito dai carabinieri di Modena a propostito dei crolli industriali che hanno interessato San Felice sul Panaro e Midolla.

NAPOLITANO: E’ TRISTE LA MORTE DI OPERAI – «È tristissimo che nel sisma in Emilia Romagna siano morti soprattutto operai». Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che durante le scosse si trovava in provincia di Udine, non è rimasto impassibile di fronte alla notizia: «È tristissimo che muoiano degli operai e che vengano meno posti di lavoro. La situazione è durissima – ha sottolineato – sono intervenuto ieri, senza avere idea cosa potesse accadere questa mattina». Il presidente ha continuato concludendo che «l’Emilia Romagna è una regione dove c’è un buon livello di controllo delle regole sulla sicurezza nel lavoro». Tuttavia, proprio in virtù di questa attenzione certificata della regione nei confronti di tali norme, Napolitano ha continuato esortando: «Verificare se c’erano misure preventive». Per il capo dello Stato, evidentemente, qualcosa non torna e prosegue: «Bisogna impegnarsi per capire veramente come sono andate le cose e se ci siano misure preventive che potevano essere prese».

FORNERO: IN ALTRI PAESI NON SUCCEDE – Alle perplessità del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde il premier Mario Monti che stamattina ha dichiarato: «Dico chiaramente che questa nuova scossa che infligge ferite all’Emilia Romagna non coglie le Istituzioni impreparate». E Napolitano ha controbattuto: «Il presidente del Consiglio e il presidente della Regione Emilia Romagna hanno fatto una dichiarazione che credo sia significativa dell’impegno di verificare come sono andate le cose, se ci siano misure che potevano appunto essere prese in senso preventivo». Anche il ministro dell’economia Elsa Foriero ha espresso la propria perplessità: «Il terremoto è naturale, ma non è naturale che crollino gli edifici ad ogni scossa. In altri Paesi non succede». Intanto la terra continua a tremare, l’ultima scossa è stata rilevata intorno alle 13.00 e il bilancio delle vittime e dei dispersi continua a salire.

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