martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Terrorismo, Cancellieri: «TAV madre di tutte le preoccupazioni»
Pubblicato il 14-05-2012


Una settimana fa veniva brutalmente gambizzato Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare che nella mattina del 7 maggio è stato bersaglio dell’attentato da parte di due giovani in moto, che hanno sparato colpendogli la gamba destra. Le indagini seguono varie piste ma la più accreditata sembra essere quella del gruppo della Fai, Federazione anarchica informale. L’episodio ha costretto le forze politiche e la pubblica amministrazione alla riapertura di una delle pagine più buie del Paese, quella del terrorismo. Anche se c’è chi preferisce definire questi episodi degli attentati sporadici, come il capo della polizia Manganelli, che afferma quanto si debba essere cauti nell’annunciare e nel parlare di una riapertura della stagione del terrorismo.

PIU’ INTELLIGENCE, MENO SCORTE – Che si tratti di un evento isolato o di un filone terroristico appena inaugurato, le soluzioni espresse dal ministro degli Interni Annamaria Cancellieri circa la gestione della lotta al terrorismo, non sembrano essere così fantasiose, soprattutto perché le modalità che assicurano gli obiettivi contro nuovi attacchi sono sempre le stesse. E l’intelligence, seppure sia votata a un continuo lavoro di ricerca e informazione, non ha la palla di vetro. Così, quando il ministro Cancellieri, oggi ad Alessandria per la quarta settimana degli Studi sulle Autonomie Locali, dice: «bisognerà lavorare più di intelligence che con le scorte», lascia intravedere tutta la determinazione posta in atto nell’impiegare il maggior numero di forze in quella lotta che si svolge lontana dai nostri occhi, piuttosto che offrire un servizio di protezione come scorte a possibili obiettivi.

«TAV, MADRE DI TUTTE LE PREOCCUPAZIONI» – Il ministro ha affermato di non volere incrementare le forze in campo, piuttosto ha ribadito di voler utilizzare gli esperti già impegnati, attuando una razionalizzazione che, a ben vedere, era necessaria. Quindi se da un lato «le prefetture sono già al lavoro per fare uno screening e individuare gli obiettivi sensibili», dall’altro si lascia scappare la paura che nel mirino del terrorismo ci finisca la TAV e tutto ciò che si muove intorno, vicenda che, come se non bastasse, è già nell’occhio del ciclone da mesi, tramutando la Val di Susa in un vero e proprio campo di battaglia animato e continuo. Ma fino ad ora il movimento no TAV ha condotto la sua protesta in maniera tanto ferma, seppure spesso violenta, quanto alla luce del sole. Ma la Cancellieri ha così commentato: «La Tav è la madre di tutte le preoccupazioni».

GIOVEDI’ ASSEMBLEA GENERALE – E queste preoccupazioni sono legate al terrorismo tanto quanto ai problemi circa le opere da realizzare nonché alle necessità dei Comuni e alle rivendicazioni delle comunità locali. Tra chi ha accolto la dichiarazione ritenendo che sia stata una riflessione inopportuna, come l’intero movimento No TAV e come Paolo Ferrero, segretario di rifondazione Comunista che ha commentato con un sonoro “vergognoso” le parole della Cancellieri. Che si tratti di un problema concreto o meno, l’agenda del ministro segna a questo giovedì un’assemblea generale per valutare tutti gli spiluppi del caso, per definire se si tratti o meno di una situazione emergenziale. Ma per quanto riguarda la TAV, ci si può solo augurare che il dissenso rimanga nei limiti della gestibilità, tra il verde della Val di Susa e i suoi tralicci.

 

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