lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Terrorismo: le scaramucce tra Camusso e Cancellieri e i ‘numeri’ della violenza
Pubblicato il 17-05-2012


Lunedì 20 maggio si ricorda l’omicidio di Massimo D’Antona per mano delle Nuove Brigate Rosse. Se i presunti terroristi sono attualmente implicati in un secondo processo d’appello che ha destato scalpore, soprattutto perché ha ricevuto la ‘solidarietà’ di familiari e supporters, si deve ricordare che circa dieci anni fa (non si parla di una distanza temporale sporpositata) si macchiavano del sangue del giuslavorista Massimo D’Antona nel 1999 e di Marco Biagi nel 2002. Alla cerimonia di lunedì prossimo che avrà luogo tra via Salaria all’angolo con via Adda, proprio dove avvenne il brutale omicidio di D’Antona, sarà presente anche Susanna Camusso. Insieme al segretario generale della Cgil, ci saranno il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e il deputato Pd Walter Veltroni.

CAMUSSO: INTELLIGENCE INSUFFICIENTE NEGLI ANNI – Ed è proprio la Camusso, al vertice da ormai due anni della maggiore confederazione italiana del lavoro, a dare rilievo al pericolo che il terrorismo porta con sé denotando una prevenzione insufficiente: «da troppo tempo non c’è prevenzione e intelligence», rispondendo a quanto dichiarato a inizio della settimana dal ministro dell’Interno: «bisognerà lavorare più di intelligence che con le scorte». E il segretario della Cgil si contrappone tout court a quanto detto dalla Cancellieri rivendicando quanto sia «giusta la protezione delle imprese e dei dirigenti che sono stati minacciati». La Camusso è in controtendenza anche rispetto alle dichiarazioni del capo della polizia Manganelli che suggerì maggiore cautela nel parlare di riapertura della stagione del terrorismo. Ma il segretario generale della Cgil lancia l’allarme parlando di un vero e proprio buco nel sistema antiterroristico: «per anni lo si è considerato fenomeno minore e trascurabile, ora bisogna recuperare il tempo perduto».

I NUMERI DELLA VIOLENZA- Mentre la Camusso da Firenze condanna con fermezza il terrorismo in tutte le sue forme, definendolo come «un attacco alla democrazia, alla libertà dei lavoratori, anche per la giusta lotta per le conquiste che verrebbe così inquinata e resa difficile», il Viminale pubblica i ‘numeri’ del terrorismo. Gli obiettivi a rischio in Italia sottoposti a vigilanza sono oltre 14.000 e, per quanto riguarda le persone fisiche a necessitare della scorta o della tutela, si parla di oltre 550 bersagli. Se da un lato l’intelligence sembra essere bene informata, dall’altro rivela quanto in effetti questo fenomeno richieda uno spiegamento di forze non indifferente, perché ad essere impiegati nella lotta – o nella sicurezza – contro il terrorismo sono circa 20.000 uomini delle forze armate e di polizia. I dati hanno costretto il ministro Cancellieri a ribadire quanto affermato ad inizio settimana: «mantenere alto il livello di attenzione e di vigilanza, rafforzando i dispositivi di sicurezza nei confronti di obiettivi sensibili e di persone esposte a specifico rischio». Intelligence o meno rimane ferma la posizione delle due donne della politica nella lotta contro il terrorismo che lunedì 20 si ritroveranno fianco a fianco, forse con un pò d’imbarazzo da parte di entrambe, a ricordare l’omicidio di Massimo D’Antona.

A GENOVA CONTRO IL TERRORISMO – Ed in settimane come queste, quando il terrorismo (presunto o meno), torna a far parlare di sé irrigidendo inevitabilmente il sistema di sicurezza del Paese, tra rivendicazioni, minacce (le lettere di minacce al Premier, forse della Fai o forse no) e azioni violente vere e proprie, la reazione dei cittadini rimane un tassello importante che va a ricomporre il quadro psicologico e sociale del Paese. A Genova, la città dove di recente è stato messo in atto dalla Federazione Anarchica Informale l’attentato ai danni del dirigente dell’Ansaldo, alle 17.00 di oggi si manifesterà contro la nuova violenza delle recenti organizzazioni terroristiche.

 

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