sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

THE ANSWER, MY FRIEND, IS BLOWING IN THE WIND
Pubblicato il 04-05-2012


 

La speranza di molte decine di milioni di socialisti in Europa è che la risposta che quarant’anni fa soffiava nella canzone di Bob Dylan sia incoraggiante. I laburisti inglesi, con la dolorosa, ma forse inevitabile, eccezione di Londra (non gli poteva dire Rutelli che i revenants non riescono a vincere? Già, Rutelli non parla più con i socialisti), hanno ottenuto un buon successo nelle elezioni amministrative. Adesso, è il vento della Francia che viene atteso, non soltanto in Italia, ma anche a Berlino, dove i sondaggi danno i socialdemocratici in forte crescita (seppure insidiati dai Pirati) e a Francoforte, dove il pur cautissimo Mario Draghi gradirebbe un aiutino per politiche di sviluppo. Allegramente frammentata, come si conviene al paese di Arlecchino, farebbe pur comodo anche alle variegate liste della sinistra, sì, insomma, quella “cosa” lì, qualcuno o qualcosa che soffi nelle sue non troppo tese vele.

Certo, le vele bisogna sapere alzarle e, fra primarie scombiccherate e divisioni accentuate a fini elettoralistici, le sparsissime membra delle sinistre italiane non hanno fatto granché.  In maniera sempre molto provincialsi aspettano che sia la Francia, più importante e più risonante, a segnalare la riscossa possibile, a dare  “la virata a sinistra” che D’Alema ritiene imminente in Europa. Infatti, è possibile che, anche grazie a sapienti operazioni politiche, il Partito Democratico e i suoi potenziali alleati conquistino le città che contano, a cominciare da Genova e Palermo (e, magari, anche Parma e L’Aquila). Tenendo a bada il Movimento Cinque Stelle, magari incamerando un po’ degli elettori che non abbiano gradito l’imbarbarimento sonante della Lega, ma temo che quell’elettorato rimanga ostico per la sinistra, una qualche crescita, pur difficile da misurare, dovrebbe manifestarsi. Ho l’impressione che sarà comunque una crescita moderata, dovuta più all’indebolimento del Popolo della Libertà e alla battuta d’arresto (sic) della Lega che a meriti, innovazioni, progetti del Partito Democratico.

Già un paio d’anni fa, il segretario Bersani, rimboccatosi le maniche per meglio pettinare le bambole, aveva annunciato che “il vento era cambiato”. Mario Monti alla presidenza del Consiglio e Francesco Giavazzi a fare qualche taglio alle spese duno Stato sprecone non sono il massimo che il nuovo vento potrebbe produrre. Ho l’impressione che, per restare con Bob Dylan, la risposta più sonante il vento la porterà quando nel novembre 2012 Obama verrà rieletto. Allora, liberato dall’imperativo di una non più possibile rielezione,Obama potrà dare, come è spesso riuscito ai Presidenti democratici USA, Kennedy nel 1960 e Clinton nel 1996, un forte impulso ad una governance progressista. Ovviamente, se i progressisti, i riformisti, i socialisti (debbo, forse, aggiungere i Democratici) saranno pronti e attrezzati.

Gianfranco Pasquino

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