giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

#Tienimidacontomonti: @ferrarailgrasso fa il rapper o il furbo?
Pubblicato il 24-05-2012


“Tienimi da conto Mon-tì, tienimi da conto Mon-tì” è il ritornello dell’ultima trovata di Giuliano Ferrara, @ferrarailgrasso per i follower di Twitter, che si è cimentato in un rap che ha ammutolito migliaia di ascoltatori, un pò perché si deve fare silenzio per cercare di captare le parole contenute nel testo (perché diciamo la verità, la riuscita della canzone può essere simpatica, ma Ferrara non ha di certo la scioltezza della declamazione di Eminem quindi uno qualche passaggio se lo perde), un po’ perché è sempre Ferrara che canta un rap.

«TI PREGO, TI PREGO, TI PREGO!»Ci si immagina il giornalista che, messi gli occhiali stile Blues Brothers, tra le risate della sua redazione, o peggio ancora nel silenzio incredulo dei colleghi, decide di interpretare la canzone dal ritornello già trend su Twitter: #tienimidacontomonti che inizia con l’implorazione rivolta al Cavaliere: «Ti prego, ti prego, ti prego/Ti voglio bene/Sei stato grande/Sei stato tanto/Sei stato troppo/Ma tienimi da conto Monti». Il “Non ti scordar di Monti” musicato, scritto, diretto e interpretato da Giuliano Ferrara, è già cult sul social network dei cinguettii.

TAM TAM MEDIATICO – Ma Ferrara nei panni di un rapper sembra più la Bianca Castafiore dei fumetti di Le avventure di Tin Tin, “l’usignolo milanese” che appena si lancia in un acuto rompe i vetri attorno a sé. Tuttavia il #tienimidacontomonti sembra essere il frutto di un’operazione molto meno leggera di quanto non sembri: un gran bel numero di visualizzazioni e l’innesco di un vero e proprio tam tam mediatico che ha fatto in modo che oggi tutti parlino del «Pensiero alla Fornero/Un gingillo per Beppe Grillo/Un mazzetto di fiori a Ruby/Un rimario a Veronica Lario/Un buffetto per Gianni Letta», cantati da Ferrara.

«SULLE SPALLE DI OGNI LETTA» – Insomma, Ferrara non è la prima volta che le “canta” a Berlusconi (tra serenate e pezzi hip hop): dopo il successo teatrale dello scorso dicembre In mutande ma vivi – Contro il neopuritanesimo ipocrita, in cui il giornalista supplicava il Cavaliere di tornare ai fasti del ‘94 per rilanciare l’Italia, stavolta nel suo rap lancia un monito all’ex presidente del Consiglio che, secondo Ferrara, oltre a baciare le mani ad Alfano, a comprare lo «scaldaletto per lo Scajola», a fare «una ola, ma una sola, per la Santanchè», a procurare «tanta fuffa per La Russa» e uno «tsunami d’amore per il buon Bersani», deve senza dubbio ‘tenere da conto Monti’: «Sopra tutto, sopra ogni cosa, in cima a ogni vetta, sulle spalle di ogni Letta, Ti prego Cavaliere, ti prego e ti scongiuro: Tienimi da conto Monti!».

MORTO UN RAPPER SE NE FA UN ALTRO – Chissà se il Cavaliere accoglierà il consiglio. E soprattutto chissà se lo seguiranno, Berlusconi e non il consiglio un pò furbetto di Ferrara, i tanti giovani e potenziali elettori del Pdl, anzi di quel che resta del Pdl. Il caustico e acuto direttore nel tentativo un pò goffo, non certo per la stazza del neo rapper quanto per “averci provato senza grande successo”, di intercettare il voto dei milioni di italiani disillusi dalla politica e dalla politica del Cavaliere in particolare provando a salire, goffamente, sul carro del vincitore. Insomma Ferrara strizza l’occhio alla comunicazione “giovanilistica” dei grillini, 2.0 e anti-casta perché adesso è trendy. Attento alle mode passeggere @ferrarailgrasso che morto un rapper se ne fa un altro.

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