mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Tramonta Mercozy. A Berlino debutta lo stile Merkollande
Pubblicato il 15-05-2012


Giornata importante quella di ieri per François Hollande: se da una parte infatti verrà investito ufficialmente come settimo Presidente della Quinta Repubblica francese, nel pomeriggio si confronterà per la prima volta dalla sua elezione con la “sarkoziana” Merkel, fresca di sconfitta alle elezioni di domenica. Il presidente socialista Hollande verrà accolto trionfalmente all’aeroporto di Berlino, e solo in prima serata si saprà se il confronto a due con la Cancelliera del rigore sarà stato un versamento di lacrime o un colloquio produttivo per superare la crisi in cui versa l’Europa. Certo è che a modificare il clima – oltre che la forza politica della Merkel – vi sia l’ultimo risultato elettorale che ha visto il suo Cdu chinare il capo all’elettorato dei Socialdemocratici dell’Spd, che nel land olandese del Nord Reno – Vestfalia hanno trionfato inaspettatamente. 

FINISCE L’ERA “MERKOZY” – “Merkozy, c’est fini” (Merkozy, è finita) è questo il motto che echeggia sulle pagine del quotidiano francese “Le Monde”. Fino ad oggi l’auspicio del neoeletto Hollande è stato quello di un’intesa con la cancelliera tedesca, sull’esempio dei rapporti finora instaurati dall’uscente Sarkozy. Infatti, Hollande nell’intervista al canale France2 riportata dal settimanale francese “Le Nouvel Observateur”, invoca la volontà di lavorare con la Merkel per “trovare buoni compromessi”, senza tuttavia nascondere che la loro visione su materie diverse è decisamente lontana dall’essere la stessa.

L’INCONTRO – Per Hollande è importante affrontare la questione del Patto Europeo sulla disciplina budgetaria, siglato da 25 dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea, oltre ad essere stato uno dei temi centrali della campagna elettorale del socialista. Al momento le visioni dei due premier sembrano agli antipodi e guidate da parole d’ordine contrastanti: austerità e rigore per la Germania, crescita e rilancio per la Francia. Di certo, non ci si aspetterà di arrivare a decisioni definitive durante il colloquio di martedì, visto che quello tra la Merkel e Hollande appare più che altro come un incontro per “fare conoscenza”, come ha dichiarato la stessa cancelliera tedesca. La coordinazione tra Francia e Germania si prospetta fondamentale “per assicurare prosperità, pace e democrazia” in Europa, ha aggiunto la Merkel, ben consapevole che “l’uscita dalla crisi sarà un processo lungo”.

UN COMPROMESSO DIFFICILE – Le misure di crescita che Hollande vorrebbe inserire all’interno del patto budgetario non saranno accettate facilmente dalla Germania mossa da un’irremovibile volontà di non modificare l’accordo. Oltre ai temi sul tavolo dei leader europei, sui quali hanno posizioni diametralmente opposte: si dovranno affrontare infatti problemi strutturali legati alle realtà specifiche di alcuni Paesi europei, come quella dei debiti o della mancanza di competitività. Per fare ciò si dovrà percorrere la tortuosa strada del compromesso, sopratutto in seguito alla sconfitta elettorale dei Cristiano Democratici della Merkel.

LA STAMPA D’OLTRALPE – Al momento la stampa francese sembra non sbilanciarsi in pronostici circa l’incontro. L’arrivo ad un accordo è percepito come una necessità ma allo stesso tempo come un traguardo difficile da raggiungere. Eric Heyer, analista dell’Ofce, Osservatorio francese delle congiunture economiche, definisce sulle pagine del quotidiano “Nice matin” come “molto difficile” arrivare ad una visione comune tra Francia e Germania “sui mezzi per ottenere la crescita economica che attualmente mancano all’Europa”. M. Touati, l’autore del libro “Quand la zone euro exposera”, prevede una “crisi politica economica e sociale estremamente grave” qualora non si riesca a pervenire ad un accordo tra i due Paesi. L’esperto non sembra vedere nella disfatta elettorale della Merkel un elemento per imporre alla Germania i cambiamenti al patto budgetario, sostenendo poi che le visioni contrastanti dei due premier non siano “un problema di sinistra e di destra”, bensì una “differenza di cultura economica tra la Francia e la Germania”.

MERKOZY O MERKOLLANDE? DUE STILI A CONFRONTO – Numerosi analisti politici si sono occupati dei rapporti tra i due Paesi europei; di particolare interesse risulta l’analisi di Jacques-Pierre Gougeon, direttore di ricerca dell’Iris, l’Istituto di relazioni internazionali e strategiche e autore del libro «France-Allemagne: une union menacée?». L’autore, in un’intervista sul quotidiano “Le Figaro”, ha approfondito l’incontro in prospettiva delle relazioni franco-tedesche degli ultimi anni: visti i rapporti tra i due Paesi, dal dopo guerra ad oggi, era inevitabile che la prima visita di Stato del Presidente francese fosse in Germania.

Gougeon paragona poi le coppie Merkel-Sarkozy e Merkel-Hollande: la prima, inizialmente instabile nonostante la provenienza dalla stessa famiglia politica, si è consolidata a partire dal 2009 grazie alla crisi. Sorprendentemente, nonostante il primo grande contenzioso sul patto budgetario e l’appartenenza a famiglie politiche opposte, uno sguardo ottimista guida l’analisi Gougeon anche sulla coppia Merkel-Hollande. Secondo il ricercatore, proprio la condizione di evidente complessità potrebbe paradossalmente rinsaldare l’asse franco-tedesco, che il prossimo anno festeggerà i cinquant’anni dalla ratifica del Trattato dell’Eliseo. Grande attesa per oggi: è il giorno del debutto sullo scenario internazionale per il neo eletto Hollande, che può dirsi finalmente protagonista a tutti gli effetti del potere politico europeo. Attenzione François, oggi hanno tutti gli occhi puntati su di te, a cominciare dall’ormai archiviato Sarko.

 

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