domenica, 22 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Un ricordo di Angelo Tinari, l’emigrante che lottò per i lavoratori italiani in Svizzera
Pubblicato il 28-05-2012


Per noi immigrati d’élite, partiti alla volta del suolo elvetico per un dottorato in una delle scuole politecniche piu rinomate in Europa o per un posto in una delle banche del calibro di Ubs, Angelo Tinari era lo specchio della storia di tanti italiani arrivati a in Svizzera in un’epoca per noi cosi lontana, spinti dalla ricerca di un futuro migliore per sè e le proprie famiglie. Il suo esodo dalla Calabria degli anni sessanta lo vide approdare prima in Germania e successivamente in Svizzera, e piu in particolare a Zurigo, che scelse come sua casa e sede di tutte quelle battaglie intraprese con il nobile scopo di migliorare le condizioni di vita degli italiani migranti. Impegnato fin da giovanissimo nella politica e nel sociale, negli anni Settanta fu in prima linea nella lotta contro le iniziative xenofobe di Schwarzenbach, volte a limitare il numero di lavoratori stranieri in Svizzera (il 54% dei quali erano italiani).

Angelo ha saputo rimanere radicato in maniera ineccepibile nella comunità degli immigrati di Zurigo inventadosi ogni giorno forme di relazioni sociali che hanno segnato la vita degli italiani e di tutti gli immigrati della regione zurighese, interpretandone bisogni e lotte. Insieme alla moglie Cuchi, spagnola delle Asturie, è stato il simbolo della Casa de Espana prima e del Punto d’Incontro poi, un locale italo-spagnolo autogestito, ritrovo di molti immigrati di prima generazione nonché importante indirizzo per la sinistra zurighese. Angelo è stato uno dei fondatori e degli animatori di Radio Lora, la più famosa radio multietnica svizzera, nata nel 1983 con lo scopo di permettere ai diversi gruppi etnici presenti in Svizzera di autogestire uno spazio di mezz’ora circa. Angelo ha dato voce alla comunita italiana, raccontando le storie raccolte ogni giorno girando per le baracche dove alloggiavano i lavoratori italiani.

La trasmissione, insieme allo spazio delle telefonate in cui si dibatte su diversi problemi di attualità, è da sempre un appuntamento fisso per un pubblico di oltre trentamila ascoltatori italiani, che lo hanno seguito anche nelle feste, nei viaggi e negli incontri da lui organizzati con impegno ammirabile. Angelo è venuto a mancare lunedì scorso dopo una lunga e dolorosa malattia. Per tutti noi è stato indubbiamente un privilegio averlo conosciuto e aver toccato con mano i risultati della sua dedizione verso la politica e il sociale, lungo quasi cinquant’anni di impegno. I giovani che come me hanno partecipato alla cerimonia di commiato in suo onore, hanno potuto constatare con i propri occhi l’affetto di centinaia di amici, compagni, di persone che hanno perso un pezzo importantissimo della memoria storica della sinistra italiana in Svizzera, un simbolo di impegno, il protagonista di un’epoca.

Alessandra Di Lio

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