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Opinioni e commenti
 

Vertice Nato, torna #Occupy: fuori esplode la protesta
Pubblicato il 21-05-2012


Bastano due giornate politicamente rilevanti a livello mondiale ed europeo, il G8 a Camp David di sabato e il vertice Nato a Chicago apertosi ieri, per far tornare alla ribalta il movimento Occupy. Sessanta capi di Stato e di governo, diecimila manifestanti e una città blindata: questa è la Chicago superprotetta contro i manifestanti. Mentre i leader dei 28 Paesi della Nato si confrontavano su scottanti temi di politica internazionale, Chicago si riempiva di migliaia di Indignados provenienti da ogni angolo degli Stati Uniti. Attualmente il bilancio delle tensioni verificatisi ieri al termine del corteo che era diretto alla sede del summit della Nato è di quattro agenti feriti e 45 dimostranti arrestati, secondo quanto riportano le forze dell’ordine; 12 feriti tra i partecipanti al corteo e almeno 60 arresti, stando invece ad uno dei legali dei manifestanti. E oggi a disperdere la folla sono stati chiamati oltre 12mila poliziotti con l’ausilio di cannoni acustici. C’è chi sospetta anche il ricorso ai droni, velivoli solitamente utilizzati in azioni di intelligenze e sorveglianza; sono giorni infatti che il web è invaso da un video che mostrerebbe un drone volare su Elgin, alla periferia di Chicago.

LA DIFESA PRIMA DI TUTTO – Mentre nelle strade risuonavano slongan contro la Nato e Wall Street, la prima giornata del summit si apriva sui temi difesa e sicurezza. «A Lisbona avevamo concordato di creare lo scudo antimissile e oggi a Chicago questo progetto è diventato una realtà », ha dichiarato ieri alla stampa il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, sottolineando la forte necessità di «protezione completa per i nostri paesi e le nostre popolazioni». Il progetto Ags (Alliance Ground Surveillance) con base a Sigonella (Catania), prende dunque forma: cinque droni per migliorare il monitoraggio della zona Mediterranea, robot sminatori per rimuovere eventuali bombe, l’impiego dal 2017 nella base vicino Catania di almeno 600 militari in più. Particolarmente delicata è stata la discussione sullo scudo antimissili che i paesi Nato vogliono schierare su tutto l’arco dell’ex Europa dell’Est e verso cui il presidente russo Vladimir Putin è estremamente ostile. Assente al summit Nato, ufficilamente per motivi di agenda, Putin sembra invece aver voluto declinare l’invito per mostrare il suo disappunto verso il progetto.

RITIRARSI DALL’AFGHANISTAN – Gli striscioni della folla di Occupy chiedevano il ritiro dell’esercito americano dall’Afghanistan, e i leader della Nato decidevano ieri una strategia comune per la fine dell’occupazione nel territorio. Barack Obama, durante un faccia a faccia con il presidente afghano Hamid Karzai ha ribadito che il mandato americano terminerà soltanto dopo il 2014, momento in cui  «la guerra afghana come la conosciamo sarà conclusa». Da Kabul anche i Taliban intervengono, intimando i paesi membri della Nato a seguire l’esempio della Francia, ritirandosi «al più presto possibile dall’Afghanistan». Irremovibile infatti, il presidente francese Francois Holland ha ribadito il ritiro dell’esercito francese entro la fine dell’anno, come promesso in campagna elettorale. Si è stabilita inoltre la cifra che i paesi Nato verseranno per aiutare l’Afghanistan a mantenersi in uno stato di sicurezza una volta che l’uscita delle truppe si sarà concretizzata. Si parla di 4,1 miliaridi di dollari l’anno, elargiti a partire dal 2015, fino al 2017. Il contributo maggiore verrà dagli Stati Uniti con 2,3 miliardi di dollari, mentre l’Italia ha assicurato 100 milioni di euro, anche se le cifre definitive saranno ufficializzate proprio oggi nel corso della seconda giornata di lavori dal governo italiano.

CONTINUANO LE PROTESTE – E mentre termina oggi il vertice Nato, i membri del movimento Occupy continuano a far sentire la propria voce. Per questo pomeriggio è infatti prevista una grande manifestazione. Intanto il quotidiano The Chicago Tribune riporta la notizia dell’arresto di due giovani, rispettivamente di 24 e 28 anni, protagonisti di un presunto complotto terroristico da compiere con bombe molotov nel quartier generale della campagna di Obama a Chicago. Un portavoce della Nato ha parlato di un attacco informatico da parte degli hacker di Anonymous al sito ufficiale della Nato. Anche oggi la città di Chicago resta vigile: la paura è quella che la manifestazione di questo pomeriggio degeneri in scontri ancora più violenti di quelli di ieri. Molti negozi continuano ad essere chiusi e l’accesso alla zona rossa del summit continua ad essere super sorvegliata.

OCCUPY COLPISCE ANCHE IN EUROPA – I manifestanti di Occupy si sono fatti sentire in questi giorni anche in Europa: venerdì scorso infatti Francoforte è stata “occupata” dai sostenitori di Blockupy Frankfurt; in quell’occasione sono stati fermati anche 45 italiani che avevano preso parte al movimento anticapitalista. L’iniziativa promossa dagli indignati aveva come finalità quella di bloccare il centro di Francoforte, capitale finanziaria del Paese, per interferire nell’attività delle banche e della Bce. Il fermo per gli italiani aveva previsto l’allontanamento dall’area cittadina fino alle 7 di mattina di sabato.

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