domenica, 20 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

SI RAFFORZA LA CASA DEI RIFORMISTI E DEI DEMOCRATICI: CASINI VUOLE ESSERCI
Pubblicato il 26-06-2012


Pierferdinando Casini si è voltato, una volta per tutte, verso il partito Socialista di Riccardo Nencini cogliendo tra le righe la proposta del progetto della Casa dei riformisti e dei democratici lanciato dalla direzione nazionale del Psi. «Come in Grecia e in Germania il tema di un patto di emergenza tra chi è nel Ppe e chi è nel Pse esiste. Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. Come capiscono anche tanti moderati del Pdl». In un’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera, il leader del partito di centro ha dichiarato la propria volontà di impegnarsi in un progetto comune ispirato alla proposta socialista della Casa dei riformisti e dei democratici e sulla scorta del grande successo dei patti tra forze socialiste e progressiste nel resto d’Europa, come quella tra Ppe e Pse.

NENCINI (PSI): UN NUOVO SCENARIO – «Basta con gli azzardi, i demagoghi e gli uomini soli al comando che ritengono di essere Fausto Coppi. Alla crescita del grillismo e al caos che impera nel centro-destra, l’Italia della responsabilità e del buon governo risponda con un’alleanza tra riformisti che si richiamano al socialismo europeo e i cattolici liberaldemocratici di Pierferdinando Casini. E’ la nostra proposta da tre anni. La stessa che sposa oggi l’Udc». Questo è stato il commento immediato del segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini che ha annunciato la volontà di portare la proposta di un’alleanza tra moderati e riformisti al «tavolo dei socialisti europei nel vertice di Bruxelles. Le primarie avranno un senso se terranno conto di questo nuovo scenario. Di regolamenti di conti – conclude Nencini – l’Italia non ha nessun bisogno».

ENTUSIASMO ANCHE DAL PD – Oltre all’entusiasmo di Nencini, l’adesione al progetto lanciato dalla direzione nazionale del partito Socialista italiano proclamata ieri da Casini, trova l’approvazione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani che ha subito commentato: «E’ un passo importante. (…) In Italia, ma non solo in Italia, bisogna costruire un patto tra le forze riformiste costituzionali contro una destra che viene risucchiata inevitabilmente su posizioni populiste, con parole d’ordine pericolosissime come: via dall’euro, non paghiamo i debiti. E’ la logica che porta a un patto di questo genere». Mentre il progetto sembra prendere piede concretamente, che fine farebbero partiti come l’Italia dei Valori di Di Pietro, Sinistra e Libertà e Futuro e Libertà?

CHE FINE FARANNO IDV E FLI? – Se l’idea proposta dalla Casa dei riformisti e dei democratici è quella di costituire una forza politica dalla direzione comune, che unisca forze progressiste, moderate e socialiste, molti partiti fino ad ora in dialogo più o meno cordiale e diretto con l’Udc di Casini e il Partito democratico si troverebbero fuori. Fino ad ora l’unico commento relativo all’intervista di Pierferdinando Casini da Pdl e Idv (i due principali partiti che tremerebbero nel caso di una grande unione tra riformisti e democratici) giunge dal partito di Di Pietro con le parole di Felice Belisario che definisce le rivelazioni di Casini come “chiacchiere da politicanti”: «Se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere. Di che stiamo parlando? Chi sono i progressisti? E chi i moderati? Quale programma sottopongono alla volontà popolare?». E mentre la corda tra Idv e Bersani sembrerebbe spezzarsi una volta per tutte, qualcuno si chiede se l’omissione di Fli tra le parole dell’intervista di Casini sia un caso o meno.

Vittoria de Petra

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Quindi ci troveremmo ad avere UDC, PSI e PD. Ma siamo sicuri? Non sarebbe il caso di parlare prima dei contenuti, di un ipotetico programma? Che Paese strano! Prima si guarda alla “coalizione”, dopo ai programmi. Ma nessuno si preoccupa di questo, così tutti i pericoli o i classici nodi al pettine verranno nel momento in cui si dovrà governare. Come potranno trovare punti di incontro Casini e la sinistra del Pd? Da dove prenderemo i circa 1000 miliardi di titoli che andranno a scadere nei prossimi 3 anni? Nencini è allineato con alcune classiche forme di tassazione tipo grandi patrimoni, transazioni finanziarie, ecc. ma non ci dice quanto si ricaverà. E non solo lui! I miliardi sarebbero ben pochi o comunque non tali da incidere nel bilancio finanziario. (E’ così o no?). Sarebbe meglio affrontare il futuro con chiarezza soprattutto nei confronti dei cittadini e dire come incideranno nella spending review le scelte della nuova ipotetica coalizione, come fermare l’assalto alla diligenza pubblica perpetuata da tantissimi anni da partiti, sindacati, lobby, municipalizzate, associazioni di enti inutili, costi degli esodati. Vi sembra poco? Per non parlare dei temi etici, liberali e libertarie: con Casini si andrà poco in là…
    Roberto Marino

  2. Era nell’aria ed è nelle ragioni della politica ma, dopo le dichiarazioni del leader UDC Casini, diventa una certezza l’alleanza fra riformisti e moderati che ora dovrà essere arricchita di contenuti utili a risollevare il nostro Paese. Questa alleanza poggia su una lunga e positiva esperienza già maturata sul piano politico e culturale. Essa ha avuto origine con il centrosinistra di Moro e Nenni, che ha fatto uscire l’Italia dalla crisi per proiettarla verso il boom economico.
    La proposta di alleanza fra le due grandi famiglie europee, quella del PSE e del PPE per noi socialisti rappresenta il punto di rilancio non solo del progetto riformista in Italia ma anche del nostro stesso partito. L’auspicio è che la riforma elettorale darà la possibilità al PSI di poter essere rappresentato in Parlamento

Lascia un commento