sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Ad investire nei talenti italiani è un’azienda cinese: 10 tirocini dalla Huawei
Pubblicato il 20-06-2012


Altro che cervelli in fuga. Quelli italiani votati all’evoluzione tecnologica andranno sì all’estero, ma grazie ad un’opportunità unica offerta loro e non per sfuggire dalla crisi nostrana. Saranno dieci, infatti, gli studenti italiani ai quali sarà offerta la possibilità di volare fino in Cina per prendere parte al programma annuale di tirocinio finanziato dalla Huawei. L’azienda leader mondiale nella produzione e commercializzazione di apparecchiature di rete e telecomunicazioni, ha il proprio quartier generale a Shenzen, nella provincia di Guangdong nella Cina continentale meridionale. Huawei vuole quei cervelli giovani ed italiani che ha incontrato nel Belpaese durante l’esperienza ormai decennale che Huawei svolge in Italia. Gli studenti candidati, che saranno selezionati da una giuria composta da rappresentanti del ministero dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, come unico requisito devono avere alle spalle un percorso di studi focalizzato sull’innovazione tecnologica.

 

HUAWEI INVESTE IN RICERCA E SVILUPPO – Huawei nel 2011 aveva già abbondantemente investito nel settore di ricerca e sviluppo destinando circa 3,76 miliardi di dollari, il 34,2% in più rispetto al 2010. E buona parte di quella cifra sarà destinata all’organizzazione del programma che stamattina il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha firmato a Shangai con David Wang uno dei componenti del Board of Directors di Huawei, alla presenza di George Zhao Ming, Managing Director di Huawei Italia. Il contratto, una grandissima opportunità per fare i primi passi nel mondo del lavoro, è simile a quelli già stipulati in precedenza con la Gran Bretagna, la Francia e la Spagna.

TALENTI E RISORSE TRICOLORE – Ma a confermare la centralità dell’Italia, che dal 2005 offre all’azienda un grande spiegamento di risorse umane, è stato il Managing Director di Huawei Italia, George Zhao che ha dichiarato: «Sin dal nostro arrivo in Italia abbiamo puntato sui talenti e sulle risorse professionali italiane, effettuando impegnativi investimenti in risorse umane, innovazione e opportunità locali con l’obiettivo di svolgere un ruolo attivo nella crescita economica del Paese». Il programma previsto per i dieci studenti (interamente finanziato da Huawei) prevede un numero di giornate di training nei centri di eccellenza di Shenzhen e Shanghai per approfondire le tematiche relative allo sviluppo delle reti di nuova generazione e, in particolare, le ‘cloud room’, dove ricercatori collegati in cloud collaborano e condividono risorse per progettare il futuro dell’Information and Communication Technology.

GIOVANI: CRESCITA SOSTENIBILE DEL PAESE – Nel corso del calendario del tirocinio sono previste anche delle visite guidate della capitale della Repubblica Popolare Cinese alla scoperta della cultura e degli stili di vita del Paese che ospiterà gli studenti italiani. L’eccellenza del Belpaese vola quindi all’estero e George Zhao, Managing Director di Huawei Italia, è stato chiaro sul perché, attraverso la collaborazione del Miur, si sia arrivati all’accordo: «E’ necessario ampliare il ventaglio delle opportunità di tirocinio rivolte ai giovani talenti perché da loro dipende la crescita sostenibile del Paese. Nelle Università italiane abbiamo trovato un importante capitale di idee, ingegno ed energie e proprio per continuare a valorizzarlo nei nostri centri di ricerca e sviluppo abbiamo avviato questa nuova iniziativa con il Miur». “Capitale di idee, ingegno ed energie”, dice Gorge Zhao e verrebbe da dire: qualcuno finalmente se ne è accorto.

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