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Opinioni e commenti
 

“Chernobyl diaries” sbanca ai botteghini con l’incubo dei mutanti radiattivi
Pubblicato il 25-06-2012


L’horror da qualche anno lavora sulla verosimiglianza, abbandonando ogni effetto speciale e, per risultare ancora più credibile e di conseguenza pauroso, scopre nuovi espedienti scenografici come le location e le riprese che poco hanno dell’artefatto e molto della realtà. Cavalcando il tema cult anni ’80 delle mutazioni e degli orrori dei paesaggi fantasmatici post esplosione nucleare, il film Chernobyl diariesLa mutazione sbanca al botteghino, classificandosi al secondo posto della top ten delle pellicole più viste della settimana.

DAL PRODUTTORE DI PARANORMAL ACTIVITY – Il produttore, Oren Peli, ci ha visto lungo e non è nuovo a simili successi. Dopo aver scommesso nel 2007 sulla realizzazione low budget del film Paranormal Activity, scritta e diretta dallo stesso Oren Peli, torna a sceneggiare e produrre quello che sembrerebbe essere un altro successo del panorama horror. Di certo dissacrante e tagliente riuscirà a coinvolgere anche un pubblico più adulto: quello realmente terrorizzato dall’esplosione del reattore della centrale atomica nel 1986.

CERNOBYL COME SCENARIO HORROR Il film inizia con la consueta vacanza un po’ azzardata: Chris, Paul, Amanda, Natalie, Michael e Zoe decidono di regalarsi qualche giorno di “riposo” nella città fantasma di Pripjat, rimasta deserta dal 1986 dopo l’esplosione del reattore della centrale atomica. I turisti, senza dubbio coraggiosi, appena arrivati, iniziano a perlustrare gli edifici abbandonati, pieni di animali pericolosi. A un certo punto il bus che li aveva fino a quel momento portati da una zona all’altra guidato da Uri il vecchio autista del posto, si blocca senza dare più cenno di ripartire. A quel punto, calata la notte, a rappresentare un pericolo per i giovani turisti non saranno solo gli animali feroci, ma delle vere e proprie presenze minacciose: bambini e uomini mutati dalla fuga radioattiva, ma che non si mostrano quasi mai allo spettatore e ai protagonisti e che piuttosto vengono percepiti nel buio della cittadina ucraina.

SUSPANCE SENZA EFFETTI SPECIALI – La scelta della location porta con sé già terribili sensazioni. Per alcuni il ricordo della tragica esplosione è un mix tra orrore e dolore, documentato dalle innumerevoli immagini relative alle spaventose conseguenze delle radiazioni in particolare sui bambini nati dopo la fuga radioattiva che hanno riportato quasi tutti una malformità. La regia è stata affidata a un esordiente alle prese con il primo appuntamento con il  grande schermo. Si tratta del giovane Brad Parker reduce da una preparazione su altri set soprattutto per quanto riguardava gli effetti visivi. E, in Chernobyl diaries, dal punto di vista degli effetti speciali, si rimanda ad una ripresa fresca e diretta che punta a stupire lo spettatore utilizzando l’espediente della veridicità piuttosto che dell’effetto speciale.

CAST GIOVANE, COME IL REGISTA – Così la città fantasma di Pripjat si scoprirà tutt’altro che disabitata e i sei protagonisti avranno a che fare con gli abitanti radioattivi e deformi che cercheranno di minare la sopravvivenza dei giovani turisti. La tensione è alta per tutta la durata della pellicola e accresciuta dal contrasto tra la spensierata voglia di vivere dei protagonisti, messa continuamente a repentaglio dalla violenza spaventosa e silenziosa dei mutanti. Il cast, composto da giovani attori, tra cui Jesse McCartney, ha superato la prova: gli attori si sono cimentati nelle classiche urla disumane e nelle lunghe corse senza tempo e con il volto in piena crisi di panico. L’unica perplessità è: dopo Chernobyl diaries, cosa ci si deve aspettare, forse un Fukushima stories nel 2038?

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