domenica, 20 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Erdogan avverte, risponderemo a qualunque violazione delle frontiere
Pubblicato il 26-06-2012


Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione europea, non poteva essere più chiara: «condanniamo l’inaccettabile abbattimento di un velivolo turco da parte della contraerea siriana, la Siria deve rispettare i suoi obblighi internazionali». Le fa eco il segretario generale della Nato, il danese Anders Fogh Rasmussen, che ha affermato che «la sicurezza dell’Alleanza è indivisibile e la Nato è vicina alla Turchia». Rasmussen, da Bruxelles, dove i 28 ambasciatori degli Stati membri si sono riuniti per discutere l’abbattimento del jet turco, ha anche chiarito che, in caso di ulteriori atti ostili, la Nato si riunirà di nuovo per consultazioni. Il politico danese ha anche detto che si aspetta «che Damasco faccia tutto il possibile per evitare simili eventi nel futuro».

LINEA DURA DEI TURCHI – E mentre arriva la condanna dura anche da parte dell’Alleanza Atlantica, il premier turco Recep Tayyip Erdogan alza la voce minacciando la Siria: parlando ai deputati del suo partito, l’Akp, il primo ministro ha infatti ribadito che Ankara «risponderà a qualunque violazione delle frontiere» turche da parte della Siria. Erdogan ha affermato anche che cambieranno le regole d’ingaggio e «Ogni soldato che si avvicinerà alla frontiera dalla Siria sarà considerato come un elemento di minaccia». In riferimento all’abbattimento del jet militare turco, il primo ministro ha sottolineato che si tratta di «atto ostile» e di un «attacco efferato». E tanto per sgomberare il campo da ogni dubbio Erdogan ha voluto definire l’attuale amministrazione siriana come «un regime tirannico che uccide il suo stesso popolo» che ha «perso ogni legittimità». Oltre al primo ministro anche il presidente turco, Abdullah Gül, parlando dell’abbattimento dell’F4 turco da parte della contraerea siriana, ha detto che le conseguenze potrebbero «essere abbastanza serie».

C’ERAVAMO TANTO AMATI – Dopo la salita al potere dell’AKP di Erdogan nel 2002, la Turchia intraprese una politica di appeasement con il vicino siriano, avviando un’intensa collaborazione economica e politica con la Siria. Ma le relazioni fra Turchia e Siria si sono deteriorate dall’inizio delle proteste contro il presidente Bashar al-Assad nel marzo 2011. Del resto, era chiaro che la Turchia, potenza regionale emergente, non sarebbe potuta rimanere indifferente di fronte a quanto stava accadendo nel vicino stato, soprattutto alla luce degli impatti che eventuali stravolgimenti avrebbero potuto avere sul problema curdo. Il governo turco, nei mesi scorsi, decise di ospitare, proprio ad Istanbul, la sede del Cnt, il Consiglio Nazionale Siriano, principale gruppo di opposizione in esilio al regime di Assad. Nei mesi scorsi si sono prodotte in più occasioni tensioni al confine, soprattutto quando i soldati del regime siriano avevano sparato su un campo profughi ospitato in territorio turco. La Turchia è inoltre sospettata di chiudere un occhio verso i carichi di armi, destinate ai ribelli siriani, che transitano dai suoi porti e attraverso i suoi confini.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento