lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

E’ di nuovo boom del cinema italiano grazie agli investitori privati
Pubblicato il 21-06-2012


Record assoluto per la produzione di film italiani nel 2011. E’ quanto annunciato dal Rapporto 2011 della Fondazione Ente dello Spettacolo, recentemente presentato all’Università Luiss “Guido Carli” di Roma. Con la realizzazione di ben 155 film nello scorso anno, si è portata a segno la migliore performance della storia più recente del cinema nostrano, seconda soltanto ai successi del 1960. Spiega infatti Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione: “Se il 2010 aveva visto il cinema italiano tornare al successo del botteghino, nel 2011 il comparto ha cercato, sulla spinta della crescita, di risolvere gli annosi problemi legati al finanziamento delle produzioni, alla lentezza del processo di digitalizzazione, alla chiusura delle sale dei centri storici, strozzate dall’impossibilità di essere riconvertite in multisale”.

 

BOOM DEL CINEMA ITALIANO – Sebbene il mercato cinematografico italiano abbia registrato nel 2011 un calo di circa il 10%, con poco più di 100 milioni di spettatori e circa 660 milioni di euro di incassi, si è evidenziato un positivo balzo in avanti della quota di mercato della produzione nazionale, che si è attestata al 36% rispetto al 29% del 2010.

UN’ARTE DA 330 MILIONI DI EURO – Va considerato che il cinema italiano non è solo uno degli elementi distintivi della nostra cultura e dei nostri valori, ma anche un settore importante per l’economia del nostro Paese. Il comparto industriale vede 6000 imprese attive sul territorio nazionale per un fatturato complessivo di quasi 6 miliardi di euro, 200mila addetti ed oltre 330 milioni di euro di nuovi capitali, pubblici e privati, investiti nel solo 2011 a sostegno delle produzioni cinematografiche.

30% DI CONTRIBUTI PUBBLICI – Allo stesso tempo, però, è un settore caratterizzato da una rapida trasformazione delle tradizionali fonti di sostegno finanziario, con una conseguente difficoltà nel reperire le necessarie risorse e dove l’apporto dei contributi pubblici rappresenta oggi solo il 30 percento del totale degli investimenti.

FONDAMENTALE IL SUPPORTI DEI PRIVATI – L’investimento da parte dei privati assume quindi una importanza vieppiù crescente per lo sviluppo del cinema. Di fatto, la realizzazione di un’opera cinematografica è caratterizzata da un forte squilibrio finanziario: il fabbisogno è concentrato durante le riprese, che mediamente durano dalle cinque alle venti settimane, mentre l’incasso si manifesta tra i dodici ed i diciotto mesi dopo le riprese. In questa situazione, è importante per i produttori poter disporre in anticipo della liquidità necessaria alla produzione, anticipando risorse finanziarie che si manifesterebbero solo successivamente. E in questo contesto si sta rivelando molto efficace una normativa che resterà in vigore fino al 2013. Si tratta del cosiddetto Tax Credit Esterno, ossia di un credito di imposta riservato agli investitori privati, che facilita la partecipazione alle produzioni da parte di soggetti, come le banche, non appartenenti alla filiera cinematografica.

TAX CREDIT AVANTI TUTTA – Il Tax Credit Esterno consente all’investitore di beneficiare di un credito di imposta pari al 40% delle risorse apportate per la produzione di un film italiano, con un tetto di un milione di euro all’anno per investitore, corrispondente dunque ad un apporto massimo di 2,5 milioni. L’apporto degli esterni associati alla produzione non può poi superare il 49% del costo totale di produzione del film. E’ anche possibile per gli investitori una partecipazione agli utili derivanti dal film, in questo caso nella misura massima del 70%, indipendentemente dall’entità dell’apporto e con un regime fiscale particolarmente favorevole.

MENO RISCHI – Lo strumento del credito d’imposta consente, dunque, all’investitore esterno di mitigare i rischi assunti compartecipando alle produzioni ed ottenere un buon guadagno. I rischi, non immediatamente percettibili ad un investitore esterno, sono legati innanzitutto alle maggiori o minori probabilità che l’opera incontri i gusti del pubblico, ma anche alla stagionalità del mercato ed alla complessità del sistema distributivo.

ADDIO FINANZIAMENTI A PIOGGIA – Anche a livello macroeconomico, il Tax Credit esterno è uno strumento particolarmente efficace in quanto consente di canalizzare verso il cinema investimenti privati, di per sé selettivi, anziché investimenti pubblici “a pioggia”. Infine, essendo l’accesso alle agevolazioni del credito d’imposta soggetto al riconoscimento della matrice italiana dell’opera ed  al vincolo di spesa in Italia dell’80% dei fondi ricevuti, si rivela uno strumento particolarmente valido per far crescere in modo selezionato sia la filiera produttiva italiana e sia l’immagine del nostro Paese all’estero. E i numeri 2011 del nostro cinema ne danno ampia testimonianza.

Alfonso Siano

 

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Commenti all'articolo
  1. Il filone culturale dello spettacolo e quindi del cinema appartiene alla dimensione profonda della cultura degli Italiani. Svilupparne e ampliarne le ricadute economiche è una necessità del nostro tempo.

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