lunedì, 18 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Egitto: Mohammed Morsi, il neopresidente delle “responsabilità”
Pubblicato il 25-06-2012


Il Presidente egiziano è un Fratello. Dopo giorni di tensione e di empasse in cui entrambi i candidati avevano dichiarato vittoria, l’annuncio del successo di Mohammed Morsi ha fatto esplodere in un giubilo i sostenitori della Fratellanza che attendevano la proclamazione raccolti in piazza Tahrir. Il Paese era rimasto per una settimana con il fiato sospeso in attesa che la commissione elettorale analizzasse le più di 450 contestazioni giunte dai seggi. Si chiude così un capitolo del difficile processo post-rivoluzionario, ma sono ancora tanti i problemi aperti che, prevedibilmente, rappresentano possibili elementi di crisi per i prossimi giorni.

GREAT EXPECTATIONS – Morsi è il primo presidente democraticamente eletto nell’Egitto post-rivoluzionario, ma rimane incerto quali siano i margini di potere che sarà in grado di esercitare soprattutto dopo lo scioglimento dell’Assemblea, dominata dai Fratelli Musulmani, decretato dal Consiglio supremo delle Forze Armate. Sono molte le aspettative intorno alla presidenza di Morsi che assume un fortissimo valore simbolico essendo il rappresentante di una forza politica radicatissima nel territorio: nonostante per anni siano stati al bando, infatti, i Fratelli erano riusciti a guadagnarsi ben 88 deputati alle elezioni del 2005 presentando candidati “indipendenti”. È stato un lavoro paziente quello dei Fratelli, un lavoro di radicamento nel territorio come da tradizione dei movimenti islamici: lo schema è lo stesso che ha portato al potere Hamas nella Striscia di Gaza, Hizbollah in Libano, il Fis in Algeria, etc. Ma l’”Hizb al-hurriya wa al’adala”, Il Partito di Giustizia e Libertà, braccio politico della Fratellanza, è oggi una vera e propria forza di governo che ha saputo mettere alle spalle il passato fatto di luci ed ombre, e che ha lavorato con pazienza nel corso degli anni, consolidandosi come realtà politica che esprime autorevolezza: più che all’estremismo di alcuni movimenti, l’occhio della Fratellanza è rivolto alla Turchia del primo ministro Erdogan.

IL DISCORSO DI PROCLAMAZIONE – E’ stato un discorso di concordia, il primo discorso pubblico di Morsi che ha invitato tutte le parti ad un governo di unità nazionale. «Mi appello a te popolo d’Egitto» ha annunciato, sottolineando che «Oggi sono il presidente di tutti gli egiziani» e ha ringraziato gli elettori definendoli «la mia famiglia» e promettendo di ripristinare «i loro diritti». «Non ho poteri, solo responsabilità» ha enfaticamente ribadito Morsi «se non compio il mio dovere non obbeditemi». Ma, dopo aver ringraziato gli elettori, il neo presidente si è recato anche in visita presso l’esercito, la polizia e i servizi di intelligence per ringraziarli del lavoro compiuto e promettere di “preservare” l’apparato militare.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento