martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Giallo Mubarak, è viva o morta la “Sfinge egiziana”?
Pubblicato il 21-06-2012


Mubarak è morto, anzi no. Rimane avvolta nel segreto la sorte della “Sfinge egiziana”. Sopravvissuto ad innumerevoli attentati, lo chiamavano anche il “Faraone dalle 10 vite”: ma, ormai, il capitolo della vita del rais sembra sia giunto all’epilogo. Ex pilota dell’Aviazione Egiziana, l’11 febbraio del 2011 era stato costretto a lasciare quel potere che aveva saldamente mantenuto nelle sue mani per 30 anni. Anni fatti di difficili equilibri politici, del mantenimento della pace con Israele per la quale il suo predecessore Sadat aveva pagato con la vita, ucciso durante una cerimonia da un commando di estremisti islamici.

GLI ANNI NELLE MURA –  Ma anche anni di torture, di terrore, di sopraffazioni da parte di una polizia corrotta e di umiliazioni per la gente. Per capire a che livello di umiliazioni gli egiziani fossero abituati, raccontava in un caffè del Cairo un attivista appena uscito dal carcere che c’è un detto arabo che dice che “per essere salvo devi camminare molto vicino al muro”, ma che sotto il regime di Mubarak “la gente camminava dentro il muro”. Durante la “Saura”, la rivoluzione di piazza Tahrir uno degli slogan più cantati recitava proprio “alza la testa, sei egiziano!”.

GLI ULTIMI BOLLETTINI MEDICI – «L’ex presidente Hosni Mubarak è clinicamente morto» è stato l’annuncio diffuso dall’agenzia stampa egiziana Mena che ha scatenato subito una cascata di speculazioni. «Il presidente è peggiorato, le sue condizioni sono pessime: dopo l’infarto è in respirazione artificiale ma è ancora presto per dire che è clinicamente morto». Uno degli avvocati di Mubarak ha poi detto che «l’ex presidente è ancora in vita, ma è in coma». Molti lo hanno sensazionalisticamente definito un giallo, ma di giallo, questa storia ha davvero poco, solo l’aquila dorata di Saladino al centro della bandiera egiziana. L’unica cosa che conta è che Mubarak è stato trasferito d’urgenza dal carcere nell’ospedale militare di Maadi dopo essere stato colpito da un altro infarto.

LA SFINGE È MORTA, VIVA LA SFINGE! – La salute di Mubarak è, da sempre, un argomento avvolto dal segreto e che, pertanto, si presta a speculazioni in Egitto. Come per tutti i leader di regimi dittatoriali, le condizioni di salute del presidente vengono considerate questione di sicurezza nazionale e dunque non sottoposte allo scrutino popolare senza previamente essere state considerate implicazioni e tempistiche della diffusione delle informazioni. Era così quando la “Sfinge” era sul suo trono e continua ad essere così anche oggi che la Sfinge è finita nel fango, ridotta ad assistere al suo processo da una barella. Appena si è diffusa la notizia del suo ricovero, nella notte, una folla di persone si è riunita davanti ai cancelli dell’ospedale: molti oppositori, ma anche sostenitori dell’ex presidente.

IL FUNERALE – Non ci saranno funerali di stato per Mubarak dopo che avrà esalato l’ultimo respiro: ad annunciarlo è stata una fonte ufficiale che ha specificato che verrà rispettato il diritto della famiglia di celebrare un funerale in forma privata e familiare al quale potranno partecipare anche i due figli dell’ex rais, Alaa e Gamal, oggi agli arresti. Ai figli sarà concesso di partecipare a tutta la cerimonia funebre, compreso il lavaggio del corpo in linea con i precetti islamici e le preghiere nella moschea vicino al cimitero di famiglia nel distretto cairota di Heliopolis. Secondo Al-Ahram, vista la delicata situazione politica dell’Egitto, dove entrambi i candidati presidenziali hanno annunciato la vittoria e il Consiglio militare ha sciolto l’Assemblea eletta dal popolo, in caso di morte di Mubarak potrebbe essere imposto un coprifuoco come misura precauzionale per garantire la sicurezza del funerale. Un’eventuale morte della “Sfinge” potrebbe anche determinare il rinvio dell’annuncio, previsto per il prossimo giovedì, dei risultati delle elezioni.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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