mercoledì, 23 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il socialista Hollande dà lezioni di spending review e taglia gli stipendi dei supermanager
Pubblicato il 01-06-2012


Altro che spending review all’italiana. Oltralpe i tagli alla spesa pubblica si fanno sul serio. Il presidente francese Francois Hollande parte con una scelta socialista, una scelta che va al cuore del problema: una società europea che non ponga al centro la questione della giustizia sociale è una società senza futuro.

UNA ROTTA DISASTROSA – Sono fresche nella memoria di tutti noi le immagini degli impiegati della Lehman Brother, con gli scatoloni in mano e i pochi effetti personali, lasciare gli uffici il giorno dopo del crollo. Nella sola City di Londra 3mila persero il lavoro in quella giornata. Dei manager e degli amministratori delegati, invece, non abbiamo visto le immagini ma abbiamo saputo, con sdegno, delle liquidazioni d’oro, a sei zeri: uno scherno, visto che proprio tra quei manager era da ricercarsi  la responsabilità del disastro e, invece, ne uscivano con le tasche piene. Quel giorno è stato forse l’inizio della fine di quella visione del mondo, di quella “fede” nata con Margareth Thatcher e Ronald Regan, che ha spacciato al mondo, per più di venticinque anni, la favola del mercato sopra ad ogni cosa: assoluto regolatore, deus ex machina a fronte di una politica relegata in un angolo ad occuparsi di minuzie.

L’ANTIDOTO E’ IL SOCIALISMO RIFORMISTA – Oggi l’Europa riscopre il socialismo riformista francese come antidoto alla crisi che non è solo economica, ma di valori e politica. I manager pubblici dello stato francese potranno dimenticarsi le retribuzioni dorate. Le parole d’ordine del nuovo esecutivo, in un periodo in cui sono tanti i cittadini che soffrono per la crisi, sono «sobrietà» ed «esemplarità»: il governo di Parigi, azionista di Air France, si è infatti rifiutato di votare a favore del bonus da 400milaeuro proposto per l’ex amministratore delegato, Pierre-Henri Gourgeon, sostituito qualche mese fa.

L’INVERSIONE DI TENDENZA – A pochi giorni dalle elezioni legislative, Hollande moltiplica le misure contro i superstipendi dei manager pubblici e dei politici. Già  lo scorso 17 maggio, il Presidente aveva annunciato la riduzione del 30% dello stipendio del capo dello Stato e dei ministri. Adesso tocca ai manager delle aziende pubbliche nelle quali lo Stato detiene una partecipazione. E l’azione di Hollande non si fermerà a questo: il ministro dell’Economia e delle Finanze della Francia, Pierre Moscovici, ha dichiarato che intende assumere tutte le «misure necessarie» per evitare gli eccessi nelle aziende pubbliche, in attesa di una legge che limiti gli scarti tra i salari.

«In questo modo, il governo dà un nuovo segnale forte sulla sua volontà di cambiare la questione delle remunerazioni», ha aggiunto Moscovici, specificando che «in tutte le sedi in cui lo Stato è maggioritario, imporremo la nostra politica, vale a dire una politica di limitazione della griglia salariale». Una legge di civiltà insomma: secondo i calcoli infatti, la remunerazione dei supermanager non dovrà mai superare di venti volte lo stipendio più basso dell’azienda di cui il manager è responsabile. Secondo un recente sondaggio, quattro francesi su cinque sono favorevoli a questo tetto.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. CREDO CHE IN QUESTO PERIODO DI GRANDE CRISI ECONOMICA, POLITICA E SOPRATTUTTO DI VALORI ETICI ORMAI SMARRITI, L’OPERA DI RIDIMENSIONAMENTO MESSA IN ATTO DAL PRESIDENTE HOLLANDE TROVI AMPISSIMO RISCONTRO IN EUROPA E ANCHE FUORI DAL VECCHIO CONTINENTE.
    IN ITALIA COSA ASPETTIAMO UN ALTRO BERLUSCONI ?

  2. E’ così difficile farlo anche in Italia dove gli stipendi e le prebende dei manager superano di granlunga quelli francesi. Oltre naturalmente i super pensionati o i detentori di più pensioni. I soldi ci sono in Italia basta cercarli tra quel 10% della popolazione che detiene il 50% di tutte le ricchezze.

Lascia un commento