domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

La Germania di Merkel e Schauble non cambia linea, ancora “Nein” agli eurobond
Pubblicato il 28-06-2012


Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ormai è a briglia sciolta. Solo due giorni fa, alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles di questi due giorni, in un’intervista al settimanale Der Spiegel, aveva annunciato l’ipotesi di un referendum costituzionale, atto a rafforzare un’unione politica europea. Il ministro, che era addirittura arrivato a proporre un «ministero delle finanze comune in grado di porre il veto sui bilanci nazionali», era subito stato smentito dalla Cancelliera tedesca: «Non ci sarà nessun referendum».

  NENCINI (PSI) DA BRUXELLES Un altro appuntamento importante che si sta svolgendo in queste ore è la riunione dei leader socialisti dell’UE e, proprio da Bruxelles, il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, commenta quanto stia avvenendo in queste ore: «Il PSE deve presentare una visione politica alta dell’Europa, non solo proposte economiche correttive» aggiungendo che «Senza un’Europa politica non si superano le attuali difficoltà. Senza gli eurobond è difficile abbattere i costi del debito. Serve il coraggio dei Padri Fondatori dell’Unione».

L’NTERVISTA E LA SMENTITA – La scena si ripete oggi, in piena riunione europea: in un’intervista per il Wall Street Journal Schauble ha annunciato che la Germania potrebbe accettare l’adozione degli eurobond in cambio di una “centralizzazione irreversibile” dei controlli fiscali sui governi nazionali. E le pagine del noto quotidiano riportano anche la dichiarazione del ministro delle finanze tedesco, secondo il quale: «Dobbiamo essere sicuri che la politica fiscale comune sia irreversibile e ben coordinata. Non ci possono essere bond garantiti a livello comunitario senza una politica fiscale comune». Stavolta però, a smentire le sue parole, sarà lo stesso ministero.

SCHAUBLE AL WALL STREET JOURNAL – Sembrava che finalmente la Germania si fosse aperta su un’eventuale soluzione antispread, chiedendo tuttavia uno “Zar del bilancio”, ovvero un’istituzione commissariale che abbia il potere di respingere la finanziaria di un Paese se non rispetta le norme dell’unione monetaria. Se dall’intervista sembrava che finalmente fossero stati posti sul tavolo del Consiglio europeo i presupposti per aprirsi agli eurobond e, quindi, agli aiuti ai Paesi in difficoltà, nel pomeriggio arriva una smentita da parte del ministero delle Finanze della Germania: non ci sarebbe alcun cambiamento di linea sulla posizione tedesca sulle ipotesi di eurobond, o su quelle di utilizzo dei fondi salva Stati europei per acquistare titoli di Stato sotto tensione. Smentita abbastanza in linea con la posizione tenuta dalla Frau di ferro che, già all’alba del Consiglio europeo, aveva ufficializzato la propria contrarietà a qualsiasi risoluzione comune del debito, soprattutto attraverso gli eurobond.

“NECESSARIA POLITICA FISCALE COMUNE” – La proposta che Wolfgang Schauble ha avanzato sulle pagine del Wall Street Journal, avrebbe implicato la cessione di notevoli porzioni di sovranità dalle capitali a Bruxelles in materia di bilancio. L’ipotesi sicuramente avrebbe trovato pareri contrari tra gli Stati membri ma, al tempo stesso, avrebbe permesso ai leader dell’Eurozona di inserire il dibattito sugli eurobond attraverso lo spiraglio aperto dalle dichiarazioni di Schauble: «Non possiamo separare le responsabilità debitorie dalla facoltà di decidere sulle politiche fiscali. Ciò ignorerebbe le più fondamentali lezioni della crisi. Una volta che abbiamo una politica fiscale comune, allora possiamo considerare l’idea di mutualizzare il debito». Probabilmente l’iniziativa proposta da Schauble e rivelata al quotidiano economico americano non è piaciuta alla Merkel che, solo due giorni fa, aveva commentato un’eventuale adozione degli Eurobond con un «mai finchè vivrò».

LA SMENTITA E IL QUI PRO QUO – La smentita del ministero parla chiaro: da parte del ministro Wolfgang Schaeuble non ci sarebbe stato alcun cambiamento di linea sulla posizione tedesca nei confronti degli eurobond o dei fondi salva Stati europei. «La posizione espressa da Schaeuble resta quella che secondo la Germania gli eurobond sarebbero possibili solo dopo il completamento di un percorso di Unione sui bilanci», ha affermato un portavoce del ministero tedesco. Per quanto riguarda l’utilizzo del tanto agognato fondo salva Stati temporaneo, Efsf, per acquistare titoli di Stato sotto stress (o del futuro e permanente Esm), il portavoce ha puntualizzato che Schaeuble avrebbe solo ribadito quanto sia già possibile con le regole attuali ovvero che se un Paese decide di avvalersi di una sorta di scudo “anti spread” tramite il fondo salva stati temporaneo, deve avanzare formale richiesta e seguire la procedura prevista. La Germania resta ferma, come la sua Frau d’acciaio, e a muoversi sembrano essere solo certi qui pro quo.

Vittoria de Petra

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Commenti all'articolo
  1. La vittoria socialista in Francia ci prospetta, forse, un futuro europeo più vicino. La sconfitta avrebbe confermato la supremazia tedesca, e l’accordo strappato da Monti non si sarebbe ottenuto.
    silvio minardi

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