lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’aborto non si tocca: la Consulta respinge il ricorso sulla legge. Paola Concia (Pd): «La 194 è un diritto intoccabile delle donne»
Pubblicato il 21-06-2012


Ieri la Corte Costituzionale ha dichiarato «manifestamente inammissibile» la questione di legittimità costituzionale sollevata riguardo l’articolo 4 della legge n.194 sull’aborto. Il caso era stato sollevato da un giudice del Tribunale di Spoleto che nel gennaio scorso, in seguito alla richiesta di una minorenne di interrompere la sua gravidanza senza il coinvolgimento dei genitori, aveva chiesto la pronuncia della Consulta.Tra le personalità della politica ad aver accolto positivamente la decisione della Corte Costituzionale, c’è Paola Concia, deputato del Pd, che ha commentato all’Avanti!Online l’importante pronunciamento di ieri.

LA RICHIESTA DI ABORTO DA PARTE DELLA MINORENNE DI SPOLETO – La vicenda approdata alla Consulta prende le mosse dalla storia di una ragazza minorenne di Spoleto che aveva mostrato la volontà di abortire presso un consultorio appellandosi all’articolo 4 della legge 194 che riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi novanta giorni dal concepimento. L’articolo 4 stabilisce, infatti, che «la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito», possa rivolgersi ad un consultorio per l’aborto. Il giudice minorile però aveva rilevato un contrasto del suddetto articolo rispetto al pronunciamento dalla Corte europea per i diritti dell’uomo sulla tutela dell’embrione umano, definito come «soggetto da tutelarsi in maniera assoluta». Il giudice riteneva inoltre che l’articolo 4 fosse in conflitto anche con i principi generali della Costituzione ed in particolare con quelli della tutela dei diritti inviolabili dell’uomo (articolo 2) e del diritto fondamentale alla salute dell’individuo (art. 32 primo comma della Costituzione). Altre obiezioni erano state formulate in riferimento agli articoli 11 (Cooperazione internazionale) e 117 (Diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera) della Costituzione.

PAOLA CONCIA (PD), CONTENTA PER LA DECISIONE DELLA CONSULTA- In un momento in cui la questione dell’aborto sta nuovamente animando il Paese, tra le posizioni dei movimenti pro-life e antiabortisti e quelle di chi si è sempre schierato in favore di una legge che permette alla donna di scegliere consapevolmente se portare a termine o no una gravidanza, Paola Concia, deputata del Partito democratico ha commentato all’Avanti!online la decisione della Consulta.

Cosa pensa della decisione della Corte Costituzionale?

Sono contenta perchè il ricorso era assurdo. Credo che sia un dovere morale per le donne di questa generazione dare alle nostre figlie un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo trovato. Detto questo ritengo che ci sia comunque un problema: si tratta infatti di un attacco sismematico ad una legge dello Stato che talvolta ne impedisce l’applicazione. Le donne oggi fanno fatica ad usufruirne, e questo è vergognoso. È un grande problema per la società di oggi proprio per questo molte donne, me compresa, stanno manifestando e devono continuare a farlo.

La decisione di ieri prospetta dunque uno scenario positivo per la tutela della legge 194?

Beh ci fa andare avanti, ma credo che il problema che tocca la politica italiana resti. Le nostre istutuzioni dovrebbero tutelare le leggi e farle rispettare. Il mio appello è dunque indirizzato agli esponenti della politica affinchè garantiscano l’applicazione di questa legge, che non è una legge sull’aborto ma sull’interruzione volontaria di gravidanza. Vista la competenza regionale in materia di sanità rivolgo un appello anche ai consiglieri e agli assessori regionali alla sanità.

Crede che il pronunciamento della Consulta possa riaffermare le ragioni di chi in tutti questi anni si è battuto in favore della tutela dell’aborto?

La legge 194 è un diritto intoccabile delle donne. La cosa drammatica è che nel nostro Paese c’è la dimostrazione di quanto i diritti che riguardano la vita delle donne non siano mai dati per scontati. L’Italia è tornata indietro su molti diritti civili, il fatto che non soltanto non riusciamo a progredire su determinate questioni sociali ma addirittura facciamo passi indietro su alcuni diritti acquisiti è molto soffocante. Io ho interrotto una gravidanza 25 anni fa ma non è stato difficile: la situazione era diversa e mi ha permesso di esercitare la mia libertà.

Benedetta Michelangeli

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