sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

LUSI, IL SENATO DICE SI’ ALL’ARRESTO CON VOTO PALESE: 155 SI’, 13 NO, 1 ASTENUTO E ASSENTE IL PDL
Pubblicato il 20-06-2012


Si era detto «sanamente preoccupato» il senatore Luigi Lusi prima di entrare a Palazzo Madama, dove pochi minuti fa si è deciso con voto palese per l’arresto dell’ex tesoriere della Margherita, indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’appropriazione indebita di fondi della Margherita. L’aula del Senato ha votato con 155 sì e 13 no, 1 astenuto e la totale assenza dei senatori Pdl. La maggioranza richiesta era di 85 voti. Nelle ore precedenti a tenere banco, tra scaramucce tattiche e polemiche, è stata la modalità di voto: segreta o palese. “Ogni risultato è possibile”, afferma Lusi in un’intervista, e forse ha ragione. Nel segreto dell’urna, il salvataggio di Lusi diventa non solo più probabile ma anche meno sconveniente sul piano della responsabilità assunta di fronte all’elettorato.

 

AL VIA LA SEDUTA – L’ex tesoriere ha parlato di come il voto segreto richiami direttamente la coscienza di chi vota, mentre il voto palese riguarderebbe piuttosto la responsabilità. Ad ogni modo si è conclusa nell’aula del Senato, presieduta dal presidente Renato Schifani, la seduta dedicata al parere favorevole precedentemente dato dalla Giunta delle immunità per il via libera alla richiesta della magistratura di arresto per il senatore. I lavori si sono aperti con la relazione di Marco Follini che ha sottolineato come «22 milioni di euro per un operaio della Fiat di Pomigliano d’Arco sono l’equivalente di 1033 anni di stipendio, 11 mesi e 7 giorni. Per un insegnante di scuola elementare con una anzianita’ di 5 anni sono l’equivalente di 1238 anni di stipendio, 9 mesi e 21 giorni», riferendosi ai soldi che Lusi avrebbe sottratto ai rimborsi elettorali del partito di Rutelli di cui è stato tesoriere dal 22 maggio 2002 fino al 25 gennaio 2012.

L’AUTODIFESA DI LUSI E LE ACCUSE A RUTELLI – I lavori sono proseguiti con l’autodifesa del senatore Lusi che dalla sua postazione del Senato ha iniziato il proprio discorso sottolineando che se si fosse votato con il voto palese sarebbe stato solo per ragioni politiche. Il senatore ha continuato aggiungendo che «in questo caso, inviterei i Senatori che intendessero sostenere la tesi del diniego a non votare contro l’autorizzazione all’esecuzione del mio arresto per non finire, essi stessi, in alcuna lista di proscrizione». Il senatore, dopo aver invitato alcuni colleghi ad esercitare la facoltà di non partecipare al voto perché chiamati in causa nello stesso procedimento che lo vede indagato, ha accusato con parole dure l’ex segretario della Margherita: «Rutelli ha chiamato i senatori per fargli ritirare le firme dalla richiesta di voto segreto. Registro l’anomalia di un traffico telefonico senza precedenti che ha visto parte chiamante il senatore Rutelli con l’obiettivo di far ritirare le firme già apposte per la richiesta del voto segreto».

PD: VOTO SEGRETO OCCULTA RESPONSABILITA’ – Intanto si attende il voto previsto in serata. «Mentre la scelta tra voto segreto e voto palese appassiona il Pdl, noi intendiamo rivolgere un ulteriore appello ai senatori degli altri gruppi di non presentare nessuna richiesta di voto segreto. Che si voti con voto palese. L’occultamento del voto è l’occultamento della responsabilità», così ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato. Anche Luigi Zanda, vicecapogruppo del Pd al Senato ha condannato duramente la scelta del voto segreto: «Nelle eventuali 20 firme per la richiesta di voto segreto, ci sarà la traccia dei gruppi che voteranno contro la richiesta di arresto». Mentre il Pd sa già come muoversi, ovvero a favore dell’arresto e possibilmente mantenendo la trasparenza del voto, i senatori del Pdl hanno scelto di presentarsi ma di non votare.

PDL: PROBLEMA DEL PD, SE LA VEDESSERO LORO – Ad andare controcorrente nel Popolo della Libertà è Marcello dell’Utri che ha dichiarato senza problemi: «Io voto contro l’arresto, che avvenga a voto segreto o palese io dico apertamente quello che farò». Il senatore del Pdl non ha avuto remore neppure a dirsi a favore del voto palese: «Io sono contro la richiesta d’arresto per Lusi e a favore del voto palese». Nel primo pomeriggio i senatori del Pdl si sono riuniti nella sala Koch di Palazzo Madama per decidere sul da farsi, e già dai primi minuti era iniziata a trapelare la notizia riguardante la linea generale che i senatori avrebbero adottato questo pomeriggio: non partecipare al voto. «E’ un problema del Pd, se la vedessero loro» ha sottolineato qualcuno durante gli interventi della riunione.

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