giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Orgoglio e pregiudizio
Pubblicato il 21-06-2012


Nel giorno in cui il Senato votava a favore dell’arresto di Luigi Lusi, in quel di Bergamo, già avamposto delle orde barbariche leghiste oggi in grave declino politico elettorale, frutto di decenni di bugie e promesse non mantenute, il segretario regionale del Psi della Lombardia Santo Consonni, il quale oltre che essere un ottimo dirigente di partito è un signore che non alza mai la voce ed espone le sue proposizioni e le sue idee con modi che più che alla bergamasca fanno pensare alla lontana (in tutti i sensi) Gran Bretagna, stufo dello stato delle cose, ovvero del perdurante oscuramento che i media di quella regione riservano da anni al Psi, si è messo davanti al pc è ha scritto una, neanche a dirlo, garbatissima lettera ai direttori delle testate giornalistiche della sua regione elevando una motivata protesta e invocando per i socialisti lombardi “almeno il diritto al mugugno”.

Della serie: “Nel loro piccolo, a volte anche le formiche si incazzano”. Non è dato sapere, ad oggi, quale sia stata la reazione di dirigenti di testate come, ad esempio, La Prealpina di Varese o quella del giornale della sua città, L’Eco di Bergamo: se, in altre parole, la lettera sia stata almeno pubblicata. In compenso lo ha fatto, in tempo reale, una testata online, Bergamonews, con una premessa che, da sola, la dice lunga sull’attenzione che la medesima testata riserva ai socialisti orobici.

Da alcuni commenti degli utenti di quel giornale on line sono rapidamente arrivati giudizi al vetriolo sui socialisti e sulla loro storia; una spia preoccupante dell’ignoranza e del pregiudizio che alligna in significativi segmenti dell’opinione pubblica che, o ignorano che i socialisti esistono, in ragione dell’oscuramento mediatico ultradecennale che è riservato loro, o ripetono logori luoghi comuni, infarcendoli di ingenerosi apprezzamenti, portato storico non tanto di fatti legati alla storia del Psi, quanto piuttosto della costruzione di un pregiudizio abilmente insufflato da anni di malainformazione offerta a piene mani, ad un pubblico cloroformizzato dalla sedimentata convinzione che un fatto è vero solo perchè “l’ha detto la televisione”, da imbelli direttori di testate, anchormen, registi cinematografici e autori di manuali di storia, di scuola togliattiana e di prassi giustizialista.

Un pregiudizio ancora diffuso al quale i socialisti contrappongono, quando è loro concesso farlo, come in questo caso, null’altro che l’orgoglio di essere eredi e continuatori di una comunità politica che ha reso grandi servigi a questo Paese, contribuendo a renderlo moderno, migliore e allineato agli standard delle società più avanzate e, pur nelle difficoltà del presente, intende continuare a farlo. Se per contrastare l’ottuso pregiudizio possa essere sufficiente il solo orgoglio è un quesito da porsi considerando tuttavia, come ci racconta una vecchia canzone irlandese scritta cent’anni fa, che “It’s a long way to Tipperary”.

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Commenti all'articolo
  1. Giusto scrivere una lettera di protesta. Ma per dare un segnale forte ci vorrebbe una delegazione di compagni che si mettesse davanti ai cancelli con una lettera di protesta per l’atteggiamento discriminatorio nei confronti del PSI da parte di RAI- Fininvest- LA7- e di giornali, e finche il direttore o Vice non ritirano il presideo rimane. Forse questo gesto verrebbe trasmetto in TV e scritto sui giornali. Tentar non nuoce.

  2. Quella di Chiarini è una ottima idea che la segreteria nazionale del partito dovrebbe concretizzare a Roma facendo sì che nei notiziari e nei programmi televisivi si parli della protesta. Sperando che la faccia tosta di chi dirige i vari programmi non prevalga ancora. Giuseppe Miccichè

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