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Opinioni e commenti
 

Rai: Pdl e Lega boicottano l’elezione del Cda. Usigrai invoca Monti e minaccia lo sciopero
Pubblicato il 26-06-2012


Stamattina, a Viale Mazzini, si è sentita l’assenza dei commissari di Pdl e Lega: la seduta della commissione di Vigilanza sulla Rai, che era prevista per oggi e che avrebbe visto l’elezione dei sette consiglieri di amministrazione, si è conclusa con un nulla di fatto. Pdl e Lega hanno disertato l’assemblea facendo mancare i presupposti elettorali, venendo meno il numero legale necessario. I rappresentanti dei due partiti mancati all’appello sono infatti 21 componenti su 40 e la loro assenza ha costretto il presidente della seduta Sergio Zavoli ad annullare la votazione.

PD, ASSENZA SCELTA IRRESPONSABILE – Troppe cose «non convincono» il Pdl sul rinnovo dei vertici Rai. Il capogruppo del Popolo della Libertà al Senato, Maurizio Gasparri, durante la riunione dei gruppi del partito spiega l’assenza in blocco dei 21 componenti della commissione di oggi nella seduta di Vigilanza per le elezioni dei sette consiglieri di amministrazione Rai. «Molte cose non ci convincono» e per questo il Pdl ha chiesto il rinvio della riunione non riuscendo ad evitare giudizi negativi e polemiche. Il vice presidente della commissione, Giorgio Merlo del Pd, ha definito l’assenza in aula di oggi una «scelta irresponsabile» mentre il capogruppo Fabrizio Morri, condanna l’indisponibilità dei colleghi del Pdl e della Lega e invoca direttamente l’intervento del premier Mario Monti: «È un gioco politico che ha stancato anche l’opinione pubblica e che è fortemente penalizzante per l’azienda. A questo punto – aggiunge Morri – il governo, a fronte del comportamento irresponsabile del Pdl, deve convocare un vertice dei partiti che lo sostengono e intervenire richiamando all’ordine questa componente della sua maggioranza».

USIGRAI E PD INVOCANO MONTI –  Anche l’esecutivo di Usigrai, l’unione sindacale dei giornalisti dell’azienda di viale Mazzini, contro ulteriori slittamenti ingiustificati non solo ha minacciato di scioperare ma, in una nota ufficiale, ha invocato la partecipazione del presidente del Consiglio: «Monti, che se ne avesse ancora bisogno ha potuto constatare il tasso di litigiosità dei partiti sulla Rai, così ingovernabile, ripensi alla possibilità di una riforma, in tempi rapidi ponendo la questione di fiducia, tanto se gli fanno saltare quel che ha annunciato farà comunque una brutta figura devastante». Dall’Udc, attraverso la voce di Roberto Rao, arriva la critica all’assenza dei colleghi del Pdl: «La Rai ha confermato di avere 50 milioni di euro in meno di raccolta pubblicitaria e si conferma un’azienda senza testa e senza vertici. Non capisco l’esigenza del Pdl di rinviare delle nomine necessarie».

RAI, INTANTO SENZA CONSIGLIERI – Secondo Carlo Rognoni, presidente forum Riforma del sistema radiotelevisivo del Pd, la responsabilità sarebbe da attribuire direttamente a Silvio Berlusconi: «Povera Rai! Non solo per ben nove anni Berlusconi ha fatto di tutto per sottomettere il servizio pubblico ai propri interessi, adesso il cavaliere vuole impedire perfino il rispetto della legge che si era fatto su misura» e ha poi continuato spiegando che, a Berlusconi, «non piace che Mario Monti abbia scelto un presidente e indicato un direttore generale che magari potrebbero rimettere in carreggiata l’azienda di cui è azionista proprio il Tesoro». La replica del Pdl giunge presto: «È stucchevole la polemica del Pd sul voto in Vigilanza Rai. I presidenti dei gruppi parlamentari del PdL, Gasparri e Cicchitto, hanno motivato la nostra posizione nella lettera inviata al presidente Zavoli». Alessio Butti, capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza Rai, ha così replicato agli attacchi del Pd aggiungendo che «per mesi abbiamo atteso che il Pd scendesse dall’Aventino sul quale era salito senza alcuna giustificazione. Quelle addotte dal PdL sono invece giustificazioni di carattere politico di assoluta evidenza».

Vittoria de Petra

 

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