E sono finalmente trentacinque gradi. Giaccio nudo sul letto incollato praticamente alle lenzuola. La finestra aperta non accenna a far entrare un filo di vento, e il fumo delle mie sigarette stagna proprio ad un palmo dal mio naso senza intenzione di scostarsi un po’. Oggi il sole ha battuto costantemente sulla mia fronte fino all’ora di cena, la mia pelle diventa più grassa, i miei capelli assumono delle forme che non conoscevo fin ora. Star sdraiati al mare nella calca non è piacevole, è piuttosto un principio di coma, rannicchiati in mezzo metro quadrato di ombra sotto l’ombrellone.
Ogni spostamento sulla sabbia rovente è una sadica tortura, e gettarsi al mare di capocotta ricorda un po’ le verdure che bollono nel putrido minestrone che mia nonna era solita prepararmi. I pantaloncini dell’anno scorso non vogliono farsi indossare, e la prova costume preferisco sempre evitarla restando seduto per ore all’ombra del bar aspettando che gli altri finiscano di abbrustolirsi. Al lavoro i clienti non sanno che misto al loro gin tonic spesso servo anche aitanti gocce di sudore che scivolano dalla mia fronte proprio diritte nel loro dissetante drink: “E’ un po’ salato”, mi dicono. Questo calore, questa lentezza, un affaticamento depuratore per anima e cervello. Ho scoperto di non avere più soldi per scommettere, e nemmeno per pagare l’affitto.
Ma non importa. Ho iniziato ad apprezzare il gatorade, ora conta solo questo. Tra qualche settimana giacerò su di una diroccata panchina greca con i miei amici sessantenni all’ombra di un ulivo: un filo di voce che esce dalla radio, un ouzo con poco ghiaccio e il silenzio: corpo e mente riposano anche se fingono di essere svegli. E tu invece che vai a Mikonos, a Formentera, a Ibiza, dimmi un po’ come te la passi l’estate? Bella la musica commerciale a cannone, le foto sulla spiaggia a far gara a chi è più anoressica da mettere su facebook, i tavoli in discoteca da duecento euro con la camicetta bianca sbottonata.
E poi la Gazzetta dello Sporc: siamo tutti eccitati di leggere le scottanti false notizie di calciomercato o di sapere come si comportano il Sassuolo e la Roma nel loro ritiro di Kapfenberg. Ah che gloriosa estate. Tra le mie tapparelle semichiuse si aggirano solo fantasmi. Anime accaldate che trasudano dolore e mi chiedono attenzione. Io non posso far altro che offrirgli birra in lattina calda. La vecchia del piano di sopra ha tirato le cuoia per il caldo, il mio cane sta per avere un infarto. Io non mangio, cerco solo di dare il peggio di me mezzo nudo su questo divano in attesa di ispirazione e di dolci greche nenie.
