mercoledì, 19 giugno 2013
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Francia legislative: il Parti Socialiste conquista la maggioranza assoluta
Pubblicato il 18-06-2012


Il Parti Socialiste di Francois Hollande è il grande vincitore del secondo turno di queste legislative in cui la Francia ha scelto i deputati che siederanno all’Assemblée national. Ottenendo la maggioranza assoluta, che si stima tra i 312 e i 326 seggi su 577, il Parti Socialiste ha scongiurato l’ipotesi di doversi appoggiare ai Verdi e soprattutto al Front de gauche per assicurarsi una stabilità in Parlamento.

 

IL PS OTTIENE LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI SEGGI - Secondo le stime ufficiali diffuse dai media francesi, il Parti Socilaiste avrebbe conquistato 291 seggi, contro i 212 dell’Ump. L’estrema destra del Front National si fermerebbe a due seggi; i partiti di sinistra avrebbero invece raccolto un totale di 37 seggi. Tra gli altri: 20 seggi ai verdi,12 ai radicali di sinistra e 5 al movimento repubblicano e cittadino. Il presidente Francois Hollande avrebbe dunque dalla sua ben 328 parlamentari, la maggioranza assoluta. Tra gli altri partiti, il Front de gauche ottiene 13 seggi, il Nouveau centre dell’ex ministro della Difesa Hervé Morin 15 seggi, e il Parti radical valoisien 4. Si conferma grande sconfitto di queste legislative il Modem di Francois Bayrou che si afferma con soli due seggi. Un ultimo sarebbe andato ad un candidato indipendente.

VINTI E SCONFITTI- Tutti i ventiquattro ministri, designati dal capo del governo Jean-Marc Ayrault, sono stati riconfermati. Se non avessero passato il secondo turno, infatti, avrebbero dovuto lasciare i loro dicasteri come vuole la tradizione francese. Grande ritorno in Parlamento per il Front National, assente dal 1986. La ventiduenne Marion Marechal-Le Pen, nipote di Jean-Marie Le Pen fondatore del FN, è la più giovane deputata della storia francese ad ottenere un seggio. La ragazza infatti ha trionfato nella circoscrizione del Vaucluse, nel sud della Francia. Ironia della sorte la zia Marine Le Pen non sarebbe riuscita a battere il rivale socialista Philippe Kemel. Molti i candidati dell’Ump ad essere stati rieletti, a partire dal segretario generale Jean-François Copé che dopo la netta vittoria dei rivali socialisti richiama il suo partito «all’unità», proponendo per novembre un congresso per eleggere il nuovo presidente del partito.

SEGOLENE ROYAL SCONFITTA “A TRADIMENTO”- Ma la grande sconfitta di questo secondo turno è senza dubbio Segolene Royal, battuta a La Rochelle dallo sfidante Olivier Falorni. In una dichiarazione letta prima della diffusione ufficiale dei risultati, la Royal ha definito la sua sconfitta come il risultato di un «tradimento politico». La Royal ha detto che intende continuare a fare politica restando alla presidenza della regione Poitou-Charentes. «Il mio spirito rimane combattivo, anche se la delusione di oggi è cocente. Sono stata deputata per quattro mandati in questa circoscrizione», ha commentato a caldo la sconfitta del Parti socialiste. In un’intervista trasmessa sul canale France2 subito dopo la diffusione dei risultati, la Royal non si trattiene e punta il dito contro il vincitore- dissidente Falorni: «Non si può essere eletti con il 75% dei voti della destra e restare a sinistra. Dal primo turno l’Ump ha votato in favore del candidato dissidente per fare barriera contro una personalità locale e nazionale». Olivier Falorni non si cura degli attacchi e si gode la vittoria: «E’ un’emozione molto forte. Si tratta della vittoria della democrazia». Poi passa alle provocazioni: «quando è il suffragio universale che si esprime, bisogna ritrovare un po’ di dignità nel dibattito pubblico». Pur dicendosi comprensivo per la delusione della sconfitta Royal, Falorni punzecchia la sua sfidante: «Bisognerebbe parole pacate e non usare termini come “tradimento”». Battibecchi a parte, il Parti Socialiste giosce: «Vorrei ringraziare i francesi per la loro fiducia che ci onora», è stato il primo commento di Martine Aubry. Soddisfatta per i risultati elettorali, l’altro volto femminile del Parti Socialiste ha poi indicato la sconfitta di Marine Le Pen come un «simbolo importante».

Benedetta Michelangeli




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