mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Usa: la Corte Suprema, è costituzionale la riforma sanitaria di Obama
Pubblicato il 29-06-2012


«HEALTH LAW STANDS» titola in apertura il New York Times per celebrare il verdetto della Corte Suprema americana che, dopo un attento esame, ha dichiarato conforme alla Costituzione degli Stati Uniti d’America l’”Obamacare”, l’emendamento della riforma sanitaria che prevede l’obbligo per i lavoratori di avere un’assicurazione sanitaria. Una storica vittoria per il presidente Obama, soprattutto in vista delle elezioni del prossimo novembre. La decisione segue di due anni la firma da parte di Obama del “Patient Protection and Affordable Care Act” che prevedeva, fra le altre cose, il divieto di rifiutare la copertura sanitaria sulla base dell’anamnesi dei pazienti.

COPERTURA SANITARIA PER 30 MILIONI DI AMERICANI – Il pronunciamento riguarderà circa 30 milioni di cittadini americani che, a partire dal 2014 usufruiranno dell’obbligo di assicurazione sanitaria, chiamato “mandato individuale” contro il quale si era pronunciata la corte di Atlanta che aveva dato ragione al ricorso presentato da 26 Stati per bloccare la riforma. L’emendamento sancisce l’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria a tariffe agevolate e garantisce sussidi per i meno abbienti: secondo l’ufficio per il Bilancio del Congresso, i milioni di americani che, attraverso le sovvenzioni degli Stati, saranno coperti per legge da assicurazione sanitaria, rappresentano un passaggio verso la copertura sanitaria universale. Gli Stati Uniti, prima economia mondiale, rimangono ad oggi l’unico Paese democratico industrializzato che non prevede copertura sanitaria per tutti i suoi cittadini.

LA SORPRESA DI ROBERTS – Gli Stati che avevano posto la questione della costituzionalità si erano appellati al principio della libertà individuale che la riforma, sostenevano, avrebbe violato attraverso l’imposizione di una decisione che dovrebbe essere libera e individuale. Gli oppositori argomentano che se passa il principio secondo cui il governo federale può obbligare i cittadini a comprare un’assicurazione sanitaria, questo può virtualmente estendersi a qualunque cosa. Ma, a sorpresa, il giudice capo della Corte, il conservatore John G. Roberts Jr., ha votato a favore della conformità con la Costituzione. Suo il voto decisivo che ha dato ragione ad Obama con una maggioranza di 5 a 4.

UN VERDETTO STORICO – Barak Obama, primo presidente afrodiscendente d’America, è riuscito laddove Lyndon Johnson, Jimmy Carter, Bill Clinton prima di lui avevano fallito. Proprio per questo, la legge sulla sanità nazionale rappresenta un punto su cui Obama può rilanciare la sua leadership politica, soprattutto dopo le critiche, venute dall’interno dello schieramento democratico, che avevano accusato il Presidente di essersi impantanato su questo tema in un momento delicato per l’economia statunitense. Ma, nonostante la bruciante sconfitta, alcuni commentatori politici hanno affermato che il candidato repubblicano in corsa per la Casa Bianca, Mitt Romney, potrebbe cercare di far leva proprio sull’approvazione della legge per attaccare Obama: molti conservatori infatti, facendosi scudo dietro al principio della libertà individuale, utilizzano soprattutto l’argomento che, nei fatti, la copertura sanitaria obbligatoria si traduce in un aumento delle tasse per il mantenimento delle assicurazioni dei più poveri.

Roberto Capocelli

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