martedì, 19 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ustica: la Corte d’appello del tribunale di Palermo anticipa l’udienza
Pubblicato il 27-06-2012


Nel giorno che ricorda la strage di Ustica, arriva una buona notizia che, per quanto possibile, potrà alleviare l’attesa dei familiari dei passeggeri di quel DC9 Itavia che il 27 giugno 1980 precipitò in mare. Parenti che da anni attendono giustizia e che solo lo scorso marzo avevano visto la sospensione del pagamento dei risarcimenti da parte della prima sezione civile della Corte d’appello di Palermo, rigettando l’istanza che chiedeva l’immediata liquidazione di oltre cento milioni a carico dei ministeri della Difesa e dei Trasporti per gli 89 familiari, congelando fino al 2015 le loro speranze.

LA BUONA NOTIZIA – Il processo d’appello è stato poi rinviato al 15 aprile 2015, ovvero a 35 anni dai fatti. La buona notizia è che la Corte d’appello del tribunale di Palermo, sollecitata dalla richiesta del legale dei familiari delle vittime, ha annunciato che il processo verrà anticipato di un anno fissando la nuova data che al 21 maggio 2014.

I PRIMI ANNI DI INDAGINI – A pochi giorni dalla strage, il 3 luglio 1980, la Procura di Roma riceve gli atti da Palermo e apre un fascicolo sul disastro che viene subito affidato al pm Giorgio Santacroce. Mentre vengono via via ritrovati i corpi delle vittime. Due anni dopo, il 16 marzo del 1982, arriva la relazione della Commissione d’inchiesta ministeriale che esclude con forza che l’incidente sia avvenuto per cedimento strutturale “per fatica”, ma anche che si sia trattato di una collisione in volo con un altro velivolo. Nella relazione era stato ulteriormente stabilito che per la definizione delle cause del disastro fosse necessario l’esame del relitto senza il quale non si sarebbe potuto distinguere se l’esplosione fosse stata generata da un missile o da una bomba collocata a bordo. Intanto, in quegli anni, gli esperti iniziano ad ipotizzare la presenza di un oggetto non identificato che viaggia ad alta velocità in direzione trasversale al DC9.

ANNI ’80: STRAGE AVIATORIA E ASSOCIAZIONE PARENTI DELLE VITTIME – Nel 1984 dal pm Santacroce arriva la formalizzazione dell’inchiesta sulla sciagura del DC9 e la strage di Ustica si trasforma, dal punto di vista giuridico, in strage aviatoria. Nello stesso anno, il giudice Vittorio Bucarelli, che da quel momento affiancherà il pm Santacroce, nomina una commissione peritale coordinata dal professor Massimo Blasi. Sei anni dopo la strage arriva l’annuncio da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giuliano Amato, circa l’intenzione del Governo di procedere al recupero del relitto del DC9. Nel 1988 i familiari degli 81 passeggeri rimasti vittime della strage si costituiscono in un’associazione il cui Presidente è Daria Bonfietti, sorella del giornalista Alberto, anch’egli presente tra i passeggeri, e nello stesso anno il presidente del Consiglio Ciriaco De Mita nomina una commissione d’inchiesta con a capo il procuratore generale della Cassazione Carlo Maria Pratis.

TRA DEPISTAGGI E SENTENZE: VICINA LA DATA DELLA VERITÀ – Intanto, a quasi dieci anni dalla disgrazia, nel 1989 la Commissione stragi delibera di inserire tra le proprie competenze anche l’incidente del DC9. Nel corso dei decenni, l’inchiesta avrebbe subito numerosi depistaggi e presunti inquinamenti delle prove, come la rimozione della pagina del registro radar di Marsala relativa al giorno dell’incidente. Tra le sentenze della Corte d’appello di Palermo, le richieste di rinvio delle stesse, giungono, nel 2007, le dichiarazioni di Cossiga che hanno provocato da parte della procura di Roma la riapertura di una nuova inchiesta. Il 10 settembre 2011, dopo tre anni di dibattimento, una sentenza emessa dal Tribunale di Palermo, presieduto dal giudice Paola Proto Pisani, ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al pagamento di oltre 100 milioni di euro in favore di ottanta familiari delle vittime della Strage di Ustica. Nel marzo del 2012 questo pagamento era stato soggetto a sospensione e rinviato al 2015. Oggi, però, arriva una nuova voce di speranza che diminuisce le attese di chi, da 32 anni, attende giustizia.

Vittoria de Petra

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento