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Opinioni e commenti
 

Lo scenario: si va verso l’unione europea fiscale e politica
Pubblicato il 27-06-2012


Il Presidente della Consiglio Europeo, l’olandese Herman Van Rompuy, avrebbe inviato agli altri Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, un rapporto preliminare, preparato in collaborazione con i Presidenti della Commissione Europea e dell’Eurogruppo nonché con la Banca Centrale Europea, in cui si avanza una proposta sulle prospettive e sullo sviluppo dell’Europa nei prossimi dieci anni. Il rapporto riconosce che l’Unione Economica e Monetaria europea è posta dinanzi ad una sfida storica e solo con riforme condivise in ambito finanziario, fiscale, economico e politico si potranno assicurare crescita e lavoro per i cittadini europei.

POTERI DI VIGILANZA ALLA BCE – Nel campo finanziario, preso atto delle forti interdipendenze oggi esistenti tra i vari Paesi europei, si propone il conferimento alla Banca Centrale Europea di poteri di vigilanza accentrati, che assicurerebbero l’effettiva ed uniforme applicazione di regole prudenziali, di controllo dei rischi e di prevenzione delle crisi. Il rapporto propone anche la costituzione di un fondo europeo, che dovrebbe essere alimentato dalle banche, destinato ad intervenire sia per soccorrere ed evitare il fallimento delle banche in difficoltà che per risarcire i correntisti delle banche in crisi. Lo scopo è da un lato ridurre il rischio dei fallimenti bancari, che poi inevitabilmente si ripercuotono sui cittadini con un aggravio degli oneri fiscali, e dall’altro evitare la fuga di capitali in banche extra europee. Nel campo dei bilanci pubblici, il rapporto propone sostanzialmente di concordare annualmente a livello europeo un tetto all’indebitamento dei singoli Stati, con paralleli poteri di intervento delle istituzioni europee in caso di mancato rispetto del limite così definito. Laddove vengano identificati e realizzati solidi meccanismi di supervisione ed intervento a livello europeo tali da evitare l’azzardo morale da parte dei Paesi poco virtuosi, non si esclude la possibilità di approntare meccanismi di emissione di debito sovrano a livello comunitario.

PIU’ COORDINAMENTO DELLE POLITICHE ECONOMICHE UE – Per quanto riguarda la politica economica, il rapporto riconosce la necessità di una maggiore convergenza e di un maggiore coordinamento delle politiche economiche degli Stati europei, al fine di ridurre gli squilibri nelle bilance commerciali fra i vari Paesi che, a loro volta, si riflettono negativamente sulla tenuta della moneta comune. Il focus è soprattutto sui temi della mobilità del lavoro e del coordinamento fiscale. Infine, il Presidente del Consiglio Europeo riconosce l’importanza e la centralità della politica per raggiungere questi risultati. Infatti secondo Van Rompuy occorre rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni europee e la loro responsabilità diretta verso gli elettori. Al fine di modernizzare le istituzioni europee, viene auspicato uno stretto coinvolgimento del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali. Nelle intenzioni del Presidente del Consiglio Europeo il rapporto preliminare potrebbe essere già discusso nel summit in programma il 28 e 29 giugno prossimi. Se gli altri leader europei saranno d’accordo nell’approfondire le quattro tematiche indicate nel rapporto,  potrà poi essere presentata una proposta più dettagliata nel Consiglio Europeo del prossimo dicembre. A piccoli passi si va, dunque, verso una rafforzata unione economica, monetaria, e forse, anche fiscale e politica.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. L’articolo propone un’ipotesi molto ottimistica. Nel summit di domani e di dopodomani sarà possibile adottare provvedimenti vincolanti e decisivi per il futuro dell’Europa ? L’esperienza del passato induce a qualche scetticismo.

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