martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Vertice quadrilaterale a Roma. Monti, Rajoy e il socialista Hollande puntano il dito contro la Merkel
Pubblicato il 22-06-2012


Monti, Hollande, Merkel e Rajoy: i quattro della crisi oggi a Roma per un vertice quadrilaterale. Già una settimana fa, il 14 giugno, il socialista Hollande aveva raggiunto la Capitale italiana per incontrare le massime cariche dello Stato, il pomeriggio lo aveva trascorso con Mario Monti e poi la cena con Napolitano. Oggi invece, oltre al Premier del governo tecnico italiano e al presidente della Repubblica francese, si aggiungeranno anche una “Merkel di ferro”, come l’ha definita il quotidiano tedesco Bild, e il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. L’incontro è blindato e la Merkel sembrerebbe essere sola contro tutti: oggi il presidente del Consiglio italiano proporrà alla ‘Frau Präsidentin’ tedesca di utilizzare parte del fondo salva stati europeo per effettuare acquisti calmieranti di titoli di Stato sotto pressione. E l’idea di Monti con molta probabilità sarà appoggiata proprio da Hollande e soprattutto da Rajoy.

 

SCUDO ANTISPREAD PER RISOLLEVARE SPAGNA E ITALIA – Contro la freddezza irremovibile del governo di Berlino, Monti chiederà un meccanismo di controllo sulle impennate dei rendimenti e dei loro differenziali rispetto ai Bund tedeschi, i famigerati “spread” che nel corso degli ultimi dodici mesi hanno dettato legge alla politica italiana, bacchettando laddove si incrementasse il livello del differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi. E l’ipotesi di questo scudo “antispread” da un lato trova poco consenso nella Commissione europea, dall’altro un possibile appoggio da parte della BCE. Scudi, non scudi o armature, l’Italia e ancora di più la Spagna, rimangono bersaglio delle tensioni dei mercati.

ANCHE LAGARDE CONTRO L’AUSTERITA’ TEDESCA – L’idea della barriera antispread, proposta dal ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi e fatta propria dal presidente del consiglio Mario Monti, è stata già oggetto di interesse nel corso del G20 dove aveva trovato l’approvazione del socialista Hollande. E mentre si attende l’esito dell’incontro tra i capi di Stato stranieri a Roma, giunge il resoconto di Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario Internazionale, che ieri sera a Lussemburgo nel corso della conferenza stampa conclusiva della riunione dei ministri dell’Eurozona, ha esposto in maniera esplicita sei raccomandazioni, tre di breve e tre di lungo termine, che dovrebbero comunque essere adottate subito: la cesura del “circolo vizioso che lega banche e debito sovrano”, una maggiore coesione tra gli Stati che non sia solo monetaria ma anche di bilancio e finanziaria. «Troppo rigore non porta alcuna crescita» avrebbe detto la direttrice del FMI.

NIENTE PIU’ MERKOZY: MERKEL IN UN ANGOLO – Tra le sei raccomandazioni non poteva mancare la richiesta di una capitalizzazione diretta delle banche da parte dei fondi di salvataggio europei soprattutto senza passare attraverso i prestiti degli Stati favorendo un incremento di “forme limitate di debito comune” ossia di eurobond, e una politica monetaria “creativa e inventiva” per sostenere l’economia. Il rapporto, che ha ottenuto l’appoggio esplicito del commissario europeo Olli Rehn e del presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, sembrerebbe aprire la strada alle proposte che il Premier Monti metterà sul tavolo dell’incontro quadrilaterale di questo pomeriggio a Roma. Finito il tempo del dominio Merkozy finalmente sembra possibile ammorbidire la linea della Frau Merkel che rimarrebbe sola in un angolo. Il caldo rovente della Capitale da un lato, l’appoggio del socialista Hollande dall’altro: sebbene non tiri un alito di vento a Roma, il buono auspicio della rinnovata politica europea potrebbe fare in modo che questa sferzata al potere tedesco non rimanga finalmente fine a sé stessa.

 Vittoria de Petra

 

 

 

 

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