martedì, 19 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Vertice quadrilaterale, grazie al socialista Hollande la Merkel dice sì alla Tobin Tax
Pubblicato il 23-06-2012


«Io lo sostengo». Solo questo ha detto il Presidente francese socialista Francois Hollande al cronista che gli ha chiesto se fosse d’accordo con il piano anti-spread proposto dal presidente del Consiglio italiano Mario Monti. Il vertice quadrilaterale di ieri, che ha avuto luogo nella cornice di Villa Madama, è stato meno movimentato del previsto e se l’intento comune era quello di ammorbidire la cancelliera tedesca Merkel forse Monti, Hollande e Rajoy ci sono riusciti: “dobbiamo puntare sugli investimenti” ha detto la frau di ferro virando un po’ a largo rispetto all’austerità stringente che negli ultimi mesi ha inchinato alcuni paesi europei tra cui l’Italia. Forse un cambio di strategia? In ogni caso la propria parte l’ha fatta anche il premier italiano Monti che, in un momento di amarcord tutto europeo, ha richiamato alla mente dei leader presenti al summit come nel 2003 proprio Germania, Francia ed Italia si discostarono dalle regole dell’Euro sminuendone la credibilità che, ha sottolineato il premier, “non venne infranta da Grecia o Portogallo”. Intanto, alla fine del summit e dopo la foto di rito nel parco di Villa Madama, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha preso subito un aereo per Danzica per non perdersi la partita di ieri sera che, in maniera emblematica, ha visto lo scontro tra le nazionali della Germania e della Grecia.

CRESCITA VUOLE DISCIPLINA DI BILANCIO E VICEVERSA – Il premier italiano Mario Monti al termine dell’incontro ha ribadito l’interesse comune dei quattro Stati europei: «Il primo obiettivo su cui concordiamo è il rilancio della crescita e degli investimenti e per la creazione di più posti di lavoro in Europa». Stessa direzione quella dichiarata dalla Merkel, meno di ferro del solito: «Abbiamo un problema di medio e lungo termine. Dobbiamo avvicinarci a una politica coerente per i Paesi che hanno la stessa moneta. Faremo il possibile per l’unione politica europea». Ma la cancelliera ha continuato ricordando come «le finanze solide sono un presupposto, ma non sono sufficienti se non c’e’ la crescita». Intanto Mario Monti quasi le completa la frase sottolineando ciò che, evidentemente, manca al progresso economico dell’Eurozona: «La crescita non può avere una base di solidità se non nella disciplina di bilancio e la disciplina bilancio non è sostenibile nel lungo periodo se non ci sono condizioni sufficienti di crescita e di sviluppo dell’occupazione».

HOLLANDE: NO ALL’AUSTERITA’ SI A PACCHETTO “SALVAEUROPA” – Intanto interviene il socialista Hollande: «Volere la crescita significa che la serietà di bilancio non sia austerità, perché sono contrario all’austerità». Crescita a parte, i quattro leader arrivano congiuntamente ad una conclusione: l’introduzione della Tobin Tax. La tassa sulle transazioni finanziarie è stata ieri richiesta fortemente dal presidente della Repubblica francese che a Palazzo Madama ha invocato anche una “cooperazione rafforzata” delle parti. E l’accordo, che sarebbe stato raggiunto escludendo in corso d’opera il parere della Gran Bretagna, ha subito raccolto l’entusiasmo della Merkel: «Sono molto lieta che noi quattro abbiamo potuto dire che appoggiamo l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie». E la Frau di ferro ha anche virato verso un ulteriore elemento risolutivo, fino a questo momento lasciato in secondo piano da Berlino: «agire in modo efficace e puntare sugli investimenti: questo è il segnale concreto che dobbiamo lanciare». E in concreto si inserisce anche l’inciso di Hollande che ha rivendicato il pacchetto “salva Europa” con i suoi 130 miliardi di euro finalizzati a risollevare i mercati.

IN ATTESA DEL SUMMIT DI BRUXELLES – Mentre si disquisiva riguardo le politiche di cooperazione, il rigore di bilancio e le condizioni di crescita da vedere e rivedere, il premier Mario Monti ha ricordato quanto avvenne nel 2003: «La Germania e la Francia, con l’autorizzazione e la complicità della presidenza italiana, deragliarono dalle regole dell’Euro. Abbiamo impiegato quasi 10 anni a ricostituire la credibilità che non venne infranta dai greci o dai portoghesi, ma dai principali Paesi dell’Euro». E mentre i leader hanno iniziato a considerare tutto il ventaglio di possibili misure da adottare per ristabilire la crescita, placare i mercati e frenare lo spread, si attende il prossimo vertice del 28 e 29 giugno a Bruxelles, cruciale per un rilancio delle prospettive dell’economia europea: per riportare economia, investimenti e occupazione ad un livello sostenibile per l’Eurozona.

Vittoria de Petra

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