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Opinioni e commenti
 

Alemanno caput mundi: «Mi ricandido a sindaco di Roma». E chiede le primarie
Pubblicato il 27-07-2012


L’agenda degli appuntamenti di Gianni Alemanno – nel suo sito internet personale – non prevedeva nessun impegno per ieri pomeriggio eppure il sindaco della Capitale ha presenziato alla manifestazione che si è tenuta a Piazza San Giovanni sotto il manifesto “Primarie, preferenze, partecipazione. Un movimento popolare per rilanciare il centrodestra” già firmato da 31 parlamentari tra Camera e Senato. Un’occasione ghiotta per annunciare a gran voce la sua ricandidatura a primo cittadino di Roma, per la sua ridiscesa in campo, insomma il suo predellino all’amatriciana. Il primo cittadino di Roma è intervenuto sul palco dichiarandosi «felice per le persone che intendono partecipare per cambiare la società» sottolineando che l’altro giorno c’era anche lui, in piazza, a protestare insieme agli altri sindaci, contro l’«ennesimo taglio lineare della spending review» prevista dall’esecutivo. Non stupisce l’assenza di Franco Frattini, ex ministro degli Esteri del governo Berlusconi, che pare sostenere più defilato la causa del “movimento popolare per rilanciare il centrodestra”.

L’INTERVENTO DI ALEMANNO – «Abbiamo chiesto al governo di fare manovre che siano realmente contro gli sprechi e che non vadano ad incidere sui servizi sociali» ha tuonato Alemanno perché «gli enti locali e i Comuni sono quelle realtà più a contatto con i cittadini». Si tratta di «una sfida tra l’antipolitica e la politica nuova, quella buona» ha dichiarato il sindaco della Capitale, aggiungendo che la “politica buona” è quella che prevede la partecipazione dei cittadini. 31 parlamentari, che ringrazio, dicono “no” al Parlamento dei nominati» ha poi spiegato. Il primo cittadino di Roma ha infine annunciato di avere formalmente chiesto ai coordinatori provinciale e del Lazio del Pdl, Gianni Sammarco e Vincenzo Piso, di indire le primarie fissando come data il prossimo 26 gennaio per la scelta del candidato al Campidoglio «non prima che queste siano concordate con tutte le liste e i partiti che si ritrovano nel nostro schieramento, in modo tale che tale designazione possa valere per tutta la coalizione» ha poi spiegato, aggiungendo la decisione di volersi candidare nuovamente.

GLI ALTRI INTERVENTI ALLA MANIFESTAZIONE – L’europarlamentare Roberta Angelilli ha sottolineato le tre parole d’ordine: “primarie” per ridare il diritto ai cittadini di indicare il leader; “preferenze” per selezionare attraverso il merito e la responsabilità la classe dirigente e la “partecipazione” per dare ai cittadini la possibilità concreta di partecipare al processo decisionale. Dopo il breve intervento dei tre organizzatori della manifestazione è stato il turno dell’onorevole Barbara Saltamartini che si definisce «orgogliosa» di essere su quel palco. Dopo aver ricordato che il sentimento dell’antipolitica è «una barca comoda e facile» la deputata alemanniana ha poi spiegato la necessità di «rigenerare il Pdl, che resta ancora un progetto valido e che va rilanciato». Inoltre «la partecipazione alla politica» è per la Saltamartini di fondamentale importanza «per superare la crisi e per ridare la possibilità ai cittadini di scegliere da chi essere rappresentati». «La battaglia più democratica è rappresentata dalle preferenze. Vogliamo le primarie e se Berlusconi si ricandida noi lo sosterremo con il metodo delle primarie» ha poi concluso l’onorevole che – insieme al senatore ex An Andrea Augello – ha promosso la manifestazione. Sull’eventuale candidatura di Berlusconi la platea fischia e si divide tra sonori “no” e qualche “sì”. Guido Crosetto ha rimarcato l’importanza del processo di partecipazione perché «le primarie danno forza al Parlamento» e perché il pensiero fondamentale è «la rassegnazione dei cittadini, ossia la perdita di speranza per potersi risollevare. Per risollevarsi bisogna partire dalla base» nell’udire queste parole la platea si è scossa applaudendo. È inoltre intervenuto Mauro Cutrufo dichiarando che la quarta “p” che manca oggi è «quella della politica, la più importante e le preferenze sono il modo di cercare il consenso con il proprio impegno». Poi è stato il momento di Andrea Augello che spiega che il manifesto è «un indizio di un disegno più ampio per costruire un nuovo centrodestra» aggiungendo che «senza una destra a Roma e nel Lazio, non può nascere un nuovo partito di destra» e la platea si è infiammata. «Se devo costruire qualcosa voglio creare qualcosa di nuovo, la mia idea per le prossime elezioni è che lei vorrei vincere» confida il senatore ex An. «Una grande coalizione? No, con il centrosinistra vicino, non riuscirei mai» ammette Augello. «La piazza unisce il centrodestra che non ha nostalgia del passato, ma che sceglie il presente per costruire il futuro» ha poi concluso Augello.

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