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Opinioni e commenti
 

Alemanno sfida Berlusconi sulla premiership e lancia il predellino all’amatriciana
Pubblicato il 24-07-2012


Sono stanchi di camminare come nani sulle spalle dei giganti, sono pronti al loro predellino all’amatriciana, sono gli ex colonnelli An capitanati dal leader maximo Alemanno e dallo statista Franco Frattini. Appuntamento con la storia giovedì prossimo in piazza San Giovanni a Roma, i frondisti del Pdl chiedono primarie per tutti, anche per il Cavaliere. E’ questo il retroscena politico che potrebbe spiegare la boutade mediatica sollevata nelle ultime ore dal sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno ospite in studio durante la trasmissione “Omnibus”, in onda su La7, dice: “Tranquillizzo i mercati e la sinistra: non ci sarà il sesto tentativo di Berlusconi” a candidarsi a presidente del Consiglio.

ALEMANNO ALZA LA TESTA – Alemanno sembra così convinto che si permette anche una battuta, spiegando che “grazie alle mie dichiarazioni lo spread diminuirà di qualche punto”. “Ho parlato in questa settimana con Berlusconi – ha detto ancora il primo cittadino della Capitale – e gli ho espresso le mie perplessità sulla riproposizione della sua candidatura che ritengo rappresenti un passo indietro”, perché a suo giudizio “oggi il Pdl, ma anche tutto il centrodestra, deve scrivere una pagina nuova e costruire una nuova visione”.

IL PREDELLINO DE NOANTRI – La boutade si trasforma in bomba mediatica grazie al quotidiano Libero che coglie la palla al balzo. E titola “Scherzi da Silvio. Non si candida più”. Ma la secca smentita del Cavaliere non si fa attendere e poco dopo arriva la nota ufficiale di palazzo Grazioli: “Il titolo e il contenuto di un articolo sul presidente Berlusconi apparsi stamani su Libero non corrispondono al vero”, confermando dunque una volta per tutte la sua imminente candidatura. Il quotidiano vicino al Cavaliere a suo modo vuole stimolare il dibattito e riscaldare la tiepida attesa intorno alla candidatura di Berlusconi. Cavalca la polemica raccontando i malumori interni al Pdl, spiattellando i mal di pancia dei rottamatori del centro destra, ma sempre con una mano tesa al Cavaliere. Sempre in sella con o senza primarie. I frondisti non osteggiano tout court la sesta corsa del Cav a Palazzo Chigi, ma reclamano un nuovo Berlusconi, che accetti di mettersi in gioco. E quindi tutti pronti al predellino “de noantri”, giovedì sera alle 20.30 davanti alla basilica di San Giovanni.

CHI C’E’ DIETRO? – Ma chi c’è dietro l’iniziativa? Tutto sarebbe partito dal senatore ex An Andrea Augello, sottosegretario dell’ultimo governo Berlusconi, poi la notizia ha ingolosito anche al di fuori del suo ex partito facendo proseliti tra i forzisti, e non solo. Il manifesto che anima la piazza del 26 luglio, dal titolo “Per una nuova Europa popolare”, è stato già firmato da trenta parlamentari tra Camera e Senato. Tra questi almeno quindici senatori: i cinque che fanno riferimento al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, oltre a quelli di Augello, più Pasquale Viespoli, di Coesione nazionale, Mauro Cutrufo e alcuni forzisti. Ci saranno anche due europarlamentari: Roberta Angelilli e Carlo Fidanza. Chi sta raccogliendo le firme alla Camera è la deputata alemanniana Barbara Saltamartini. Nella lista non compare il nome di Alemanno, che però fiancheggerà la manifestazione. La quale gode anche del tacito assenso di Franco Frattini. L’ex ministro degli Esteri non sarà in piazza perché non è nel suo stile. Ma in cuor suo sosterrà la causa: solo un mese e mezzo fa aveva caldeggiato pubblicamente la scelta di indicare il candidato premier con le primarie: «È uno strumento che va valorizzato e che mi auguro possa essere esteso a tutti i livelli di candidature per garantire la partecipazione più ampia possibile».

A PALAZZO GRAZIOLI NON SI DORME SERENI – Ma sarebbe un errore pensare che a palazzo Grazioli dormano sogni tranquilli. Augello ha dichiarato di averne discusso personalmente col Cavaliere: «Sì, ci siamo visti l’altro ieri», rivela il senatore. «Berlusconi è stato molto cordiale con me, come sempre». E sull’iniziativa nessun dietrofront: «No, anzi, lui osserva con attenzione questa mobilitazione. Mi ha detto che leggerà il manifesto e prenderà nota di tutti segnali che verranno dalla piazza. Dopodiché deciderà se confermare la sua contrarietà alle primarie o se aprire una discussione». Certa della ricandidatura di Berlusconi, sull’alzata di testa di Alemanno ci va giù duro la Santanchè: “Mi stupisce molto che dirigenti di spicco del Pdl pensino il contrario. Se poi credono che vi siano altri capaci di prendere più voti, lo dicano”.

DUE FINALI POSSIBILI – Con buona pace del fu delfino Angelino Alfano e ricordando che fine hanno fatto i frondisti di Scajola, sarebbe più vicino al vero pensare che l’ennesimo tentativo di spallata interna al Pdl contro il Cavaliere confermi il terrore che agita i tanti pidiellini che risulterebbero esclusi dal nuovo partito immaginato da Berlusconi per le prossime politiche. Tagliare le vecchie zavorre, sfrondare il Pdl dei frondisti. Loro non ci stanno, alzano la voce, scendono in piazza pretendendo le primarie, anche per Berlusconi. Niente scorciatoie. Un pò come Civati, Renzi e i rottamatori del Pd con il segretario Bersani. Ma in casa Pdl vigono altre regole e logiche. La boutade sulle primarie di qui a qualche mese potrebbe finire almeno in due modi: con la candidatura di Berlusconi e qualche sua concessione ai frondisti oppure con la meno probabile spaccatura e scissione capitanata da uno dei sindaci meno amati del momento. Speriamo almeno che per il predellino romano di giovedì le previsioni del tempo siano clementi con Alemanno.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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