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Opinioni e commenti
 

Le sforbiciate di Monti tagliano i fondi anche alle vittime dell’uranio impoverito
Pubblicato il 04-07-2012


Monti va allo scontro prima con le parti sociali e poi con i partiti. Il tavolo più caldo è quello dedicato alla “revisione della spesa”. Non a caso il premier, che ribadisce la sua intenzione a rimanere al governo fino alla scadenza del mandato, oggi alla Camera, interverrà in difesa del ministro Elsa Fornero in occasione del voto sulla mozione di sfiducia, presentata da Idv e Lega. Desautorare un ministro chiave come la Fornero equivarrebbe a sfiduciare l’intero governo dei tecnici. A leggere la bozza degli interventi previsti per la spending review, è facile presumere inoltre che il livello di scontro si alzerà.

OBIETTIVO 4 MILIARDI – Dimezzata la spesa in auto blu, ridotta quella della Presidenza del Consiglio, limate le risorse alle Regioni e riduzione delle Province, ma anche pesanti tagli alla Sanità, all’Università, agli istituti di ricerca. Taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze. Questi i punti più critici della scure che il premier Monti intenderà usare per contenere i costi non più sostenibili, evitare i continui sprechi e soprattutto recuperare gli oltre 4 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’Iva a settembre. Non un’iniziativa dolorosa ma comunque spot, bensì un cambio di passo strutturale. Intanto dall’altra parte del tavolo col governo i sindacati non accennano a fare passi in dietro e se non verranno ascoltati scenderanno in piazza mobilitando la società civile in uno sciopero generale. A far discutere saranno, se confermata la bozza del dl circolata in queste ore, il dimezzamento del fondo per le vittime dell’uranio impoverito di ben 10 milioni di euro e la chiusura di una serie di soppressi di istituti nazionali di ricerca prestigiosi.

IL TIRA E MOLLA TRA MONTI E I SINDACATI – «Siamo contrari a tagli lineari fatti con l’accetta», avrebbe detto Monti durante la riunione di palazzo Chigi. L’intenzione dell’esecutivo, è quella di «eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi», evitando «tagli lineari guardando alle più alte priorità», ha spiegato il premier per rassicurare non solo le parti e gli enti locali, ma soprattutto i partiti della maggioranza che attendono di vedere la carte ma hanno già fissato i loro paletti. «L’Italia è sorvegliata speciale nell’Eurozona», aggiunge il vice ministro del Tesoro, Vittorio Grilli. L’operazione spending review, ha spiegato Monti, sarà divisa in tre fasi. La prima avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio ed al Tesoro, la seconda con un decreto legge già probabilmente venerdì, la terza con un nuovo decreto per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche. I sindacati restano però sul ‘chi vive’, fanno sapere di non conoscere ancora i dettagli del decreto e al termine dei colloqui a palazzo Chigi annunciano il mantenimento dello stato di mobilitazione delle categorie. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, alza i toni parlando di governo «reticente e criptico» e affonda sostenendo che l’esecutivo «fa il contrario di ciò che serve: invece di favorire l’occupazione, aumenta la disoccupazione».

SCIOPERO GENERALE IN ARRIVO – «Se il governo pensa di fare da solo sul fronte degli interventi nel pubblico impiego, vedremo anche noi cosa fare», aggiunge il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Non credo si possa evitare lo sciopero se alla fine ci saranno solo tagli lineari nella p.a.», chiosa il leader della Uil, Angeletti. Giudizio negativo anche dagli Enti locali: «Siamo disponibili a lavorare sui costi standard ma i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali», ha detto il presidente dell’Anci Graziano Delrio al termine dell’incontro con il governo. «Il provvedimento – ha detto – è impostato bene ma mancano i dettagli delle cifre negli ultimi anni i Comuni hanno subito tagli per circa 8 mld tra tagli delle manovre e Patto di stabilità». «Mi auguro che dalla spending review ci sia veramente la possibilità di avere fondi disponibili per pagare i fornitori e anche per destinare quota parte di queste risorse agli investimenti che sono necessari», dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

BOZZA, RIORGANIZZATI CNR, INFN E INGV – Riorganizzati il Cnr, l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Lo stabilisce una bozza del dl sulla spending review, di cui l’Agi e’ in possesso. Sono soppressi dall’entrata in vigore del decreto sulla spending review l’Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l’Istituto italiano di studi germanici e l’Istituto nazionale di alta matematica sono soppressi e i relativi organi statutari decadono. Soppresso anche l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l’Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica e centro di studi e ricerche “Enrico Fermi”.

DIMEZZATO FONDO PER VITTIME URANIO IMPOVERITO – Dimezzato il fondo per le vittime dell’uranio impoverito. E’ quanto prevede la bozza del dl sulla spending review, che l’AGI ha potuto visionare. “La dotazione del fondo …) destinata alle provvidenze alle vittime dell’uranio impoverito – si legge nel testo – e’ ridotta dell’importo di 10 milioni di euro per l’anno 2012”. In origine il fondo era superiore ai 21 milioni di euro, di cui 9 gia’ erogati, su oltre 600 domande di risarcimento da parte dei familiari di militari e civili impegnati nelle missioni italiane ammalati o morti per gli effetti letali dell’uranio impoverito.

LE SFORBICIATE DI MONTI – Blocco degli stipendi. Per due anni, dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011. Sono sospesi i concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale, “non oltre il 31 dicembre 2015”. Ridotte le assunzioni nella pubblica amministrazione. Le spese del personale della P.A. vengono ridotte in questo modo: le “facoltà assunzionali” sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016. A partire da gennaio del 2013, i permessi sindacali saranno ridotti del 10%. Ferie obbligatorie a Ferragosto, Natale e Capodanno. Il dl sulla spending review prevede l’impossibilità per gli statali di monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti. La disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL MIRINO DEL GOVERNO – Estensione a tutte le amministrazioni pubbliche della riduzione delle piante organiche attraverso un ‘taglio’ del personale del 10% per i dipendenti e del 20% per i dirigenti. I buoni pasto degli statali non potranno superare i 7 euro a partire dal 1 ottobre prossimo. Al via la riduzione e la razionalizzazione delle province: le risorse dovute dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario sono ridotte di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni a decorrere dal 2013. Uso gratuito allo Stato di beni di proprietà degli enti territoriali e viceversa. Blocco delle tariffe fino al 31 dicembre 2013.

LO STATO SI METTE A DIETA – Al via il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l’utilizzo di immobili in locazione passiva. Nel dl sulla spending review anche la riduzione dei compensi pagati ai Caf: il compenso scende a 13 euro per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa e a 24 euro per l’elaborazione e la trasmissione delle dichiarazioni in forma congiunta. Il decreto riduce anche del 10% i trasferimenti a favore dei patronati. Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011. Riduzione delle spese di funzionamento della Presidenza del consiglio dei Ministri per un totale di 15 milioni di euro al 2013. Nella bozza si valuta anche l’eliminazione dell’ulteriore incremento di 0,5 punti dal 2014. Vengono salvati ulteriori 55.000 lavoratori esodati rispetto ai 65 mila già interessati. Lo stabilisce il dl sulla spending review di cui l’Agi è in possesso.

LA SCURE SU SANITA’ E ENTI RICERCA – Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. Il fondo sanitario nazionale viene tagliato di tre miliardi in due anni: un miliardo per il 2012 e due per il 2013. Non manca poi la scure sulle farmacie. “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto – si legge – l’ulteriore sconto dovuto dalle farmacie convenzionate (…) è rideterminato al valore del 3,65 per cento”. Mentre dal 2013 questo stesso tetto è ulteriormente abbassato all’11,5%. Dal 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle Università sarà ridotto di 200 milioni. Per le scuole non statali arrivano fondi per 200 milioni. Il fondo per le missioni di pace è ridotto di 8,9 milioni già per quest’anno. Contributi a favore di radio e tv locali ridotti di 30 milioni a decorrere dal 2013. I dipendenti delle forze di polizia di età inferiore a 32 anni, salvo casi eccezionali, devono essere utilizzati a servizi operativi. I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico non superiore ai 3 anni, che potrà essere prorogato una sola volta per un periodo massimo di 2 anni, quindi per complessivi 5 anni. Per l’operazione “strade sicure” il dl sulla spending review autorizza la spesa di 72,8 milioni nel 2013. Per il settore dell’autotrasporto, la bozza del dl sulla spending review destina 200 milioni per il 2013.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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