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Annan incontra Assad a Damasco: intesa su un «approccio» comune alla pace
Pubblicato il 09-07-2012


È stato definito come un “approccio” comune all’ottenimento della pace in Siria, l’accordo raggiunto oggi tra il presidente siriano Bashar al Assad e l’inviato speciale delle Nazioni Unite e Lega Araba Kofi Annan. I due si sono riuniti per la terza volta, a Damasco, dall’inizio della sollevazione, il 15 marzo dello scorso anno, contro il regime del partito Ba’ath al potere da più di trent’anni. Annan ha definito il dialogo con Assad «costruttivo e schietto», dichiarazioni alle quali hanno fatto eco quelle del portavoce del ministero degli Esteri siriano, Jihad Makdissi che ha definito il dialogo «costruttivo e positivo».

SCETTICISMO SULLA PROPOSTA – Un’apertura verso la fine delle ostilità, nonostante sia stato lo stesso Annan a ricordare che tutti i tentativi messi a punto negli ultimi mesi sono falliti. Anche il cessate il fuoco, che sarebbe dovuto entrare in vigore dalla metà di Aprile, non è mai stato rispettato e i combattimenti, specialmente nella zona prossima al confine con la Turchia, si susseguono quotidianamente. Alla fine dell’incontro, Annan ha dichiarato che presenterà la proposta a tutti i gruppi dell’opposizione, incluso quelli sollevatisi in armi come l’Esercito Libero Siriano. Nel frattempo, i 300 osservatori della missione ONU in Siria rimangono asserragliati nei loro hotel a causa del deteriorarsi delle condizioni di sicurezza nel Paese.

ASSAD ACCUSA GLI USA DI INTERFERIRE APPOGGIANDO GLI INSORTI – Nelle ore precedenti la riunione con il responsabile delle Nazioni Unite, alle dichiarazioni minacciose del segretario di Stato Clinton, che aveva affermato che la pazienza verso il regime siriano si stia esaurendo, il presidente Assad ha risposto accusando gli Stati Uniti di finanziare «delle gang con il compito di destabilizzare il Paese fornendogli armi e appoggio». Lo stesso Kofi Annan ha sottolineato che non considera appropriato citare solo la Russia e l’Iran come attori che intralciano il raggiungimento della pace perché «si parla poco di altri Paesi che inviano armi e denaro e sono presenti sul teatro dei combattimenti».

ANNAN A TEHERAN –Proprio per cercare di fortificare il fragile processo per mettere fine alle violenze in Siria, Kofi Annan volerà oggi a Teheran, storico alleato del regime del presidente siriano Bashar al Assad. L’Inviato speciale è cosciente, infatti, che è necessario il coinvolgimento di tutti gli attori che partecipano alla partita sul complesso scacchiere siriano per raggiungere un punto di equilibrio che possa portare ad una cessazione delle ostilità.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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