giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Arrestato Samuele Piccolo, enfant prodige del Pdl nella Capitale
Pubblicato il 13-07-2012


Sono tre gli episodi di finanziamento illecito di cui deve rispondere il vicepresidente del consiglio comunale di Roma, Samuele Piccolo, ai domiciliari da oggi e subito sospeso dal suo partito. Tutti episodi legati all’ultima campagna elettorale. Secondo quanto accertato da Procura e dal nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza, diretta dal generale Virgilio Pomponi, Piccolo avrebbe finanziato illecitamente cene promozionali e fondi garantiti per l’avvio di un call center, usato per la campagna elettorale. Per quest’ultimo sarebbero stati distratti 122 mila euro. Insieme a Samuele Piccolo il gip Filippo Steidl ha disposto uguale misura cautelare per il padre Raffaele e per altre 4 persone. Per il fratello di Samuele, Massimiliano Piccolo, è stata invece emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’inchiesta è coordinata dai pm Paolo Ielo e Barbara Sargenti. Gli accertamenti sono stati eseguiti dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza della Capitale. Anche sulla base di quanto verificato dall’ufficio centrale antifrode dell’Agenzia delle entrate.

ALEMANNO SI DICE FIDUCIOSO MA E’ SUBITO BUFERA – «Ho fiducia nel lavoro della magistratura. Speriamo in un rapido chiarimento di una vicenda sicuramente molto, molto brutta». Ha commentato così il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno in merito all’arresto del vice presidente dell’Assemblea Capitolina, consigliere del Pdl, Samuele Piccolo. Dopo le perquisizioni nell’ufficio del Campidoglio dei documenti del consigliere comunale del Pdl, alle prime luci dell’alba per Samuele Piccolo, e per il padre Raffaele, sono scattati i domiciliari.

LA SOSPENSIONE DAL PDL – Poche ore dopo la notizia dei domiciliari, arriva la notizia della sospensione del consigliere dal suo partito, come annunciato da Vincenzo Piso, deputato e coodinatore Pdl del Lazio, e Gianni Sammarco, deputato e coordinatore del Pdl di Roma: «A seguito delle indagini e dei provvedimenti della magistratura nei confronti del consigliere Samuele Piccolo, e’ stato stabilito di sospenderlo a scopo cautelativo dal Popolo della Liberta’ fino a che non sara’ concluso l’iter giudiziario che lo riguarda».

13 INDAGATI – Ai domiciliari sono finiti anche altri soggetti riconducibili alle 60 societa’ cooperative che avrebbero frodato l’Iva: Franco Cannone, Silvia Fortuna, Rosario Meglio e Riccardo Sorbara. In totale sono indagate 13 persone, tra cui anche la madre di Piccolo, la signora Elena Ciaravolo. I pm avevano chiesto l’arresto anche di Ezio D’Angelo, assessore all’VIII municipio della Capitale ma la richiesta e’ stata respinta dal gip. A tutti, a seconda delle singole posizione, sono contestati i reati di associazione a delinquere, appropriazione indebita, illecito finanziamento ai partiti e frodi fiscali. L’arresto di Samuele Piccolo, “enfant prodige” del Pdl capitolino, ha destato scalpore e mentre Alemanno si augura che il consigliere possa chiarire le accuse, dal Pd si ironizza sul Campidoglio di Alemanno che, secondo Miccoli (Pd), sembrerebbe più Rebibbia.

DI TOMMASO (PSI) – «Seppur convinti garantisti e fiduciosi nel lavoro della magistratura, non possiamo non sottolineare quanto l’arresto del vicepresidente del Consiglio capitolino, Samuele Piccolo, getti un’ulteriore ombra sulla gestione del comune di Roma, i cui danni lasceranno segni indelebili per molto tempo ancora». Lo ha dichiarato il segretario del Psi Roma, Atlantide Di Tommaso. «E’ il momento che Alemanno prenda atto del caos nel quale ha gettato la Capitale d’Italia e faccia il possibile per far chiarezza su questa ulteriore triste vicenda. Se le indagini dovessero confermare quanto riportano i media, ci troveremo di fronte ad una situazione drammatica che necessita d’interventi repentini e decisi. Per questo motivo se la situazione dovesse precipitare ci sono tutte le premesse per l’apertura d’impeachment per il sindaco e la sua giunta», ha concluso Di Tommaso.

MICCOLI (PD): CAMPIDOGLIO O REBIBBIA? – Il commento del segretario del Pd Roma non tarda ad arrivare. Marco Miccoli commenta duramente l’arresto del consigliere del Pdl: «Purtroppo siamo costretti a commentare l’ennesimo arresto che avviene sotto l’Amministrazione Alemanno. Samuele Piccolo è persona legatissima al sindaco che, per premiarlo e valorizzarlo per l’ottimo lavoro svolto in campagna elettorale e per le numerose preferenze conquistate, gli aveva anche assegnato la delega alla sicurezza. A questo punto ci chiediamo quali siano i criteri di valutazione del sindaco nella scelta dei suoi più stretti e fidati collaboratori, perché ormai la lista delle persone inquisite o arrestate legate ad Alemanno e’ davvero troppo lunga. E più che il Campidoglio sembra di trovarsi a Rebibbia!».

PD E SEL CHIEDONO LE DIMISSIONI – I capigruppo in Campidoglio di Pd e Sel, Umberto Marroni e Gemma Azuni, richiedono le dimissioni di Piccolo: «La notizia circa l’arresto di Samuele Piccolo, primo dei consiglieri eletti nel Pdl e vicepresidente dell’assemblea capitolina, getta l’ennesima ombra inquietante sull’amministrazione Alemanno». Entrambi chiedendo che «sia fatta piena luce sulla vicenda e di verificare se siano intercorsi rapporti tra le societa’ della famiglia Piccolo e il comune di Roma».

ALEMANNO: CHE POSSA CHIARIRE LE ACCUSE – E mentre il sindaco Alemanno continua ad augurarsi che «Samuele Piccolo possa chiarire rapidamente tutte le accuse che gli vengono mosse». Dal Pdl non arriva nessun altro commento, se non quello di Gianni Sammarco, deputato e coordinatore del Pdl a Roma: «Prendiamo atto delle indagini in corso su Samuele Piccolo confidando che le indagini possano fare il loro corso accertando appieno le eventuali responsabilità. La stima e la fiducia negli inquirenti da parte nostra è totale».

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Commenti all'articolo
  1. Molto probabilmente è giunta l’ora di far pagare in modo inequivocabile questi modi di fare politica, improntati sulla continua e costante illegalità.
    Facciamo piazza pulita di tutti questi politici, che sia a livello centrale che periferico si rendono protagonisti di atteggiamenti che fanno solo male al nostro paese.

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