giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Benzinai in sciopero: «Vogliono sostituirci con le macchinette automatiche»
Pubblicato il 17-07-2012


Niente benzina né benzinai durante il primo fine settimana di agosto, quello da bollino nero: a deciderlo sono state le organizzazioni dei gestori Faib, Fenica-Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio che accusano i petrolieri di spingere al fallimento i gestori e il Governo non di non intervenire. Dunque da venerdì 3 a domenica 5 agosto sia su rete ordinaria che autostradale saranno chiusi tutti gli impianti di rifornimento carburanti, self service compresi. I benzinai: «Vogliono sostituirci con le macchinette automatiche».

L’ACCUSA AI PETROLIERI – I benzinai accusano l’industria petrolifera di «accordi collettivi scaduti e non rinnovati; margini tagliati unilateralmente fino al 70%; licenziamenti forzati degli addetti alla distribuzione; rifiuto di adottare diverse tipologie contrattuali; discriminazioni sui prezzi che spingono fuori mercato migliaia di impianti senza possibilità di reazione alcuna, vendite autostradali totalmente cannibalizzate» hanno reso noto in una nota congiunta i gestori. Le associazioni dei benzinai sottolineano dunque «l’aggiramento della norma che avrebbe dovuto garantire la gratuità dei pagamenti con carte di credito e bancomat sia ai consumatori che ai gestori». «Invece – prosegue la nota – le banche pretendono il pagamento delle commissioni minacciando, in caso contrario, la disdetta del servizio».

L’ATTACCO AL GOVERNO – Le tre associazioni colpevolizzano anche il Governo che, nonostante 14 differenti sollecitazioni formali e appelli di ogni tipo, si è sempre sottratto a qualsiasi tipo di confronto ed è inerte di fronte alla violazione delle leggi in vigore. «Il Governo è muto non trovando il coraggio di fare un richiamo al sistema bancario». La minaccia estrema si riferisce a 120 mila lavoratori a rischio, ha spiegato Alessandro Zavalloni, segretario della Fegica-Cisl aggiungendo che: «Le compagnie ci vogliono eliminare perché siamo un costo e il Governo non ci difende, d’altra parte è azionista di Eni, il soggetto dominante sul mercato».

LA DECISIONE DELLO SCIOPERO – I gestori hanno spiegato che la scelta dello sciopero è dipesa dai comportamenti del Governo e dell’industria petrolifera che «non lasciano altra possibilità che adottare iniziative estreme di protesta e di difesa verso una aggressione gravissima, insopportabile e ingiustificata. Per questi motivi è stato deciso un pacchetto di iniziative che, per la loro asprezza crescente e per come vengono sufficientemente dilazionate nel tempo, si auspica possano finalmente consentire al Governo di attivarsi, avviando quell’azione di composizione delle vertenze collettive che, istituzionalmente, gli compete». Lo sciopero avrà inizio venerdì 3 e durerà sino a domenica 5 agosto e sarà esteso sia alla rete ordinaria che a quella autostradale, sulla cui viabilità verrà adottata una specifica articolazione delle chiusure, integrata con le azioni in corso, che verrà comunicata nelle prossime ore.

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