lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Borsellino, a vent’anni dalla strage. Il Presidente Napolitano: «Non c’è ragion di Stato che giustifichi ritardi nella ricerca della verità»
Pubblicato il 19-07-2012


“Come ha fermamente dichiarato il Presidente del Consiglio Monti ‘non c’e’ alcuna ragion di Stato che possa giustificare ritardi nell’accertamento dei fatti e delle responsabilita’, ritardi e incertezze nella ricerca della verita’ specie su torbide ipotesi di trattativa tra Stato e mafia”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 20° anniversario del tragico attentato in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti addetti alla sua tutela, nel messaggio inviato all’odierna commemorazione promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati a Palermo”.

Ricorre oggi il ventennale della strage di via D’Amelio, nella quale vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta: Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Dopo vent’anni, Palermo ricorda le vittime di una strage che ancora porta con se’ ombre, perplessita’ e interrogativi. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone “non sono morti invano: in questi ultimi 20 anni – ha commentato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri – sono state fatte grandi conquiste nella lotta alla mafia, ma non bisogna abbassare la guardia, ma dobbiamo continuare con fermezza ogni giorno”.

IL RICORDO DI POLITICI E MAGISTRATI – Molti gli esponenti del mondo politico che nel capoluogo ricorderanno l’eccidio in diverse manifestazioni: tra questi, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, il coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Al presidio di questo pomeriggio in via D’Amelio sono previsti gli interventi dei magistrati Antonino Di Matteo, Antonino Ingroia, Leonardo Guarnotta, Roberto Scarpinato, Vittorio Teresi, Luca Tescaroli e Giovanbattista Tona.

CANCELLIERI, TROVARE AUTORI –  “Mi auguro – ha continuato Cancellieri – che i responsabili della strage vengano presi, il nostro impegno e’ a non mollare mai, bisogna prenderli a tutti i costi, e’ una battaglia che non si puo’ perdere, ma – ha sottolineato – va combattuta non solo dai magistrati e dalle forze dell’ordine, ma da tutti i cittadini”. Il ministro non ha conosciuto personalmente Paolo Borsellino, “ma ho parlato con persone che lo conoscevano e con i suoi familiari, era uno straordinario servitore dello Stato, credeva in quello che faceva, viveva per la sua famiglia ed il suo lavoro ed e’ terribile che non abbia potuto conoscere i suoi tre nipotini, ma sono sicura che da lassu’ li vede”.

FINI AL MONUMENTO CHE RICORDA STRAGE DI CAPACI- Il presidente della Camera Gianfranco Fini e’ arrivato a Palermo, dove oggi partecipera’ alle iniziative in memoria della strage di via D’Amelio. Fini ha fatto una sosta al monumento che sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, a Capaci, ricorda la strage nella quale, il 23 maggio 1992, morirono il giudice Falcone, Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta.

IL SENATO – L’Aula della Camera ha ricordato il ventennale della strage di Via D’Amelio, in cui sono stati uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. A sollevare il tema e’ stato Andrea Orlando del Pd. Nell’Aula del Senato si ricorda la ‘vile strage’ di via d’Amelio nella quale 20 anni fa persero la vita Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Il presidente dei Palazzo Madama Renato Schifani parla di quello che “è stato il piu’ giovane magistrato d’Italia” che si e’ dedicato con impegno e rigore alla lotta contro la mafia. “Desidero esprimere nostra vicinanza alle famiglie delle vittime”, aggiunge. “Seguire il loro esempio – conclude – sara’ il modo migliore per ricordare la loro memoria”.

CHITI, NECESSARIO RICORDARE SACRIFICIO BORSELLINO – “Sono trascorsi vent’anni dalla vile uccisione di Paolo Borsellino, magistrato in prima linea nella lotta alla mafia. In questo giorno il mio pensiero va a Rita, a tutta la famiglia Borsellino e ai familiari di Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina, i componenti della scorta che caddero vittime della barbarie di quell’attentato”. Cosi’ il vice presidente del Senato Vannino Chiti. La strage di via D’Amelio -ricorda- giunse 57 giorni dopo l’uccisione del giudice Falcone e pochi mesi prima delle bombe del ’93. In quella pagina torbida della nostra storia venne sferrato un durissimo attacco – ancora una volta di stampo criminale e terroristico – alle istituzioni democratiche e alla nostra societa’. E’ necessario ricordare questi fatti perche’ non si perda la memoria e l’esempio di quanti si sono sacrificati per la legalita’ e la Costituzione”.

SCOUT IN VIA D’AMELIO E IGNOTI DEVASTANO LA LORO BASE – Nel giorno del ventennale della strage di via D’Amelio, un inquietante episodio turba la serenità della base scout di Fondo Micciulla a Palermo. La scorsa notte, infatti, ignoti hanno devastato un muro di cinta del podere, confiscato alla mafia, e si sono introdotti devastando la base, e rubando gli zaini di una ventina di ragazzi ospitati all’interno della struttura e provenienti da tutta Italia. Proprio nelle ore del raid, gli scout si trovavano in via D’Amelio per commemorare il giudice Borsellino e i suoi agenti di scorta con un corteo e una fiaccolata.

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