mercoledì, 24 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Buffoni si nasce, artisti di strada si diventa: così i ‘giuovani’ si reinventano un mestiere
Pubblicato il 23-07-2012


Giocolieri, funamboli, fachiri e poi ancora attori e cantastorie, musicanti e contorsionisti: è l’arte di strada, un mondo labile che spesso ricolleghiamo a quel pagliaccio che, con il naso rosso e la parrucca, ci ha fatto ridere con la faccia impiastricciata dallo zucchero filato. Le discipline circensi ed affini, però, sono molto di più. Attività che cominciate come hobby si convertono in forme d’arte a tutti gli effetti. In Italia l’esercito dei buskers sta crescendo sempre più tra giovani e giovanissimi che alle prese con gag ed acrobazie fanno incontrare la creatività con la tradizione.

GIORGIO, 30 ANNI E GIOCOLIERE DA 5 – Certo, perché a far arte di strada, che sia teatro o diablo, “in un quarto d’ora di spettacolo devi raccontare una storia” ed allora” non è più solo un esercizio tecnico, ma una comunicazione dove – racconta Giorgio, 30 anni e da 5 giocoliere – le parole non sempre sono indispensabili e vengono sostituite dal linguaggio del corpo. Lo spettatore spesso partecipa e le storie sono tutte da ascoltare, vedere, toccare, sentire ed annusare”. Allenarsi e mostrarsi diventano una sola cosa per chi ha cominciato quando “c’erano solo i tutorial su YouTube” e poi si è radunato in circoli, scuole autodidatte, capannelli spontanei prototipi delle convention che costellano il calendario italiano ed internazionale. Lì s’impara in allegria, fra “workshop all’aria aperta, parate e open stage”.

BORGHI CHE RINASCONO – Ed è proprio in queste grandi manifestazioni, nei festival che animano piccoli e grandi borghi del bel paese, che l’anima pubblica del juggler e del giullare si conforta del plauso della gente. A Certaldo lo scorso weekend, per il Mercantia 2012, grandi e piccoli guardavano a bocca aperta e col naso all’insù le giovani acrobate che volteggiavano appese come ‘panni sporchi’ – titolo eloquente del loro svolazzante spettacolo – fra le calli medioevali del paese che diede i natali a Boccaccio, e pendevano dalle labbra toscanacce dei cantori di un Amerigo Vespucci a metà strada tra Storia e satira popolare.

BUFFONI SI NASCE, CLOWN SI DIVENTA – A star in mezzo agli artisti di strada da pro(fani) tutto sembra più semplice e leggero, anche la crisi, che di certo non risparmia queste attività culturali così borderline. E così per “giocare” a Certaldo venti euro si sborsano – quasi – a cuor leggero chiedendosi pensosi perché di fondi non ce ne siano per pubblicizzare un’attività tanto bella per chi la fa e per chi la guarda. E per un po’ di cultura a mani basse, senza palchetti e poltronissime si trovano anche le ultime monetine da mettere nell’immancabile cappello. “Siamo ragazzi” tutti, con o senza abiti di scena o corde infuocate. Ed allora ben vengano con Certaldo gli altri festival italiani dove si fa cultura tra un bicchiere di vino e oggetti che volano in aria in un caos ordinato: Pennabilli (dove sono i luoghi dell’anima del fu Tonino Guerra per capirci), Santarcangelo in Romagna per un teatro in piazza, ma anche i Saltimbanchi alla Romana che animeranno la Capitale fra il 13 e il 16 settembre, ed i girovaghi emiliani, solo alcuni fra i tanti che trovate sui magazine online e su giocoleria.org. E se a sentir parlare di clown v’è venuta voglia di indossare il cravattino e metter mano alle clavi, non preoccupatevi che nell’arte di strada c’è posto per tutti e di sicuro il pubblico non se ne vorrà.

Gaia Celeste

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento