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Opinioni e commenti
 

Bulgaria, il kamikaze del bus sarebbe Mehdi Ghezali: un estremista islamico di cittadinanza svedese
Pubblicato il 19-07-2012


Ecco l’identikit del kamikaze perfetto e presunto attentatore dell’autobus fatto esplodere a Burgas. Cappellino calato sulla testa, occhiali da sole, pantaloncini e maglietta. Potrebbe essere un turista qualunque ma gli inquirenti sospettano che non lo sia. Le autorità bulgare hanno diffuso le immagini del presunto autore della strage in Bulgaria, nella quale sono morte 7 persone, tra cui 5 turisti israeliani appena arrivati nella cittadina di Burgas, in Bulgaria. Diffuso anche il nome del presunto kamikaze dell’attentato di Burgas, in Bulgaria. Si chiama Mehdi Ghezali ed è un cittadino svedese, già segnalato per essere un estremista islamico. Lo rivela il Times of Israel, citando fonti giornalistiche bulgare. Il video che lo riprende è stato registrato dalle telecamere di sorveglianza. Insomma la polizia sembra essere sulle tracce del kamikaze che subito dopo essere salito sull’autobus, con una comitiva di turisti israeliani, si è fatto esplodere. E mentre le indagini proseguono, Teheran, accusata di essere il mandante strage, nega con forza ogni coinvolgimento.

IL DNA DEL SOSPETTATO – Gli inquirenti, ha spiegato il ministro sono in possesso delle sue impronte digitali, e attualmente sono in corso esami sul Dna. Finora, ha detto il ministro dell’interno, nessuna rivendicazione dell’attentato è giunta alle autorità bulgare. Sono in corso controlli a tappeto nella zona dell’aeroporto di Burgas su tutti i possibili testimoni alla ricerca di indizi utili alle indagini, con gli inquirenti bulgari, ha ancora detto il ministro, che sono in contatto costante con polizia e intelligence di Israele, nonché con l’Fbi degli Stati Uniti.

L’INDAGINE – Sarà condotta dalle autorità bulgare, insieme a quelle israeliane e americane l’indagine sull’attentato di ieri al bus di turisti israeliani a Burgas, in Bulgaria. A confermarlo è l’ambasciatore Usa a Sofia, James Warlik, al margine di una cerimonia di commemorazione delle vittime tenutasi presso la sinagoga di Sofia. Warlik non ha voluto commentare le accuse israeliane all’Iran riguardo alle responsabilità dell’attentato. Le autorità israeliane e quelle bulgare hanno rivisto il bilancio dei morti nell’attentato di ieri a Burgas contro un bus di turisti israeliani.

LE VITTIME – Un portavoce del ministero degli Esteri israeliano ha detto che si tratta di cinque cittadini dello Stato ebraico e dell’autista del mezzo, di nazionalità bulgara. Il settimo corpo rinvenuto sul luogo dell’attacco sarebbe, riferiscono le autorità israeliane, quello dell’attentatore suicida. L’agenzia di stato bulgara Bta, citando il premier Boyko Borisov, ha riferito che nell’attentato sono rimaste uccise sette persone e non otto, come precedentemente indicato.

LE ACCUSE DI NETANYAHU ALL’IRAN – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha, poco d’opo l’attentato, condannato la Repubblica islamica dell’Iran come responsabile degli attentati. Secondo Netanyahu, dietro l’attentato contro il bus carico di israeliani in Bulgaria ci sono «le chiare impronte dell’Iran». Ma per il ministro degli Esteri bulgaro affermare che ci siano «alcuni paesi dietro l’attacco prima che siano le indagini a dirlo rappresenta un errore».

PEREZ «COLPIREMO IN OGNI LUOGO DEL MONDO» – «Israele individuerà e agirà contro il terrore in ogni parte del mondo». Questa la dura risposta del presidente israeliano Shimon Peres all’attentato suicida che ieri ha colpito un bus di turisti israeliani. Si e’ trattato di «un attacco sanguinario contro civili che si trovavano in vacanza», ha detto Peres. «Sono stati attaccati per la sola e inaccettabile ragione che erano ebrei o israeliani», ha aggiunto il presidente, sottolineando l’impegno di Israele a «agire» e a colpire «in ogni luogo del mondo nel quale si annida il terrorismo, abbiamo le capacità per farlo». Peres ha anche espressamente citato l’Iran quale principale sospettato per l’attentato, affermando che il regime di Teheran «rimane il pericolo maggiore per la pace nel mondo. Agiremo insieme per assicurarci che i terroristi provenienti da Libano, Siria e Iran non alzino la testa».

HEZBOLLAH NEGA COINVOLGIMENTO – Il movimento sciita libanese Hezbollah ha negato ogni tipo di coinvolgimento nell’attentato di ieri a Burgas. Secondo l’agenzia d’informazione ‘Dpa’, Hezbollah ha bollato come «ridicole» le accuse rivolte subito dopo l’attentato dal ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, il quale aveva dichiarato che «dietro l’attacco ci sono gli Hezbollah in stretta collaborazione con i Guardiani della Rivoluzione iraniani».

IL PREMIER MONTI «SIAMO PIU’ VICINI AD ISRAELE» – Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha inviato un messaggio di cordoglio al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. «Si tratta di un crimine odioso, che non fa che rafforzare ulteriormente il nostro legame e la nostra vicinanza a Israele ed alle legittime aspirazioni del suo popolo a vivere in pace e sicurezza» ha scritto il Presidente Monti, chiedendo di estendere i suoi sentimenti di vicinanza, a nome del Governo italiano e suo personale, anche ai familiari delle vittime e a tutto il popolo israeliano.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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