lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Ci risiamo! Moody’s declassa ancora l’Italia
Pubblicato il 13-07-2012


A soli cinque mesi di distanza dall’ultimo declassamento, questa notte Moody’s ha nuovamente arretrato i Titoli di Stato italiani. Il nuovo rating è ora Baa2, ben tre scalini sotto il precedente A3. L’Italia è ora sulla soglia del cosiddetto investment grade: un altro piccolo declassamento e le obbligazioni emesse dal Governo italiano diventeranno titoli spazzatura.

EVITARE L’AUMENTO DEL COSTO DEL DEBITO – Stando a quanto scrive Moody’s, le ragioni del downgrade sono fondamentalmente due. La prima riguarda la probabilità per l’Italia di sperimentare nei prossimi mesi un innalzamento del costo del debito o addirittura la perdita dell’accesso ai mercati finanziari internazionali, a causa della sempre maggiore fragilità dei mercati, dei rischi di contagio da Grecia e Spagna e dell’erosione del numero di investitori esteri disposti ad investire nei titoli di Stato italiani.

DISOCCUPAZIONE IN CRESCITA – La seconda ragione riguarda maggiormente l’economia italiana. Secondo Moody’s le prospettive economiche di breve termine del nostro Paese si sono deteriorate: allontanandosi le prospettive di crescita ed aumentando la disoccupazione, il rischio è quello di non raggiungere gli obiettivi di consolidamento fiscale che il Governo si è posto. Nel caso ciò si verificasse, l’Italia potrebbe perdere la residua fiducia degli investitori internazionali e ritrovarsi così nell’impossibilità di accedere ai mercati finanziari.

LE POLITICHE 2013 AUMENTANO IL RISCHIO – Moody’s ritiene poi che la normalizzazione del mercato dei debiti sovrani necessiterà di un certo numero di anni, durante i quali non può essere escluso l’aumento dei rischi politici. Le prospettive restano negative in quanto, nonostante siano state varate dal nostro Governo riforme importanti –  pensioni, lavoro, consolidamento fiscale, lavoro e, in ultimo, spending review – il rischio che tali innovazioni possano essere effettivamente implementate persiste. In particolare l’agenzia di rating evidenzia come le elezioni del 2013, aumentino significativamente il livello di rischio politico. Sembra ignorare l’agenzia che l’Italia è un Paese democratico, oppure, come molti, non si fida delle modalità con cui la legge elettorale esistente seleziona la classe politica italiana.

MOODY’S, SACRIFICI EUROPEI INUTILI – Anche a livello europeo secondo Moody’s il lavoro fatto negli ultimi mesi è inutile o, quanto meno, insufficiente:  rispetto a cinque mesi fa è più probabile che la Grecia esca dall’Euro ed i meccanismi salva spread approvati al Consiglio Europeo di fine giugno sono considerati insufficienti rispetto al verificarsi di  un ampio e sistemico rischio sovrano. L’Italia vedrà secondo Moody’s una contrazione del PIL del 2% nel corso del 2012, e la mancata crescita probabilmente indurrà il Governo a posticipare l’obiettivo di pareggio nominale di bilancio al 2015, due anni dopo rispetto a quanto in precedenza previsto.

PROBABILE ULTERIORE DECLASSAMENTO – Insomma, secondo Moody’s, aumentano le difficoltà per l’Italia di rifinanziare nei prossimi due anni sui mercati internazionali i circa 415 miliardi di Euro di debito pubblico che vanno a scadenza, pari ad una quarto del prodotto interno lordo. Per Moody’s anche le prospettive restano negative, per cui non può essere escluso un nuovo declassamento dei Titoli di Stato, soprattutto se dovessero ulteriormente aumentare le difficoltà di accesso dell’Italia ai mercati finanziari.

CRISI A CASCATA – E il nuovo declassamento andrà proprio in questa direzione: farà aumentare il famoso spread ed il costo del debito pubblico italiano, ma non solo. A cascata, anche le banche italiane saranno declassate, ed aumenterà anche per le banche italiane il costo della provvista sui mercati. Di conseguenza anche per imprese e famiglie aumenterà il costo del denaro. Solo l’efficace implementazione di misure di riforma economica e fiscale che facciano tornare il nostro Paese su un sentiero di crescita, accompagnata ad una riduzione del debito pubblico, potrebbe nei prossimi mesi cambiare questa valutazione da parte dell’agenzia.

CI STANNO RACCONTANDO FROTTOLE – Delle due l’una: o chi sta al Governo ci sta raccontando un sacco di frottole in termini di passi in avanti in Europa, piani per la crescita, consapevolezza dell’importanza dell’Euro, messa in sicurezza dei conti pubblici oppure Moody’s e le altre agenzie di rating con le loro profezie auto verificantesi, che a ben vedere poco hanno di analitico, stanno continuando a giocare con il fuoco e nessuno, finora, ha preso, a livello politico, misure serie per ridurne l’impatto.

 Alfonso Siano
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Commenti all'articolo
  1. Ormai siamo alla baraonda: in Europa,in Italia,nei mercati finanziari internazionali. Non si capisce dov’è la verità. Quel che appare certo è che i grandi capitalisti trovano sempre il modo di vivere sulle spalle dei deboli.

  2. Come sempre gli articoli di Alfonso Siano contengono un lucida analisi dell’attuale situazione politica-economica. Sicuramente, al di là della correttezza o meno delle “profezie” delle agenzie di reting, nei prossimi due anni, vuoi perchè le politiche economiche affrontate dal governo siano sbagliate in origine voui perchè seppur corrette vadano incrementate, è difficile aspettarci un miglioramento significativo.

  3. Bel pezzo. La crisi finanziaria, con le sue ricadute sociali, ha prodotto un ulteriore effetto: quello di finaziarizzare il lessico delle persone normali, ossia i non professionisti. Questo ha amplificato gli effetti di misperception da parte di questi circa il reale stato dell’economia. Moody’s non è in grado di quantificare le probabilità di default di un paese, semplicemente perchè le serie storiche sui default sovrani non sono affidabili (ce ne sono stati troppo pochi, per fortuna!!). Oltre agli enormi problemi economici, siamo in pieno terrorismo mediatico…

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