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Opinioni e commenti
 

Continua la maledizione del “Mont Maudit”: una slavina travolge 28 alpinisti provocando nove morti
Pubblicato il 13-07-2012


Ieri mattina, intorno alle 05.30, si è consumata una tragedia sul “Monte Maledetto”, vetta di 4.465 metri nel versante francese, uno degli itinerari che conduce al Monte Bianco. Stando ad una prima ricostruzione una valanga sembra essersi staccata verso le 04.30, provocando una slavina che ha travolto un gruppo di 28 alpinisti, tra cui non compare nessun italiano. Il bilancio provvisorio dei morti nel corso della giornata è salito a nove (tra cui tre britannici, tre tedeschi, due spagnoli e uno svizzero), oltre a quattro dispersi ancora imprigionati sotto la neve, e dodici feriti.

I FAMILIARI DELLE VITTIME ATTESI A CHAMONIX La cittadina alpina si prepara ad accogliere i parenti delle vittime tra le quali vi è anche Roger Payne, la guida britannica  del gruppo. Guida dal 1983, Payne era stato presidente dell’associazione delle guide di montagna britanniche. Anche l’ambasciatore del Regno Unito in Francia, Peter Ricketts, è da ieri sera a Chamonix e questa mattina davanti alla stampa ha reso omaggio alla memoria di Payne, «uomo molto conosciuto a Chamonix e in Gran Bretagna».

APERTA UN’INCHIESTA – È stata subito aperta un’inchiesta per fare luce sulle cause della tragedia. Il sindaco di Chamonix ha subito messo le mani avanti dichiarando che l’evento è stato assolutamente imprevibile, poiché «nessun bollettino meteo aveva previsto valanghe». Alessandro Cortinovis, capo del Soccorso alpino valdostano, ha spiegato che: «Le condizioni meteo in questo periodo nella zona sono normali, non sembrano esserci problemi legati alla grande ondata di caldo. È un punto pericoloso da sempre, gli incidenti sono frequenti».

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DELLA VAL D’AOSTA – Augusto Rollandin, presidente della Regione autonoma ha espresso cordoglio per le vittime «a nome del Governo regionale e di tutta la Comunità valdostana». Rollandin ha inoltre ricordato che alle operazioni di soccorso, condotte dal Peloton d’Haute montagne di Chamonix, hanno contribuito anche gli uomini del Soccorso alpino valdostano, della Guardia di Finanza di Entre’ves e della Protezione civile regionale e a tutti loro ha rivolto «un ringraziamento particolare perchè, ancora una volta, hanno saputo rappresentare con coraggio e con professionalità la comunità valdostana».

IL COMMENTO DELL’ALPINISTA ESPERTO – Secondo Hans Kammerlander uno dei massimi esperti d’alpinismo a livello mondiale, si è trattato di «tragica fatalità». «La stagione era quella giusta, l’ora era quella giusta e di sicuro si è trattato di alpinisti esperti che sapevano valutare i pericoli» ha poi aggiunto l’altoatesino, spiegando che: «Le montagne di ghiaccio sono molto più insidiose di quelle di roccia. Il ghiaccio è infatti in continuo movimento e la caduta di seracchi, che sembra essere stata la causa della valanga, è assolutamente imprevedibile» sottolineando dunque il perenne rischio che corrono gli alpinisti.

IL PRECEDENTE SUL MONTE BIANCO – La tragedia di ieri è la più grave negli ultimi quattro anni: l’ultimo incidente mortale consumatosi sul Mont Blanc du Tacul, il 24 agosto 2008, fu provocato dal crollo di un seracco che uccise otto alpinisti.

IL MONTE MALEDETTO – Il Maudit rappresenta una delle tappe della cosiddetta “via dei tre monti bianchi”, un percorso molto amato dagli alpinisti che parte dal Rifugio des Cosmiques, a 3.612 metri, per articolarsi sulle pendici del Mont Blanc du Tacul e del Mont Maudit, prima di raggiungere la cima del Monte Bianco. Il Mont Maudit era inizialmente il nome del Monte Bianco e, secondo una leggenda risalente al VII secolo, sulla cima vivevano spiriti maligni e diavoli. Nel tempo l’appellativo passò poi alla montagna più vicina, quella immediatamente a nord ovest del Mont Blanc, appunto l’attuale Maudit.

Silvia Sequi

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