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Opinioni e commenti
 

CRISI, MERKEL DETTA LEGGE: «NIENTE SOLIDARIETA’ SENZA CONTROLLI»
Pubblicato il 15-07-2012


Rischia di essere un’estate rovente, quella dell’Italia esposta alla speculazione dei mercati e ai veleni della politica di Eurolandia. Perché lo scudo europeo anti-spread di fatto esiste, ma finché il nostro Paese e soprattutto la Germania non avranno ratificato il trattato per il fondo salvastati permanente Esm, le risorse saranno limitate al centinaio di miliardi rimasti in dotazione al Fondo europeo di stabilità finanziaria. In più la Cancelliera Merkel è tornata a puntare i piedi sul rigore: “non avranno chance” ha detto alla tv tedesca “tutti i tentativi di chiedere solidarietà senza alcuna contropartita”.

ECCO LA LINEA DEL RIGORE – E se il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, parlando con lo Spiegel, ha affermato che “nessuno” dei 17 leader dell’eurozona “si aspetta che l’Italia possa aver bisogno di aiuti”, ha anche ricordato che “se richiedesse un salvataggio dovrebbe sottoporsi alle regole di supervisione esistenti”. Un’idea, quella di non ammorbidire i controlli congiunti sulle politiche dell’Eurozona, che la Merkel ha legato anche al salvataggio delle banche spagnole “garantito dal governo”. Unica apertura all’ottimismo, quando ha concesso che “si è sulla buona strada” e “si è fatto più negli ultimi mesi che negli anni precedenti” per risolvere la crisi. Un altro passo nella lunga marcia sarà fatto venerdì prossimo quando i ministri delle finanze dell’Eurogruppo, probabilmente in videoconferenza, daranno l’approvazione formale al ‘memorandum d’intesa’ con le condizioni per la ricapitalizzazione delle banche e la ristrutturazione – con un programma che si concluderà in 12 mesi – delle banche spagnole.

LA TASK FORCE ANTI-SPREAD – Il declassamento di Moody’s ha però fatto suonare i campanelli d’allarme per l’Italia e per le ‘tensioni’ che in agosto potrebbero far scattare la necessità di calmierare lo spread perché, come segnalato da Leonardo Domenici, relatore del Parlamento Ue per la riforma del rating, “hedge fund e banche azioniste delle agenzie hanno mire ribassiste”. Nei palazzi delle istituzioni europee negano la nascita di una ‘task force’ anti-spread, ma si da’ per scontato il contatto tra le cancellerie per reagire alle possibili emergenze estive. E’ in questo scenario che potrebbe essere usato lo scudo, che comunque non scatterebbe automaticamente (lo stato deve richiedere l’intervento e dimostrare di essere adempiente, dopo una valutazione della Bce e l’approvazione dell’Eurogruppo, scatterebbe il ‘monitoraggio’ Bce-Commissione) ne’ gratuito.

NON TORNANO I CONTI – Soprattutto lo scudo rischia di avere risorse troppo limitate di fronte a un debito da quasi 2.000 miliardi come quello dell’Italia. Fino alla ratifica dello Esm da 500 miliardi, solo quanto resta dello Efsf (dei 440 miliardi iniziali, 130 sono stati impegnati per la Grecia, 85 per l’Irlanda, 80 per il Portogallo e fino a 100 per la Spagna). L’avvio operativo del fondo salva-stati permanente e’ teoricamente slittato al primo agosto, ma e’ legato alle ratifiche parlamentari. Il premier Monti ha chiesto il via libera prima della pausa estiva dei lavori. Piu’ complessa la situazione in casa Merkel, dove – prima che il trattato possa essere portato davanti al Bundestag – la Corte Costituzionale di Karlsruhe dovra’ esprimersi su migliaia di ricorsi che ne mettono in dubbio la costituzionalita’.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. La Merkel ha ragione.
    Se vogliamo veramente costruire l’Europa Unita o Stati Uniti di Europa dobbiamo essere disponibili a meno sovranità. I paesi con classi dirigenti avventurose come abbiamo noi da venti anni a questa parte dobbiamo avere dei controlli da parte delle leggi europee. LP

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