domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Con il crowdfunding la primavera di Tunisi raccontata “dal basso” diventa un documentario
Pubblicato il 12-07-2012


La democrazia con internet arriva anche alle produzioni editoriali. Chiamato nel gergo internettaro ‘crowd funding’, si può leggere in italiano come produzione finanziata dal popolo del web. Da alcuni anni si stanno diffondendo in rete numerose piattaforme, anche italiane, che consentono di raccogliere e mettere in vendita quote per la realizzazione di un certo progetto, così come hanno fatto Alessandro Doranti e Filippo Del Bubba per finanziare dal basso il reportage “Tunisia. Frammenti di una rivoluzione”.

IL PROGETTO – In meno di due mesi sono state piazzate tutte le trecento quote a disposizione sulla piattaforma “Produzioni dal basso”. Il progetto è stato visitato da circa 4000 persone, tra queste 81 hanno deciso di sostenerlo acquisendo una o più quote. Grazie al crowd funding, il progetto iniziato nel gennaio scorso e che ha all’attivo la pubblicazione in rete di tre clip sulla parte di viaggio “Dentro Tunisi” (che saranno a breve ripubblicate con alcune variazioni), sarà portato a termine con la realizzazione dei video girati “Fuori Tunisi”.

LA CACCIATA DI BEN ALI’ VISTA CON GLI OCCHI DI WASSIM – Un viaggio cominciato nella capitale. La testimonianza dei giorni di tumulto che hanno scosso il paese e di cui Tunisi porta ancora i segni per le strade: il filo spinato protegge i luoghi del potere e i carri armati fanno da guardia alla difficile transizione democratica. Che cosa è successo il 14 gennaio scorso lo racconta Wassim, studente universitario di informatica. Wassim è tra quelli che un anno fa hanno preso parte alla grande manifestazione che ha attraversato le strade di Tunisi per chiedere le dimissioni di Ben Ali. La sera stessa il dittatore fuggiva dal paese, ma la protesta, che ha raggiunto per la prima volta il centro del potere politico, è andata avanti. Wassim ha accompagnato i tuoi autori del documentario nei luoghi più significativi di Tunisi ripercorrendo i momenti più importanti della rivolta: i primi raduni, i cortei, i sit-in di Casbah I e II.

LE TESTIMONIANZE – Nelle immagini di questa prima parte del documentario c’è la testimonianza fedele  degli ultimi giorni di campagna elettorale: dopo 23 anni di dittatura, il paese si apprestava a votare per una nuova costituente. Centinaia di liste e migliaia di candidati affollavano i manifesti alle pareti delle strade. Dopo esser stata da subito al fianco della rivoluzione come si preparava la sinistra al voto? Le testimonianza raccolte nei bar del centro raccontano di vecchi che ricordano i tempi in cui la libertà di espressione non era possibile. Nelle sedi dei partiti serpeggia un cauto ottimismo, mentre i tunisini attendono di riprendere quella sovranità negata da tempo, anche a causa delle ingerenze dell’Europa.

I FESTEGGIAMENTI, I BROGLI, L’UNDERGROUND – É Ennahdha a vincere le elezioni. Il 23 e 24 ottobre gli elettori assiepati nelle interminabili code ai seggi hanno dato al partito islamista oltre il 40 per cento dei voti. La sera dell’ annuncio, seppur non ancora ufficiale, a Tunisi esplode la festa al quartier generale di Ennahdha. La folla degli elettori torna a cantare l’inno nazionale, festeggiando una rinascita civile fatta del tripudio delle bandiere che omaggiano tutti coloro che per anni sono stati vittime della dittatura di Ben Ali. Poi arrivano anche voci di presunte irregolarità nelle operazioni di voto e ne segue il dibattito in uno dei luoghi simbolo di Tunisi: l’Underground.

RACCONTO DI UNA CRISI, SECONDA PARTE – Nella seconda parte del documentario il progetto è di documentare la rivoluzione anche da fuori Tunisi. In queste nuove clip saranno mostrati i luoghi dove la rivoluzione tunisina è scoppiata e le aspettative di una vita diversa non hanno perso i tratti della rivolta: davanti ai cancelli “assediati” degli stabilimenti italiani dell’Eni a Tazarka, dentro le miniere occupate di Redeyef e Metlaoui, nei quartieri periferici di Sousse, e infine a Jebiniana, 40 km da Sfax, fino ad ascoltare la storia di uno dei tanti giovani disoccupati che direttamente dalla spiaggia dove è partito già tre volte per l’Italia, ha raccontato come prepara l’ennesimo disperato viaggio in barca.

L’OMAGGIO DI AREZZO WAVE – Il reportage sarà ospitato dall’12 al 15 luglio 2012 nello spazio dedicato alla cultura dell’Arezzo Wave Love Festival. Ogni giorno, le clip saranno proiettate all’interno della sezione Cinewave prima della visione dei film di John Belushi. Il prodotto editoriale che è stato finanziato con le quote di “Produzioni dal basso” è frutto di un mese di viaggio nel paese che ha inaugurato la primavera araba. Oltre 30 ore di girato, decine di quaderni di appunti, migliaia di scatti fotografici. Da qui nasce questo reportage di video-racconti sulla Tunisia che cambia. Un progetto ospitato sul web che ha ottenuto dal web il supporto giusto e necessario per andare avanti e completarsi con questa seconda parte del lavoro.

Marco Bennici

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