sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Dal ‘Bacio’ alle ‘Tre età’, 150 anni fa nasceva Klimt protagonista dell’Art Nouveau
Pubblicato il 10-07-2012


Si potrebbe dire, giocando col senso letterale delle parole, che sia stato uno degli artisti più ‘pop’, laddove si intenda con il termine la fusione del genio individuale con la popolarità planetaria. Centocinquanta anni fa a Baumgarten, quartiere di Vienna, nasceva -secondo di sette fratelli- Gustav Klimt, uno degli artisti più conosciuti ed amati anche da chi di arte non e’ esattamente un fine intenditore.

KLIMT E IL LIBERTY – Mandato dal padre a soli 14 anni a studiare alla Kunstgewerbeschule, la Scuola d’Arte e Mestieri del Museo Austriaco per l’Arte e l’Industria, il giovane Gustav si appassiona da subito all’arte decorativa, e, insieme al fratello minore Ernst, ottiene fin da giovanissimo la commissione per decorare alcuni dei luoghi più suggestivi di Vienna. Dopo la morte del padre e del fratello, Klimt deve farsi carico di entrambe le famiglie, e questo lutto lascia un segno anche nella sua produzione artistica. Nel 1892 avviene l’incontro con Emilie Floge, che sara’ sua moglie fino alla morte del pittore, nel febbraio del 1918. Nel 1898 si inaugura la prima mostra della Secessione viennese, movimento artistico che si era costituito l’anno prima con Klimt presidente. Ma Klimt e’ conosciuto soprattutto per essere stato uno dei maggiori esponenti dell’Art Nouveau, che, nell’accezione italiana, venne definito prima come ‘Stile Floreale’ e poi col più noto ‘Liberty’. Rielaborando gli assunti dell’estetica anglossassone che poneva l’accento sulla libera creazione dell’artigiano, in contrapposizione alla fredda produzione in serie priva di qualunque valore estetico, lo stile Liberty aprì la strada al moderno design e all’architettura moderna.

LA FIGURA FEMMINILE – Nell’opera di Klimt, la figura femminile assume un’importanza centrale. Dalle ‘Tre età della donna’ ai ‘Giuditta I e II’, fino ai celeberrimi ‘Bacio’ e ‘Nuda veritas’ si tratta di donne ritratte nella loro quotidianità. Donne ‘normali’, prostitute o femmes fatales, un tema molto in voga in quell’epoca. Insieme alla rivisitata figura della donna, altra caratteristica della pittura klimtiana e’ il decoro e l’ornamento con forme ed elementi classici, che non solo svolgono funzione decorativa, ma spesso assumono anche valenze simboliche, dando il massimo risalto alla figura centrale.

LA PASSIONE PER L’ORNAMENTO – Un esempio per tutti e’ quello della ‘Nuda Veritas’ (1899, olio su tela) attualmente conservato presso l’Osterreichisches Theatermuseum di Vienna. In questo contestatissmo capolavoro, considerato all’epoca quasi sacrilego per il suo marcato realismo che si discostava dai nudi classici dell’arte del periodo, il serpente che cinge le gambe alla donna nuda in piedi, mettendo in pericolo la sua integrita’, e’ una metafora che sta a simboleggiare la verita’ (rappresentata dalla figura femminile nuda) insidiata dalla menzogna e dall’invidia. Nel 2012 sono ben dieci i musei viennesi che ospitano mostre straordinarie su Gustav Klimt in occasione dei 150 anni dalla sua nascita. In tutta la citta’ sono esposti dipinti, disegni, bozzetti di Klimt e molto altro ancora. Tra questi il Wien Museum, che vanta la piu’ vasta raccolta mondiale di disegni di Klimt. Si tratta di ben 400 opere: capolavori ma anche schizzi e bozze realizzati in tutte le fasi creative dell’artista.

L’OMAGGIO DI VENEZIA – Accanto ai disegni del grande pittore si possono anche ammirare alcuni dipinti, tra cui l’opera piu’ importante del museo, il ‘Ritratto di Emilie Floge’ dell’anno 1902. Si tratta di uno dei quadri piu’ noti di Klimt e del primo ritratto femminile nel suo caratteristico stile ornamentale. In Italia, ha voluto celebrare il 150mo dalla nascita del grande artista austriaco il Museo Correr di Venezia, con la mostra ‘Klimt. Nel segno di Hoffmann e della Secessione’, in collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna e la Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura dello studioso di Gustav Klimt, Alfreid Weidinger. Quello in programma al Correr e’ stato tra i pochissimi appuntamenti al di fuori dell’Austria delle celebrazioni ‘Klimt 2012’. Un rapporto, quello dell’artista con la città lagunare, con una valenza altamente simbolica per quanto ha rappresentato nella sua vita artistica: fu infatti la città che lo consacrò alla IX Biennale del 1910, nel pieno affermarsi dell’arte della Secessione.

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