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Opinioni e commenti
 

Declassamento Italia: l’ira di Monti: «Siamo virtuosi ma ci puniscono». Sostegno dall’Unione europea
Pubblicato il 14-07-2012


L’annuncio di Moody’s dell’ulteriore declassamento dell’Italia seguito dallo scontento diffuso della classe politica tricolore: a partire dal Premier Mario Monti che ha definito il nuovo downgrade come una “disgrazia”. «Siamo virtuosi e invece di premiarci ci puniscono», queste sono state le parole del capo del governo, ma la disapprovazione, nella lunga giornata di ieri, è stata bipartisan. Prima lo sconforto diffuso provocato dalla notizia, poi un breve sospiro di sollievo perché, a distanza di pochi giorni dai numerosi vertici Ue, la Commissione Europea ha commentato la nota di Moody’s parlando di bad “timing”.

UE: CRITICHE A MOODY’S, OK ALL’ITALIA – Il portavoce della Commissione Ue Simon O’Connor, anche se ha dichiarato di non voler commentare, ha riportato l’attenzione sull’«azione di risanamento determinata, a lungo termine e di ampio respiro» che starebbe affrontando l’Italia, alle prese con «sforzi senza precedenti» per attuare un risanamento dei conti pubblici. E l’impegno italiano, secondo O’Connor, sarebbe visibile proprio all’interno della spending review, sul tavolo del Parlamento in questi giorni. Nella nota diffusa ieri da Moody’s sembrava che l’agenzia di rating avesse stabilito il declassamento proprio in seguito ad un’analisi preventiva della politica dello stivale, storcendo il naso in particolare rispetto alle prossime elezioni 2013 che rappresenterebbero, secondo Moody’s, «un ulteriore fonte di rischio». Al contrario, il portavoce della commissione Ue ha sottolineato che le misure intraprese nel ultimi tempi dal Governo italiano, segnerebbero un positivo «impegno a lungo termine».

MONTI: “UNA DISGRAZIA” – Il Premier Monti, ieri alla conferenza dei big dei media e della new economy riuniti a Sun Valley, ha così commentato la notizia del declassamento: «Il downgrade di Moody’s è stata una disgrazia, ma il mercato ci ha premiato e l’asta è andata bene» e, trovandosi in linea con lo scontento dei politici italiani che ieri si sono lamentati dell’ultima nota dell’agenzia di rating, ha continuato: «Siamo virtuosi e invece di premiarci ci puniscono». Il Presidente del Consiglio di questo Governo tecnico, eletto proprio a fronte della necessità di un risanamento dell’economia italiana, ieri ha anche garantito quanto «il sistema bancario italiano è solido e sulla riforma del lavoro si è cominciato, ma bisogna fare di più». Nella mattinata di ieri Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo economico, aveva commentato: «È un giudizio del tutto ingiustificato e fuorviante perché non tiene conto del grande lavoro che il nostro Paese sta facendo», aggiungendo come «Moody’s non riconosce le azioni concrete che sono state prese ed avviate e non riconosce l’impegno dimostrato nella gestione dei nostri conti pubblici, ma credo che i mercati questo riconoscimento lo daranno nel tempo perché il lavoro del governo continuerà forte, come è stato fino ad adesso».

CRITICHE DA CISL E CONFINDUSTRIA – Mentre il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, criticando la nota di Moody’s, si sofferma in particolare sulla sua tempistica: «Non ci ha mai convinto, anche in passato, la tempistica delle osservazioni delle agenzie di rating nei confronti del nostro Paese tuttavia, in una economia globalizzata e sottoposta ogni giorno ai giudizi dei mercati, non possiamo non tenerne conto». Anche Confindustria, attraverso le parole del suo Presidente Giorgio Squinzi, ha reagito alla nota dell’agenzia di rating: «L’Italia e il nostro sistema manifatturiero sono molto più forti di quello che appare dal giudizio di Moody’s».

Vittoria de Petra

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Commenti all'articolo
  1. E’ interessante approfondire da quali soggetti siano possedute le agenzie di rating (chi siano, cioè, i soci delle società che le sostanziano) e quali enti e società finanziarie internazionali operino, poi, speculando – magari al ribasso – sui titoli del debito pubblico italiano o spagnolo. Altra piccola questioncella: chi sono gli advisor per il collocamento sui mercati internazionali delle emissioni di titoli pubblici (ad esempio italiani) e quali soggetti, poi, speculano vendendo o invitando a vendere quegli stessi titoli pubblici per i quali in collocamento hanno conseguito laute commissioni? Non ci saranno eventuali conflitti di interesse?

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